Difterite e malattie infettive rappresentano oggi ancora un problema per la salute pubblica a livello globale. Possono infatti causare complicanze serie, disabilità e portare anche al decesso, un rischio reale soprattutto per i bambini piccoli e i soggetti fragili. Per proteggerci da molte malattie ed evitare conseguenze drammatiche abbiamo a disposizione uno strumento insostituibile e gratuito nel nostro Paese: il vaccino.
Purtroppo negli ultimi anni si è verificato un calo della copertura vaccinale per alcune vaccinazioni, ossia della percentuale della popolazione (pediatrica e non solo) protetta dai vaccini.
Questo ha permesso ai germi (virus e batteri) responsabili di malattie infettive di circolare e colpire proprio chi non è immunizzato dal vaccino. Chi, infatti, è stato vaccinato ha una sorta di scudo protettivo, per cui può contrarre la malattia ma di solito in forma lieve o addirittura asintomatica.
La mancanza di difese immunitarie, soprattutto nei bambini piccoli, negli anziani, negli immunodepressi, può invece far sviluppare la malattia conclamata e non sempre la somministrazione di farmaci riesce ad avere effetto e a portare alla guarigione.
Bambina morta per difterite a Palermo e altri casi
Lo ha dimostrato il caso della piccola Rosa, una bambina siciliana di soli 4 anni, che ha perso la vita a causa della difterite, per cui non era vaccinata, come è risultato dall’autopsia avvenuta poco dopo la sua morte ad agosto.
Un’infezione diffusa ne ha causato il decesso, mentre il cuginetto vaccinato ha contratto il virus in forma lieve. L’autopsia ha confermato la gravità del quadro clinico, e la Procura ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo sia i genitori sia otto medici che l’avevano in cura (un atto dovuto per consentire la nomina dei consulenti di parte). La vicenda ha spinto migliaia di famiglie a verificare la copertura vaccinale dei propri figli.
Lo scorso luglio, in Calabria, era deceduto un piccolo di un anno e mezzo a causa delle complicanze neurologiche della sesta malattia. Difterite e malattie esantematiche (come appunto la sesta malattia) possono infatti causare il decesso.
Un esempio è rappresentato dal morbillo, malattia esantematica seria che può avere tra le complicanze encefalite e decesso (evitabili con la vaccinazione), purtroppo oggi da molte persone considerata un’infezione che “un tempo facevano tutti e siamo sopravvissuti”. Non è così. Il calo delle vaccinazioni contro il morbillo un po’ ovunque nel mondo, a partire dagli Stati Uniti, sta già avendo serie conseguenze.
Per esempio, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2025 sono stati segnalati 485 casi di morbillo in Italia. L’Oms conferma una situazione molto più seria nel resto del mondo, con oltre 85.000 decessi per morbillo, concentrati soprattutto tra i bambini di età inferiore ai 5 anni di età.
Un approfondimento sul morbillo in Italia
La situazione vaccini in Italia
Il DL 73/2017 ha portato a dieci le vaccinazioni obbligatorie (e gratuite) per i minori, ossia per i bambini e i ragazzi da zero a 16 anni. Questi vaccini sono contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae di tipo B, morbillo, rosolia, parotite e varicella.
L’obbligo vaccinale ottenne in quegli anni una massiccia adesione alle vaccinazioni, che ridusse in effetti la circolazione di alcune infezioni, per esempio il morbillo. In seguito, però, soprattutto dopo la pandemia di Covid-19, le istituzioni sanitarie iniziarono a registrare un calo nell’adesione ai vaccini obbligatori, anche a causa di informazioni scorrette che hanno una grande risonanza tra la popolazione e sui social network.
I dati dell’Istituto Superiore di Sanità per esempio mostrano una diminuzione della quota di bambini vaccinati al 24° mese, rispetto alla percentuale considerata ideale per raggiungere una copertura sufficiente ad arginare la circolazione dei patogeni, che è considerata il 95%: oggi il tasso di immunizzazione contro la poliomielite è del 94,45%, quello contro la difterite del 94,46%. Sono dati che si riferiscono alla media delle Regioni italiane, ma ci sono grosse differenze tra le varie zone. Per quanto riguarda la difterite, le Regioni in cui la copertura vaccinale è inferiore al 90% sono la Provincia di Bolzano e la Sicilia, dove è avvenuto appunto il decesso della piccola Rosa.
Scopri qui il calendario vaccinale per i bambini
Perché il vaccino antidifterico è essenziale
“La difterite è un’infezione batterica causata soprattutto da ceppi di Corynebacterium diphtheriae capaci di produrre una potente tossina. È proprio la tossina, più che il batterio in sé, a provocare le complicanze più pericolose. La malattia si diffonde soprattutto da persona a persona con gli starnuti e i colpi di tosse. Si localizza nelle vie respiratorie, scendendo poi in gola, dove causa la formazione di membrane biancastre che possono condurre al soffocamento” spiega la dottoressa Elena Bozzola, Il Bambino e il suo Pediatra Ets. “Non si deve considerare la difterite una semplice infezione alla gola, perché può rapidamente portare a conseguenze serie. I casi oggi sono pochi proprio grazie al vaccino. Quando un bambino è adeguatamente vaccinato, il rischio di contrarre la difterite in forma conclamata e soprattutto il rischio di complicanze sono davvero bassi”.
Grazie alla vaccinazione, nei Paesi con elevate coperture vaccinali la difterite è diventata rara, ma non è stata eliminata nel mondo. Sono ancora presenti aree in cui la malattia è endemica e, anche in Europa, vengono occasionalmente segnalati casi. Il vaccino contro la difterite nel nostro Paese è somministrato gratuitamente all’interno della cosiddetta esavalente, che protegge contemporaneamente da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae tipo B. “La difterite oggi è rara in Italia proprio perché la vaccinazione ha funzionato. La sua rarità, però, non significa che la vaccinazione non sia più necessaria: significa esattamente il contrario” avverte la dottoressa Bozzola. “Circola poco proprio grazie al vaccino e, se si vaccina meno, rischia di tornare”.
E’ essenziale prendere consapevolezza del ruolo essenziale dei vaccini che per malattie come la difterite rappresentano la difesa più sicura ed efficace. Oggi esistono farmaci, è vero: ma il loro effetto non è al livello di quello del vaccino. Oltre ad una diagnosi tempestiva, può essere richiesta una terapia complessa che, nel caso della difterite, prevede antibiotici, antitossina e ricovero in ospedale. I vaccini servono a prevenire tutto questo ed è importante capire quanto sia utile sottoporvi i propri bambini, non perché siano obbligatori, ma nella serena convinzione di investire seriamente nella loro salute futura.
Chi controlla i genitori
La diffusione di false convinzioni sui vaccini (per esempio quella, smentita da tempo, che siano causa di autismo) condiziona molte famiglie nella scelta consapevole di sottoporre i figli alle vaccinazioni obbligatorie.
Sui media e sui social, inoltre, si è scatenata la polemica sul ruolo delle istituzioni che dovrebbero assumere una funzione di controllo per i bambini non vaccinati.
La tutela della salute dei più piccoli, in Italia, esiste e passa attraverso il Ministero della Salute, le Aziende Sanitarie Locali (che gestiscono le anagrafi vaccinali) e le scuole. In base al Decreto legge 7 giugno 2017 , n. 73,…
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Roberta Raviolo
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