Come si calcola il netto dal lordo di una partita IVA? È questo l’interrogativo che attanaglia moltissimi lavoratori in proprio, soprattutto giovani e con scarsa dimestichezza con quei meccanismi che determinano il confine tutt’altro che sottile tra: fatturato, incassato, dichiarato e somma che poi resta nella disponibilità della stessa partita IVA.

Orientarsi non è mai facile perché dal compenso lordo al netto per il libero professionista il salto c’è ma non è mai uguale per tutti. La risposta alla domanda è, dunque: dipende. Per capire a fondo tutti i passaggi ma soprattutto da quali fattori dipende la somma che poi effettivamente resta nelle mani (e nelle tasche) del libero professionista, abbiamo chiesto aiuto a un esperto: Roberto La Fico, dottore commercialista.

Roberto La Fico

finom business

Come si calcola il netto dal lordo di una partita IVA

Roberto La Fico, intervistato da Partitaiva.it, fa subito una precisazione: “Quando si parla del reddito di un professionista bisogna distinguere quattro concetti che spesso vengono confusi: quanto viene fatturato, quanto viene effettivamente incassato, quale reddito viene dichiarato e quale somma rimane realmente disponibile”.

In fattura possono aggiungersi il contributo previdenziale e l’IVA. “Se il cliente è un’impresa o un altro sostituto d’imposta – spiega – al momento del pagamento può essere applicata (detratta) la ritenuta d’acconto del 20%. La ritenuta non rappresenta un costo aggiuntivo: è un’anticipazione delle imposte che il cliente versa per conto del professionista e che sarà poi sottratta dalle imposte dovute in dichiarazione”.

“Allo stesso modo – aggiunge il professionista – l’IVA incassata non costituisce un ricavo, perché deve essere riversata allo Stato, al netto dell’IVA detraibile sugli acquisti”.

I costi per lo svolgimento dell’attività

Passare dal compenso lordo al netto per il libero professionista significa tenere conto del fatto che dagli incassi professionali vanno innanzitutto sottratti i costi necessari per svolgere l’attività. Quali? “Affitto e gestione dello studio – risponde La Fico – collaboratori, software, assicurazione professionale, formazione, consulenze, attrezzature e tutte le altre spese operative. Sul reddito così determinato incidono poi i contributi previdenziali”.

Il costo della Cassa privata

Come si fa a ricavare il netto dal lordo per i professionisti iscritti a una Cassa privata? “Le regole cambiano da categoria a categoria – ci spiega il commercialista La Fico –. Per esempio, nel 2026 la Cassa dei Dottori commercialisti prevede un contributo soggettivo calcolato sul reddito professionale netto, con un’aliquota scelta dall’iscritto a partire dal 12%, oltre al contributo integrativo del 4% applicato al volume d’affari”.

“Per i professionisti privi di una Cassa autonoma, iscritti esclusivamente alla Gestione Separata INPS, l’aliquota contributiva ordinaria per il 2026 è pari al 26,07% – prosegue –. I contributi previdenziali obbligatori sono generalmente deducibili dal reddito prima di calcolare le imposte”.

Le tasse

Qual è la percentuale di tassazione per un libero professionista? “Nel regime ordinario – ci spiega La Fico – si applica l’IRPEF, che nel 2026 prevede aliquote del 23%, 33% e 43%, oltre alle addizionali regionali e comunali. Nel regime forfettario, invece, si applica un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni quando ricorrono le condizioni previste dalla legge”.

Come si arriva, dunque, dal compenso lordo al netto di un libero professionista? La risposta è secca, lapidaria: “In termini molto semplici, il netto realmente disponibile è dato dagli incassi, al netto dell’IVA, meno i costi effettivi dell’attività, i contributi previdenziali e le imposte complessivamente dovute. Il saldo del conto corrente, quindi, non coincide quasi mai con ciò che il professionista può effettivamente spendere”, conclude l’esperto.

tot bonifici istantanei

Dal compenso lordo al netto per il libero professionista: cosa cambia tra regime forfettario e ordinario

Quando si parla di percentuale di tassazione per un libero professionista, la differenza può essere significativa, come poc’anzi accennato, ma non esiste una risposta valida per tutti. “Dipende soprattutto dall’ammontare dei costi, dalla posizione previdenziale, dalla presenza di altri redditi e dalle detrazioni personali”, chiosa La Fico, che ci illustra due diversi esempi che dimostrano come determinate circostanze possano addirittura rendere il regime forfettario meno conveniente di quello ordinario. Vediamo il perché.

