Recupero anticipazione appalti: stop temporaneo sui SAL


Nel corso dell’esame parlamentare del decreto-legge n. 107 del
2026
(Decreto Infrastrutture e PNRR) è stato introdotto
l’articolo 1-bis che autorizza le stazioni appaltanti, su richiesta
dell’appaltatore, a sospendere il recupero dell’anticipazione
contrattuale negli appalti pubblici di lavori in corso di
esecuzione, per il tempo strettamente necessario e comunque non
oltre il 31 dicembre 2026.

Sospensione del recupero dell’anticipazione negli appalti di
lavori: cosa cambia su SAL, garanzia e liquidità

La misura non aumenta il prezzo, non riconosce un maggiore
corrispettivo e non cancella la somma già erogata all’avvio:
interviene soltanto sul tempo nel quale quella somma viene
riassorbita attraverso i pagamenti successivi. Fino alla
conclusione del procedimento di conversione continua ad applicarsi
la disciplina ordinaria dell’articolo 125 del Codice.

La richiesta era stata avanzata dall’ANCE come misura di
sostegno alla liquidità delle imprese impegnate nei lavori
pubblici. Secondo i dati illustrati dall’Associazione nella propria
audizione parlamentare sul decreto, resterebbero da erogare circa
due miliardi di euro relativi alle compensazioni riconosciute per
lavori eseguiti nel 2024 e nel 2025.

Non è una rilevazione ufficiale dell’intero sistema e va letta
per ciò che è: un dato rappresentato da un’associazione di
categoria nella sede in cui chiedeva un intervento normativo. Per
il ragionamento che segue, tuttavia, è sufficiente la distanza che
quella dichiarazione mette in evidenza. Una somma può essere
riconosciuta e continuare a non essere disponibile; può appartenere
economicamente alla commessa senza essere ancora entrata nella sua
cassa.

La discussione sembra riguardare una trattenuta e il momento in
cui applicarla. In realtà, rende visibile una condizione ordinaria
dell’esecuzione. Il pagamento non finanzia la produzione che lo ha
generato, perché arriva quando una parte consistente dei relativi
costi è già stata sostenuta. Nel tempo che separa l’uscita
dall’incasso, la commessa procede grazie a risorse che provengono
dall’impresa, dalle banche, dai fornitori, dai subappaltatori o da
altre commesse. È così che il cantiere continua ad avanzare anche
quando il circuito finanziario della singola produzione non si è
ancora chiuso.

Non c’è, in questo, una patologia. Il rischio finanziario
appartiene all’attività dell’appaltatore e l’anticipazione serve
già a sostenere l’avvio del contratto. Il punto è un altro: il
contratto regola con grande precisione il tratto nel quale la
produzione diventa contabilizzabile, il credito diventa esigibile e
il pagamento deve essere eseguito, ma non rappresenta il fabbisogno
che precede quei passaggi. Stabilisce il tempo dell’opera e quello
della contabilità; non fissa quanta liquidità debba essere
impegnata prima che una lavorazione possa comparire in un SAL, né
per quanto tempo debba rimanere esposta.

La disposizione sul recupero dell’anticipazione interviene
esattamente in questa zona non rappresentata. Non la colma e non la
misura. La rende visibile.

Il fabbisogno che viene prima del SAL: perché uno stato
avanzamento lavori non equivale alla liquidità disponibile in
cantiere

Una commessa non comincia dalla produzione contabilizzata,
ma dalle decisioni che impegnano risorse prima che quella
produzione esista: un ordine emesso, uno stabilimento prenotato, un
anticipo versato, una progettazione costruttiva avviata, una
squadra mobilitata quando il relativo lavoro non è ancora
misurabile.

Si consideri una fornitura impiantistica di lunga consegna del
valore di un milione di euro. Il produttore può chiedere il 15 per
cento all’ordine, un ulteriore 35 per cento all’avvio della
produzione e il 40 per cento prima della spedizione, lasciando
soltanto il saldo alla consegna o alla messa in servizio. Prima che
il componente raggiunga il cantiere, l’appaltatore può avere già
corrisposto 900.000 euro.

A quella data la fornitura può non essere ancora
contabilizzabile. Il componente è stato costruito per l’opera, ma
si trova nello stabilimento del produttore; deve completare le
prove, essere accettato dalla direzione dei lavori, raggiungere il
cantiere o soddisfare le condizioni poste dal capitolato per il
riconoscimento contabile. La commessa ha quasi esaurito l’uscita
finanziaria, mentre il relativo valore non è ancora entrato nel SAL
e non ha generato alcun credito verso la stazione appaltante.

Il caso non riguarda soltanto le grandi apparecchiature. La
stessa distanza si forma con le carpenterie prodotte fuori sito, i
materiali a lunga consegna, la progettazione di dettaglio,
l’apertura contemporanea di più fronti, la mobilitazione di
personale e mezzi, gli anticipi richiesti dalla filiera. Cambiano
gli importi e le durate, non la sequenza: il costo precede il
riconoscimento e spesso lo precede di mesi.

Quando la lavorazione raggiunge le condizioni previste dal
contratto, comincia il percorso contabile. L’articolo 115 e
l’Allegato II.14 disciplinano la direzione, il controllo e la
contabilità dei lavori; l’articolo 125 collega allo stato di
avanzamento il certificato e il pagamento dell’acconto. È un
sistema costruito per accertare ciò che è stato eseguito e
riconoscibile, non per ricostruire l’intera esposizione finanziaria
che ha reso possibile quel risultato.

Per questo un SAL da 800.000 euro non equivale ad altrettanta
liquidità disponibile per produrre il SAL successivo.
L’anticipazione, ordinariamente pari al 20 per cento del valore del
contratto, viene recuperata in quota sui pagamenti in acconto: se
sul SAL vengono trattenuti 160.000 euro, la produzione riconosciuta
resta pari a 800.000, ma la somma trasferita all’impresa si riduce.
E neppure l’importo incassato coincide con la liquidità libera
della commessa: può essere già destinato a fornitori,
subappaltatori, retribuzioni, noleggi e costi sostenuti prima che
il SAL maturasse.

La sequenza reale è quindi più ampia di quella visibile nella
contabilità. L’impresa reperisce risorse, anticipa costi, produce,
attende che la produzione diventi misurabile, matura il credito,
incassa e ricostituisce soltanto allora una parte della liquidità
impegnata. Nel frattempo, il ciclo successivo è già iniziato. Il
cantiere non aspetta che ogni euro ritorni prima di impegnare
quello seguente; procede sovrapponendo esposizioni diverse,
sostenute da capitale proprio, affidamenti bancari, credito
commerciale e cassa generata altrove.

È proprio questa normalità a rendere il fabbisogno difficile da
vedere. Il cronoprogramma descrive quando le lavorazioni devono
svolgersi; il computo e il budget ne ricostruiscono il valore; la
contabilità stabilisce quando possono essere riconosciute. Nessuno
di questi documenti determina il capitale circolante necessario per
attraversare il tempo che separa l’ordine dal pagamento, né
stabilisce quale parte debba provenire dall’impresa, dalle banche o
dalla filiera.

L’offerta economica non contiene normalmente un profilo
finanziario della commessa. Quel profilo può essere stato elaborato
internamente, con maggiore o minore precisione, oppure essere
rimasto implicito nell’esperienza e nella capacità complessiva
dell’impresa. In ogni caso non entra nel contratto come parametro
condiviso. Se la durata…


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