PMI, aiuti di Stato e regime “de minimis”



Perché il monitoraggio costante è decisivo per ottenere agevolazioni, garanzie pubbliche e credito.

1. Il contesto: aiuti di Stato, concorrenza e semplificazione per le imprese

Nel sistema dell’Unione europea, gli aiuti concessi dagli Stati membri alle imprese sono sottoposti a regole rigorose, poiché possono incidere sulla concorrenza e alterare il corretto funzionamento del mercato interno. In linea generale, sono considerati incompatibili con il mercato interno gli aiuti pubblici che, favorendo determinate imprese o produzioni, falsano o minacciano di falsare la concorrenza.

Per questo motivo, ogni misura pubblica che comporti un vantaggio economico selettivo a favore di imprese deve, di regola, essere comunicata alla Commissione europea, affinché questa possa valutarne la compatibilità. Esistono tuttavia alcune eccezioni, tra cui gli aiuti destinati all’assunzione di lavoratori svantaggiati o con disabilità e, soprattutto, gli aiuti di piccola entità, definiti “de minimis”, che si presume non incidano in misura significativa sulla concorrenza.

Il regime “de minimis” rappresenta quindi uno strumento di semplificazione e, allo stesso tempo, una leva strategica per le imprese. Esso consente di concedere agevolazioni senza preventiva notifica alla Commissione europea, purché siano rispettati specifici massimali e condizioni. L’attuale regolamento generale “de minimis”, Regolamento (UE) 2023/2831, è in vigore dal 1° gennaio 2024 e, salvo proroghe, resterà applicabile fino al 31 dicembre 2030.

Per le imprese, e in particolare per le Piccole e Medie Imprese, il tema non è soltanto giuridico o amministrativo. La corretta gestione del plafond “de minimis” incide direttamente sulla possibilità di accedere a contributi, incentivi contributivi, crediti d’imposta, finanziamenti agevolati e garanzie pubbliche, tra cui la Garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI di cui alla Legge n. 662/1996, uno dei principali strumenti pubblici per favorire l’accesso al credito.

2. I regolamenti “de minimis” attualmente rilevanti e i nuovi massimali

Alla luce dei recenti aggiornamenti normativi, il quadro dei massimali “de minimis” è stato ridefinito in modo significativo. L’INPS, con il Messaggio n. 3339 del 6 novembre 2025, ha riepilogato i principali regolamenti applicabili e i relativi limiti, aggiornando anche la dichiarazione “de minimis” necessaria per la richiesta di incentivi subordinati a tale regime.

Regolamento Ambito Massimale
Regolamento (UE) 2023/2831 Regime generale € 300.000 per gli aiuti individuali concessi dal 1° gennaio 2024
Regolamento (UE) 1408/2013 Settore agricolo € 50.000 per gli aiuti individuali concessi dal 16 dicembre 2024
Regolamento (UE) 717/2014 Pesca e acquacoltura € 40.000 per gli aiuti individuali concessi dal 25 ottobre 2023
Regolamento (UE) 2023/2832 Servizi di interesse economico generale, SIEG € 750.000 per gli aiuti individuali concessi dal 1° gennaio 2024

Una novità particolarmente rilevante riguarda il settore del trasporto merci su strada. Con il superamento del precedente Regolamento (UE) 1407/2013, è venuto meno il limite specifico di € 100.000 e trova applicazione, per il regime generale, il massimale di € 300.000 previsto dal Regolamento (UE) 2023/2831. Il Fondo di Garanzia per le PMI ha chiarito che l’innalzamento del massimale da € 200.000 a € 300.000 si applica per impresa unica e che il calcolo avviene su base mobile, considerando gli aiuti concessi nei tre anni precedenti la data di concessione del nuovo aiuto.

3. Il passaggio da una logica “occasionale” a una gestione strategica degli aiuti

Per molte PMI, gli aiuti “de minimis” vengono ancora percepiti come un adempimento da gestire al momento della singola domanda: un bando regionale, un incentivo all’assunzione, un contributo camerale, un credito d’imposta, una garanzia pubblica. Questo approccio è però rischioso e non più adeguato.

Il plafond “de minimis” non riguarda il singolo beneficio, ma l’insieme degli aiuti concessi a una determinata impresa unica nell’arco temporale previsto dalla disciplina europea. Nel regime generale, il massimale è pari a € 300.000 nell’arco di tre anni.

Ciò significa che una PMI deve conoscere in ogni momento:

quanto plafond ha già utilizzato;

quali aiuti sono stati concessi, anche se non ancora materialmente incassati;

quali agevolazioni sono state richieste ma non ancora deliberate;

quali domande intende presentare nei mesi successivi;

quali operazioni finanziarie o investimenti potrebbero richiedere l’utilizzo di ulteriore plafond.

Il punto centrale è che l’aiuto rileva, di regola, al momento della concessione, non necessariamente al momento dell’erogazione o dell’effettiva fruizione. Questo rende indispensabile una gestione previsionale, non meramente consuntiva.

4. Il concetto di “impresa unica” e i rischi per gruppi, società collegate e imprese familiari

Uno degli aspetti più delicati della disciplina “de minimis” è il concetto di impresa unica. Il massimale non deve essere verificato soltanto sulla singola società che presenta domanda, ma sull’insieme delle imprese tra le quali esistono rapporti di controllo, collegamento o influenza rilevante.

Il Registro Nazionale Aiuti di Stato ha evidenziato che, a seguito del Regolamento (UE) 2023/2831, il perimetro dell’impresa unica nella visura “de minimis” è stato adeguato anche con riferimento ai collegamenti tramite persone fisiche.

Questo aspetto è particolarmente importante per:

gruppi societari;

società partecipate dagli stessi soci;

imprese familiari con più società operative;

società immobiliari e società operative collegate;

reti di imprese;

imprese con partecipazioni incrociate;

società controllate direttamente o indirettamente da persone fisiche comuni.

Per le PMI, spesso caratterizzate da assetti proprietari familiari o da strutture societarie semplificate, il rischio è sottovalutare il perimetro rilevante. Un’impresa può ritenere di avere ancora plafond disponibile, mentre una parte del massimale potrebbe essere già stata assorbita da un’altra società riconducibile alla medesima impresa unica.

5. Il ruolo del Registro Nazionale Aiuti di Stato

Il Registro Nazionale Aiuti di Stato, RNA, è lo strumento centrale per il monitoraggio degli aiuti pubblici concessi alle imprese. Esso consente di verificare le misure registrate, gli aiuti individuali concessi e la posizione dell’impresa rispetto ai regimi di aiuto, compreso il “de minimis”. Il RNA dedica una sezione specifica ai regolamenti “de minimis”, includendo il Regolamento (UE) 2023/2831 e gli altri regolamenti settoriali.

Tuttavia, il RNA non deve essere considerato l’unico strumento di controllo. L’impresa dovrebbe dotarsi anche di un proprio sistema interno di monitoraggio, perché possono esserci differenze temporali tra:

data di richiesta dell’agevolazione;

data di concessione;

data di registrazione nel RNA;

data di effettiva erogazione;

data di utilizzo in compensazione o fruizione fiscale/contributiva;

eventuale revoca o rideterminazione dell’aiuto.

Una PMI ben organizzata dovrebbe quindi mantenere un prospetto interno aggiornato degli aiuti, coordinato con le risultanze del RNA e con le informazioni detenute da consulenti fiscali, consulenti del lavoro, banche, confidi e advisor di finanza agevolata.

6. Perché bilanci, budget e…


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 Silviano Di Pinto

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