Dalla visione del 2022 alle analisi del 2025-2026, Claudia Cardone ricostruisce un unico percorso: difendere l’identità del centro storico e costruire una Siena più connessa, abitabile e capace di trattenere giovani e talenti
Dalla visione metropolitana del 2022 fino ai recenti e serrati interventi tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, i contributi di Claudia Cardone, esperta OCSE per le politiche di innovazione, che Siena Post ha pubblicato e approfondito per primo, a distanza di tempo restano sorprendentemente attuali e complementari. Ne parliamo direttamente con l’autrice, per capire come i due temi — la visione metropolitana e l’identità del centro storico — si tengano insieme oggi, disegnando le tappe di un’unica, organica e ininterrotta sfida sul futuro della città. Un percorso analitico di lungo corso che ha saputo anticipare le emergenze di oggi attraverso cinque tappe fondamentali:
● Gennaio 2022 – Siena metropolitana: bene comune accessibile e generativo: la proposta di un modello di amministrazione condivisa per rendere l’area senese più accessibile, inclusiva e resiliente, fondato sui patti di collaborazione dal quartiere alla dimensione metropolitana.
● Agosto 2025 – Siena al bivio tra città vetrina e identità inviolata: la denuncia tempestiva della turistificazione del centro storico — tra affitti brevi in crescita esponenziale, fuga delle botteghe artigiane e rischio di spopolamento dietro la scenografia del turismo di massa.
● Dicembre 2025 – Siena tra declino strutturale e rilancio: come invertire la rotta: l’analisi della voragine occupazionale lasciata dal settore bancario e la proposta strategica di fare dell’Università (attraverso un polo d’eccellenza in Agraria/Enologia e il cluster Life Sciences) il vero motore economico e tecnologico per trattenere i giovani talenti.
● Dicembre 2025 – L’ultimo privilegio: Siena è diventata la città più cara d’Italia: la radiografia delle cause dell’inflazione record al 2,9%, nate dal venire meno del vecchio welfare aziendale/bancario e dall’effetto perverso di imposte locali come IMU e TARI, che spingono i proprietari verso la rendita turistica.
● Gennaio 2026 – Siena: Il valore di restare: la formulazione di una risposta strutturale e non assistenziale, fondata sul “Patto di Reciprocità Fiscale” con la proprietà immobiliare, sulla difesa dei “fondi dell’anima” (commercio storico e artigianato) e sull’uso dinamico della Tassa di Soggiorno a tutela del tessuto sociale.
Il 2022 e il 2025 raccontano due Siena diverse o la stessa città vista da due angolazioni? Cosa è cambiato nel frattempo?
Non raccontano due città diverse, ma l’evoluzione clinica di un medesimo fenomeno: la transizione da una diagnosi preventiva a una patologia conclamata.
Nel 2022 tracciavo la visione di una Siena metropolitana e condivisa, proponendo un modello di governo per evitare l’isolamento. Nel 2025, prima con la denuncia della “città vetrina” e poi con le analisi di dicembre sul declino strutturale e sul primato nazionale dell’inflazione (arrivata al 2,9%), ho documentato ciò che accade quando quella visione viene ignorata.
Cosa è cambiato nel frattempo? Il tempo ha semplicemente fatto il suo corso consumando le ultime rendite di posizione. Il vecchio sistema protettivo del “Padre Protettore” bancario si è definitivamente prosciugato, lasciando sul campo un’amministrazione pesante e inefficace. Il caro-vita e l’inflazione record non sono errori statistici: sono la conseguenza diretta di un modello che ha scommesso tutto sulla monocultura turistica e sul far-west degli affitti brevi (superando i 1.350 immobili sottratti ai residenti solo nel capoluogo), cedendo alla speculazione mentre la città perdeva oltre 2.000 botteghe artigiane (-20%).
I pezzi del 2022 e del 2025 si saldano perfettamente: nel 2022 indicavamo come evitare la trappola; nel 2025 abbiamo dovuto misurarne il costo economico e sociale per residenti, lavoratori e studenti.
Il sistema metropolitano senese è piccolo e tra i più vecchi al mondo, scrivevi lei nel 2022: a distanza di anni, quali investimenti concreti servirebbero ancora per trattenere o attrarre giovani?
Per attrarre e trattenere i giovani non servono interventi cosmetici né superficiali campagne di marketing territoriale. I giovani non restano dove c’è solo memoria: restano dove ci sono autonomia abitativa, salari elevati e opportunità professionali complesse.
Come ho analizzato negli interventi di dicembre 2025, la leva principale è trasformare l’Università di Siena da mero polo erogatore di didattica in un vero e proprio motore strategico di sviluppo industriale e tecnologico. Serve agire su tre direttrici concrete:
- Il Polo Agrario ed Enologico di Eccellenza: Siena vanta eccellenze agroalimentari uniche al mondo ma soffre di uno storico gap formativo. Serve un Dipartimento autonomo connesso con Pisa e Firenze, per avviare rapidamente corsi, convenzioni e percorsi di qualità, e alimentato da partnership con i consorzi del vino, le grandi imprese e i centri di ricerca internazionali (da Bordeaux alla California) su resilienza climatica, agricoltura di precisione e marketing di filiera.
- Il Potenziamento delle Life Sciences e Trasferimento Tecnologico: Biotecnologie e Farmacia sono il nostro nucleo globale. Ma senza manager dell’innovazione capaci di trasformare la ricerca scientifica in brevetti, start-up e spin-off radicate sul territorio, continuiamo a formare menti brillanti per regalarle ai cluster tedeschi, svizzeri o americani.
- Una Piattaforma Abitativa Universitaria e Giovanile: il mercato immobiliare senese, drogato dalle locazioni turistiche e da un’ IMU al massimo coefficiente sulle seconde case, espelle la “meglio gioventù”. Servono accordi di calmiere, studentati diffusi e reti di utenze sostenibili a basso costo per rendere il costo della vita compatibile con i primi stipendi.
“Amministrazione condivisa” tramite “patti” tra enti locali e società civile: che aspetto ha in pratica per Siena, oltre alla partecipazione già esistente di Contrade e associazioni?
L’amministrazione condivisa non è il “tavolo di concertazione” o la consultazione formale a cose già decise. È la firma di contratti di co-progettazione e co-responsabilità (i Patti di Collaborazione) in cui Comune, cittadini, enti di ricerca e privato sociale gestiscono insieme un bene comune, superando la logica verticistica.
Per Siena, questo modello significa estendere la straordinaria energia della democrazia contradaiola e del terzo settore ad ambiti finora riservati alla sola gestione burocratica:
- Gestione condivisa degli spazi e del riuso urbano: trasformare gli immobili dismessi o le aree periferiche in spazi di co-housing, atelier artigiani e laboratori per giovani maker, in cui il Comune fornisce la cornice procedurale e le associazioni o cooperative di comunità ne curano la gestione e la vita sociale.
- Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): realizzare patti territoriali in cui i quartieri e i centri minori diventano produttori e consumatori di energia pulita ed economica, abbattendo la bolletta per le famiglie fragili e gli studenti e affrontando la povertà energetica.
- Welfare di Prossimità e Caring Community: mettere…
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Ivano Zeppi
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