Asti per dieci giorni diventa una destinazione da vivere, non semplicemente un luogo dove degustare un buon bicchiere di vino. È questa forse la chiave più interessante per leggere la Douja d’Or 2026, in programma dall’11 al 20 settembre: un appuntamento che torna a coinvolgere piazze, palazzi storici e cortili del centro cittadino, costruendo un percorso nel cuore della città capace di mettere insieme vino, gastronomia, cultura, arte, musica e territorio.

Per chi arriva da fuori provincia – dal resto del Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia o da altre regioni italiane – la Douja può diventare così l’occasione per dedicare ad Asti una giornata, un fine settimana o qualche giorno in più, scoprendo una città che durante il mese di settembre concentra in pochi chilometri una parte importante della propria identità.

La manifestazione, organizzata con il sostegno e la collaborazione di istituzioni, consorzi e realtà del territorio, si presenta nel 2026 con il tema “Storie di vino, visioni di futuro” e torna al format diffuso, portando le degustazioni e gli appuntamenti fuori da una sede unica. Il visitatore viene quindi invitato a muoversi nel centro storico, passando da una piazza all’altra e da un palazzo all’altro.

L’inaugurazione è fissata per venerdì 11 settembre alle 17 in piazza San Secondo, uno dei luoghi simbolo della città. Proprio qui sarà presente il Consorzio Piemonte Land of Wine, con una proposta particolarmente interessante per chi arriva ad Asti e vuole avere una panoramica del patrimonio vitivinicolo regionale: durante i dieci giorni sarà infatti possibile scegliere tra oltre 400 etichette, attraverso una carta dei vini digitale consultabile con QR code, con bollicine, bianchi, rosé, rossi, aromatici e passiti provenienti dalle diverse denominazioni piemontesi.

È un punto di partenza ideale per il turista: non soltanto un banco di degustazione, ma una sorta di mappa enologica del Piemonte, dalla quale cominciare a orientarsi prima di proseguire la visita della città.

Dal vino alla città: il vero protagonista è il centro storico

La caratteristica del format 2026 è proprio quella di far uscire la Douja dagli spazi tradizionali e portarla dentro Asti. Piazze, vie, cortili e palazzi diventano tappe di un itinerario che consente di alternare assaggi e approfondimenti alla scoperta del patrimonio storico e architettonico cittadino.

Per chi arriva da fuori provincia questo significa poter costruire una visita senza vivere l’evento come una semplice fiera enologica.

Una passeggiata nel centro può partire da piazza San Secondo, proseguire verso Palazzo Ottolenghi, raggiungere Palazzo Alfieri, passare da piazza Roma e arrivare al Teatro Alfieri e al Diavolo Rosso, seguendo gli appuntamenti in programma e, contemporaneamente, scoprendo gli angoli più caratteristici della città.

È proprio questa contaminazione tra manifestazione e territorio a rendere la Douja particolarmente interessante anche per il turismo.

Palazzo Ottolenghi, dove Asti incontra il Vermouth di Torino

Tra gli appuntamenti da segnare in agenda c’è sicuramente Palazzo Ottolenghi, dove il Consorzio del Vermouth di Torino IGP condividerà gli spazi con il Consorzio Asti DOCG e il Brachetto d’Acqui DOC.

Il Vermouth di Torino rappresenta uno dei grandi protagonisti della Douja 2026. Il Consorzio, costituito nel 2019, rappresenta il 99,8% della produzione della denominazione, diffusa in 82 Paesi, con una produzione che ha superato i 7 milioni di bottiglie.

Ma soprattutto il Vermouth permette di raccontare una parte importante della storia industriale ed enologica del territorio. Come sottolineato dall’Unione Industriale della provincia di Asti, la rassegna dedicata al Vermouth arriva quest’anno alla sua dodicesima edizione e rappresenta un omaggio a un prodotto che, pur nato a Torino, ha raggiunto una rilevanza internazionale anche grazie alle storiche imprese astigiane.

Durante la manifestazione si potranno assaggiare Vermouth di Torino Bianco, Rosso ed Extra Dry, sia in purezza sia all’interno di cocktail, con possibilità di accompagnamento con proposte dolci e salate.

E per chi vuole capire davvero cosa c’è dietro quel bicchiere, il programma offre anche momenti di approfondimento.

Mercoledì 16 settembre, dalle 19 alle 20, la masterclass “Dal vino alle botaniche. Come nasce il Vermouth di Torino” proporrà una degustazione guidata di tre Vermouth – Extra Dry, Bianco e Rosso – spiegando il percorso che va dalla scelta del vino alle botaniche, dall’estrazione degli aromi all’assemblaggio finale.

Il 18 settembre, invece, sarà protagonista l’abbinamento tra tre Vermouth di Torino e sei cioccolati di Torino, in una degustazione dedicata alla ricerca dell’abbinamento più curioso.

Palazzo Alfieri: vino, cucina e cultura

Un’altra tappa fondamentale per chi arriva ad Asti è Palazzo Alfieri, dove il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato proporrà degustazioni e approfondimenti sulle denominazioni del territorio.

Ma Palazzo Alfieri sarà anche uno dei luoghi in cui sarà possibile mangiare e bere, trasformando la visita alla Douja in un’esperienza gastronomica completa.

Il Ristorantino della Douja, realizzato con la Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti, proporrà infatti una soluzione alla carta per chi vuole sedersi a tavola e una proposta più informale con panino gourmet nel cortile, oltre a due drink ideati dagli studenti e dai barman della scuola per valorizzare i vini del Consorzio.

Per un turista è un dettaglio tutt’altro che secondario: la Douja permette infatti di costruire una giornata completa, alternando visita culturale, degustazione e cena senza dover necessariamente spostarsi fuori dal centro.

Piazza Roma, le Enoteche e i sapori dell’Astigiano

Anche piazza Roma sarà una delle tappe del percorso. Qui saranno presenti le Enoteche regionali del territorio del Monferrato e dell’Astigiano, mentre diverse associazioni e organizzazioni agricole proporranno degustazioni, masterclass e incontri.

Tra gli appuntamenti più interessanti c’è “Sulle note della Barbera”, in programma giovedì 17 settembre dalle 19.30, con vini del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e proposte gastronomiche del territorio.

Per chi vuole andare oltre la degustazione tradizionale, ci sarà inoltre la possibilità di conoscere il mondo della produzione biologica, incontrare vignaioli e ristoratori e scoprire abbinamenti con le specialità locali.

Non soltanto vino: la Douja racconta il Piemonte

Uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026 è la capacità di allargare lo sguardo oltre l’Astigiano.

La Douja ospiterà infatti quattro masterclass dedicate a territori vitivinicoli caratterizzati da un importante rapporto tra vino, paesaggio e comunità. Arriveranno esperienze da Tokaj, Fertő/Neusiedlersee, dall’isola di Pico e dalla Rotaliana Königsberg, creando un confronto internazionale tra territori diversi ma accomunati dalla cultura della vite.

Un modo per comprendere meglio anche il territorio astigiano: guardarlo attraverso il confronto con altri paesaggi del vino, riconosciuti o meno dall’UNESCO, e capire quanto il vino sia parte di una storia che comprende ambiente, architettura, lavoro e tradizioni.

Per chi ama la grappa, quattro appuntamenti al Teatro Alfieri

La Douja non dimentica neppure un altro grande prodotto della tradizione piemontese: la grappa.

Al Teatro Alfieri saranno organizzate quattro masterclass curate dal…


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