Esempio 1

Facciamo un esempio. Supponiamo che un professionista incassi 50.000 euro di compensi e sostenga 10.000 euro di spese effettive per la propria attività. Per rendere confrontabili i due regimi ipotizziamo l’iscrizione alla Cassa dei dottori commercialisti e la scelta di un’aliquota contributiva soggettiva del 15%. Non consideriamo il contributo integrativo del 4%, perché normalmente viene addebitato al cliente e successivamente riversato alla Cassa.

Nel regime forfettario il reddito non viene determinato sottraendo i costi realmente sostenuti, ma applicando ai compensi un coefficiente di redditività. Per le attività professionali il coefficiente è generalmente pari al 78%. Su 50.000 euro di compensi, quindi, il reddito forfettario è pari a 39.000 euro.

Applicando un contributo previdenziale del 15%, i contributi ammonterebbero indicativamente a 5.850 euro. Poiché i contributi obbligatori sono deducibili, l’imposta sostitutiva sarebbe calcolata su circa 33.150 euro: ammonterebbe a circa 1.660 euro con l’aliquota agevolata del 5% oppure a circa 4.970 euro con l’aliquota ordinaria del 15%.

Considerando anche i 10.000 euro di costi effettivamente sostenuti, il professionista avrebbe una disponibilità indicativa di circa 32.500 euro con l’imposta al 5% e di circa 29.200 euro con l’imposta al 15%.

Nel regime ordinario, invece, i costi vengono dedotti analiticamente. Dai 50.000 euro di compensi si sottraggono quindi i 10.000 euro di spese, ottenendo un reddito professionale di 40.000 euro. Ipotizzando sempre contributi previdenziali del 15%, pari a 6.000 euro, il reddito imponibile ai fini IRPEF scenderebbe a circa 34.000 euro.

Su questo importo si applicherebbero l’IRPEF progressiva e le addizionali regionali e comunali. In assenza di altre deduzioni o detrazioni, il carico fiscale potrebbe collocarsi indicativamente tra 8.500 e 9.000 euro. La disponibilità finale sarebbe quindi vicina a 25.000 euro.

Esempio 2

Vediamo, però, il caso opposto. Supponiamo che lo stesso professionista incassi sempre 50.000 euro, ma sostenga 30.000 euro di costi effettivi e integralmente deducibili nell’anno, ad esempio per collaboratori, affitto dello studio, software, consulenze, canoni di noleggio e altre spese di gestione. Manteniamo, per semplicità, le stesse ipotesi previdenziali del primo esempio.

Nel regime forfettario quei 30.000 euro di costi non riducono il reddito fiscale: l’imponibile resta pari a 39.000 euro, i contributi previdenziali ammontano a circa 5.850 euro e l’imposta sostitutiva è pari a circa 1.660 euro con l’aliquota del 5% oppure a circa 4.970 euro con quella del 15%. Dopo avere sostenuto anche i costi reali, la somma effettivamente disponibile scende…


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Patrizia Penna

Source link

#Adessonews

Chi Siamo

#Adessonews composta da consulenti specializzati in consulenza di finanza agevolata, con l’obiettivo di supportare imprese e privati nell’accesso a strumenti finanziari e opportunità di agevolazione.

Le nostre consulenze e attività professionali sono erogate esclusivamente da consulenti abilitati, garantendo competenza, trasparenza e professionalità in ogni fase del percorso.

Servizi Offerti

Finanziamenti e Mutui Le pratiche di finanziamento e mutuo vengono gestite unicamente da mediatori creditizi abilitati. 👉 Per queste attività non è previsto alcun costo anticipato.

Finanza Agevolata La consulenza iniziale è gratuita. Successivamente, in base alla complessità e alla tipologia dell’operazione, verrà elaborato e condiviso un preventivo personalizzato, chiaro e trasparente.

La Nostra Filosofia

#Adessonews si distingue per un approccio fondato su:

Professionalità: solo consulenti e mediatori qualificati.

Trasparenza: nessun costo nascosto o spese anticipate.

Personalizzazione: soluzioni su misura per le esigenze specifiche di ogni cliente.