Sistemi BESS: i CVC scalano il business del dispacciamento


I BESS, acronimo di Battery Energy Storage System, sono sistemi di accumulo a batteria che immagazzinano energia elettrica quando è disponibile o meno costosa e la restituiscono alla rete quando serve. Nel mercato elettrico che cresce intorno a rinnovabili, data center e consumi sempre più variabili, il loro valore non dipende più soltanto dalla capacità installata. Dipende dalla velocità con cui possono caricare, scaricare, rispondere a un segnale di rete e trasformare quella flessibilità in ricavi.

È qui che entrano in gioco i corporate venture capital delle utility. I fondi industriali dell’energia guardano ai BESS come a una doppia scommessa: da un lato nuove chimiche oltre il litio, pensate per durate più lunghe e cicli intensivi; dall’altro software di previsione, trading e ottimizzazione capaci di decidere quando vendere energia, quando conservarla e quando offrire servizi di dispacciamento. Secondo l’International Energy Agency, nel 2025 sono stati installati nel mondo 108 GW di nuova capacità di battery storage, il 40% in più rispetto al 2024, con circa l’80% delle nuove installazioni in progetti utility-scale.

BESS, perché i corporate venture capital puntano sui sistemi di accumulo a batteria

Per una utility, investire in startup BESS non significa soltanto avvicinarsi a una tecnologia di storage. Significa presidiare il punto in cui generazione rinnovabile, rete e mercati elettrici si incontrano. La batteria diventa un asset programmabile: può assorbire produzione fotovoltaica nelle ore centrali della giornata, liberare energia nei picchi serali, ridurre congestioni e partecipare a mercati che remunerano disponibilità, rapidità di risposta e qualità del servizio.

La traiettoria è già visibile nelle strategie dei fondi industriali. EDP Ventures, braccio di venture capital di EDP, dichiara investimenti seed e series B tra 1 e 10 milioni di euro, con focus anche su storage, flessibilità, reti e intelligenza artificiale. National Grid Partners, corporate venture capital di National Grid, ha annunciato nel marzo 2025 un impegno da 100 milioni di dollari in startup AI per reti più flessibili e resilienti. Il filo comune è la ricerca di tecnologie che rendano gestibili sistemi elettrici più distribuiti e meno prevedibili.

La risposta dei fondi privati all’intermittenza delle fonti rinnovabili non programmabili

La crescita di fotovoltaico ed eolico aumenta il valore dello storage perché moltiplica gli scarti tra produzione attesa, domanda effettiva e vincoli di rete. Lo chiarisce anche Terna nello studio sulle tecnologie di riferimento per lo stoccaggio elettrico pubblicato a gennaio 2025: gli accumuli servono a fornire time shifting e servizi di dispacciamento, spostando parte della produzione da fonti rinnovabili non programmabili dalle ore di abbondanza alle ore di minore disponibilità.

Il litio resta oggi la tecnologia dominante, soprattutto nella variante litio-ferro-fosfato, ma il mercato guarda a durate più lunghe. L’IEA rileva che le batterie LFP rappresentano ormai circa il 90% delle installazioni di battery storage, perché più economiche e adatte a cicli frequenti rispetto ad altre chimiche usate nei veicoli elettrici. Le alternative, dalle batterie a flusso al vanadio alle soluzioni ferro-aria, cercano spazio dove servono molte ore di scarica, minore esposizione alle catene di fornitura critiche e maggiore tolleranza al cycling intensivo.

Il consolidamento degli asset di stoccaggio su scala industriale per stabilizzare i ricavi

Il passaggio dai progetti isolati ai portafogli industriali cambia anche il profilo finanziario dei bess. Un singolo impianto esposto solo all’arbitraggio tra ore a basso e alto prezzo può avere ricavi volatili. Un portafoglio gestito con software di ottimizzazione può combinare più fonti: mercato all’ingrosso, infragiornaliero, bilanciamento, servizi ancillari, capacity market e contratti bilaterali con imprese o sviluppatori rinnovabili.

Le startup software diventano decisive perché aggregano, prevedono e dispatchano asset diversi. GridBeyond, piattaforma di gestione intelligente dell’energia, ha chiuso nel 2024 un round series C da 52 milioni di euro con investitori come Energy Impact Partners, ABB, Constellation e Yokogawa; nel 2026 Samsung Ventures è entrata nel capitale in un round da 12 milioni di euro. La logica è chiara: il margine non nasce solo dalla batteria, ma dalla capacità di decidere in tempo reale quale mercato servire.

Come funziona il business del dispacciamento energetico per i grandi impianti

Il dispacciamento è l’attività con cui il gestore della rete mantiene in equilibrio produzione e consumo elettrico. In Italia questo ruolo è svolto da Terna. Sul mercato elettrico, il Mercato per il Servizio di Dispacciamento è la sede in cui Terna si approvvigiona delle risorse necessarie al controllo e alla gestione in sicurezza del sistema: risoluzione delle congestioni, riserva di energia e bilanciamento in tempo reale.

Per un grande BESS, il business nasce dalla capacità di offrire potenza in aumento o in riduzione in tempi molto rapidi. La batteria può immettere energia quando la rete ha bisogno di produzione aggiuntiva oppure assorbirla quando c’è eccesso di generazione. Questa elasticità ha un valore economico crescente nei sistemi con molta produzione rinnovabile e domanda più volatile.

Il ruolo strategico nel mercato dei servizi di dispacciamento per la sicurezza della rete

Il Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico, entrato nella prima fase attuativa dal 1 gennaio 2025, amplia la platea degli operatori che possono partecipare ai servizi di rete e introduce una granularità quartoraria per programmi e bilanciamenti. È un passaggio rilevante per i BESS: più breve è l’intervallo di mercato, maggiore è il valore delle risorse capaci di reagire rapidamente e in modo prevedibile.

La stessa Terna evidenzia che il nuovo assetto riorganizza i servizi ancillari e introduce figure come il Balance Responsible Party e il Balance Service Provider. Per le startup, questa evoluzione apre spazio a piattaforme che non possiedono necessariamente gli impianti, ma li governano come portafogli flessibili. Il software diventa il ponte tra asset fisico, previsioni di prezzo, vincoli tecnici della batteria e richieste del sistema.

I meccanismi di remunerazione tra sbilanciamenti infragiornalieri e aste della capacità

I ricavi di un BESS possono arrivare da più canali. L’arbitraggio consiste nel comprare o assorbire energia quando il prezzo è basso e venderla quando il prezzo sale. I mercati infragiornalieri permettono di correggere le posizioni più vicino al momento di consegna. I mercati di bilanciamento e dispacciamento remunerano invece la capacità di modificare immissioni o prelievi per mantenere sicura la rete.

In Italia il quadro si completa con il MACSE, il Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico. Terna stima, nello studio di gennaio 2025, un fabbisogno di circa 50 GWh di nuova capacità di stoccaggio utility-scale al 2030 nello scenario PNIEC Policy. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, con la delibera 362/2025/R/eel, ha fissato a 37.000 euro/MWh/anno il premio massimo per la prima asta dedicata alle batterie e ad altre tecnologie ammissibili. Secondo Terna, la prima asta MACSE per l’anno di consegna 2028 ha assegnato 10 GWh di capacità di accumulo.

Le strategie dei CVC per scalare le…


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