Il panorama dei sistemi di scambio monetario in Europa sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinta dalla necessità di garantire una maggiore resilienza e indipendenza dai circuiti internazionali. Al centro di questa evoluzione si collocano i pagamenti account to account, un modello che punta a superare i limiti delle infrastrutture tradizionali per offrire soluzioni integrate e istantanee. Il 12 marzo 2026, durante il convegno organizzato dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, Giorgio Andreoli, Direttore Generale dello European Payments Council (EPC), ha analizzato lo stato dell’arte e le prospettive di questo settore, sottolineando come l’armonizzazione dei sistemi bancari sia la chiave per il futuro economico del continente.
Il ruolo dell’EPC e l’ecosistema SEPA
Lo European Payments Council opera come un’associazione no profit dedicata alla standardizzazione della SEPA, la Single Euro Payments Area. Con una missione focalizzata sull’integrazione dei sistemi di pagamento europei, l’organismo agisce come scheme manager, gestendo direttamente gli schemi di pagamento di tipo bancario. Come spiegato da Andreoli, l’azione dell’ente si concentra sulla standardizzazione per assicurare la raggiungibilità e l’interoperabilità all’interno degli schemi stessi.
Attualmente, la SEPA copre un’area geografica vastissima che comprende 41 paesi: i 27 membri dell’Unione Europea, a cui si aggiungono Norvegia, Islanda, Liechtenstein e altri 11 stati extra-UE, tra cui il Regno Unito e la Svizzera. L’organizzazione conta 83 membri, che includono le principali banche globali operanti in Europa e le associazioni nazionali, come l’ABI per l’Italia. Numeri ancora più significativi riguardano l’operatività quotidiana: sono circa 3.600 i partecipanti agli schemi, tra banche, istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.
L’offerta dell’EPC si articola in cinque prodotti principali di pagamento, tra cui il Credit Transfer (SCT), lo SCT Inst per i pagamenti istantanei e il Direct Debit (SDD). A questi si affiancano servizi non strettamente di pagamento, definiti payment-related, come la Verification of Payee (VOP), e strumenti di supporto come l’EPC Directory Service (EDS) per garantire l’interoperabilità paneuropea.
La mappa dei flussi: dove dominano i pagamenti account to account
Analizzando la distribuzione dei servizi di pagamento attraverso una tassonomia degli use case, emerge una netta distinzione tra il mondo retail e gli scambi professionali. Nel comparto retail, sia per gli acquisti online che nei punti vendita fisici, le carte di debito e credito mantengono una posizione di predominanza. Tuttavia, lo scenario muta radicalmente quando si osservano altre tipologie di transazioni.
Secondo i dati presentati da Andreoli, i pagamenti account to account rappresentano lo strumento dominante nei segmenti:
- Peer-to-peer (P2P);
- Business-to-Business (B2B);
- Relazioni con la pubblica amministrazione, come Business-to-Government (B2G) e Government-to-Business (G2B).
“Quindi il focus dell’EPC è esclusivamente sui pagamenti account-to-account, almeno ad oggi” ha dichiarato il Direttore Generale, evidenziando come l’obiettivo sia ora estendere questo modello anche al settore retail. Questa transizione è considerata essenziale per una questione di sovranità e resilienza, poiché, a differenza dei sistemi basati su carta dominati da player extra-europei, i flussi bancari diretti sono gli unici effettivamente normati e gestiti da operatori UE.
L’istantaneità come nuovo standard operativo
Il macro-trend che guida l’intera industria è quello della regolamentazione, con l’attesa per la versione definitiva della Payment Services Regulation (PSR) e della PSD3. In questo quadro, il concetto di “Instant payments as the new normal” è diventato la direzione strategica condivisa tra i legislatori europei e la Banca Centrale Europea.
I dati relativi all’adozione degli instant payments sono estremamente positivi:
- Il 92% dei fornitori di servizi di pagamento (PSP) nell’area euro supporta già i pagamenti istantanei a livello regolamentare;
- Il rapporto tra i bonifici istantanei e il totale dei credit transfer ha raggiunto il 33,7%;
- Sebbene il volume complessivo degli instant payments sia al 6,5% del totale dei pagamenti non-cash, il tasso di crescita è in forte accelerazione.
Andreoli ha rilevato un fenomeno di cannibalizzazione dei bonifici tradizionali a favore di quelli istantanei, ma ha anche sottolineato un dato storico: per la prima volta, i pagamenti istantanei stanno crescendo più rapidamente delle transazioni effettuate tramite carta. Questo cambio di passo è strettamente legato all’introduzione dell’obbligo regolamentare entrato in vigore a gennaio dell’anno scorso, che ha impresso un’accelerazione evidente alla curva di adozione.
Innovazione tecnologica e standard per il retail
Per permettere ai pagamenti account to account di competere nel mondo del commercio al dettaglio, l’EPC sta lavorando su abilitatori tecnici fondamentali. Uno dei passaggi chiave è stato lo sviluppo di uno standard europeo per il QR Code, recentemente concluso presso il CEN-CENELEC. Questo strumento permetterà di interconnettere diverse iniziative nazionali già esistenti, come Bancomat Pay in Italia, Bizum in Spagna, o il progetto EPI/Wero, creando un ecosistema comune basato su wallet che utilizzano il rail bancario anziché quello delle carte.
Un’altra innovazione cruciale discussa nel processo di gestione dei cambiamenti è l’introduzione del concetto di “re-payment”. Come spiegato da Andreoli, “Un re-payment, nella nostra accezione, nella nostra terminologia, è un qualcosa che abilita use case tipo chargeback e refunds che sono tipici del mondo carte e sono assolutamente necessari in ambito retail”. Senza queste funzioni di rimborso standardizzate, i pagamenti istantanei difficilmente potrebbero sostituire l’esperienza d’uso delle carte per i consumatori.
Il successo di tali modelli è già visibile in contesti internazionali come il Brasile con Pix e l’India con UPI. In questi paesi, dove gli instant payments sono stati messi in condizione di operare efficacemente al punto vendita, il loro volume complessivo ha superato quello delle transazioni con carta.
Sicurezza e prevenzione delle frodi: il progetto FRIDA
L’aumento della velocità delle transazioni porta con sé sfide maggiori sul fronte della sicurezza. L’EPC ha risposto con due iniziative principali. La prima è la Verification of Payee (VOP), un sistema che verifica la corrispondenza tra il nome del beneficiario e l’IBAN prima dell’invio del bonifico. Il rollout di questo servizio è stato descritto come un successo straordinario, passando da zero a quasi 3.000 banche partecipanti in soli sei mesi. Una nuova versione del rulebook (2.0) è prevista per novembre di quest’anno, con un go-live definitivo nel 2027.
La novità più rilevante è però rappresentata da FRIDA (Fraud Information Distribution Arrangement), uno schema di condivisione delle informazioni per la prevenzione delle frodi a livello paneuropeo. L’obiettivo è assicurare la conformità dei prestatori di servizi di pagamento con i nuovi articoli della PSR, creando un’infrastruttura di scambio dati senza precedenti.
Secondo Andreoli, non è più sufficiente agire a livello nazionale: “Siccome le frodi non hanno confini, purtroppo, e seguono il…
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Mattia Lanzarone
Source link

