Il 4 settembre Bending Spoons ha completato l’acquisizione di Airtable. Sei giorni dopo, il 10 settembre, ha annunciato di aver raggiunto un accordo definitivo per comprare Miro. Due piattaforme globali per il lavoro digitale nel giro di meno di una settimana. Due operazioni con un enterprise value complessivo di 2,64 miliardi di dollari.
Questa accelerazione ci offre l’opportunità di capire che cosa è diventata Bending Spoons.
L’acquisizione di Miro è l’ultimo atto di una macchina che il gruppo milanese ha costruito da oltre dieci anni e che oggi rappresenta il suo stesso modello industriale: comprare aziende digitali, trasformarle, aumentarne la redditività e utilizzare le risorse generate per finanziare nuove acquisizioni.
È il modello che Bending Spoons stessa ha descritto nel prospetto della quotazione al Nasdaq, è il suo Playbook, e che ora ripropone nelle proprie comunicazioni finanziarie. La società ricorda inoltre di non aver mai venduto un business rilevante acquisito.
Dopo l’acquisizione di Miro, quindi non basta domandarsi quale sarà la prossima “preda” di Luca Ferrari e il suo team. È assai più utile capire come funziona la macchina delle acquisizioni di Bending Spoons, che cosa cerca nelle aziende che compra e perché ritiene di riuscire a creare più valore di chi le possedeva prima.
Bending Spoons ha comunicato il 10 settembre 2026 un accordo definitivo per acquisire Miro attraverso una transazione interamente in contanti che attribuisce alla società un enterprise value di 1,355 miliardi di dollari. Considerando la cassa netta, l’equity value è di circa 1,79 miliardi. Alcuni azionisti di Miro reinvestiranno inoltre 295 milioni dei proventi ricevuti in nuove azioni Bending Spoons. La chiusura è prevista nel quarto trimestre 2026, dopo le necessarie autorizzazioni.
Miro porta dentro il gruppo numeri significativi: circa 600 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali, quasi il 90% proveniente da clienti business ed enterprise, quasi 4 milioni di utenti paganti e oltre 250mila organizzazioni clienti. Ma Miro arriva soprattutto immediatamente dopo Airtable.
L’operazione Airtable era stata annunciata il 4 agosto per un enterprise value di 1,285 miliardi di dollari e un equity value di circa 2,25 miliardi. Al momento dell’accordo la piattaforma aveva circa 480 milioni di dollari di ARR, in crescita di oltre il 20% su base annua, più di 500mila organizzazioni clienti, compreso l’80% delle Fortune 100. Il closing è arrivato il 4 settembre, prima acquisizione completata dopo il debutto di Bending Spoons al Nasdaq del primo luglio.
Su EconomyUp abbiamo raccontato l’operazione come un nuovo salto di scala nella costruzione di un portafoglio di grandi piattaforme software globali. Ora Miro suggerisce qualcosa di più: la fase successiva della storia di Bending Spoons potrebbe essere già cominciata.
Bending Spoons ha realizzato oltre cinquanta acquisizioni dalla sua nascita. Non tutte sono state rese pubbliche individualmente e molte delle prime operazioni riguardavano applicazioni o portafogli di prodotti. Quelle che abbiamo raccolto nella tabella qui sotto, quindi, sono le principali acquisizioni societarie e i deal pubblicamente documentati che permettono di capire come sia cambiata nel tempo la strategia della società.
| Anno | Società o prodotto | Attività | Valore noto dell’operazione |
| 2018 | Splice | Video editing mobile | non comunicato |
| 2021 | Remini | Photo enhancement con AI | non comunicato |
| 2022-2023 | Evernote | Productivity e note-taking | non comunicato |
| 2024 | Meetup | Community ed eventi | non comunicato |
| 2024 | Mosaic Group | Portafoglio di app | oltre 100 milioni $ secondo Bloomberg |
| 2024 | StreamYard | Live streaming | non comunicato |
| 2024 | Issuu | Digital publishing | circa 500 milioni secondo il Corriere della Sera |
| 2024 | WeTransfer | File transfer e creatività | non comunicato ufficialmente |
| 2025 | Brightcove | Video e streaming SaaS | 233 milioni $ |
| 2025 | komoot | Outdoor e navigazione | non comunicato |
| 2025 | Harvest | Time tracking e productivity | non comunicato |
| 2025 | MileIQ | Mileage tracking | non comunicato |
| 2025 | Vimeo | Video platform | 1,38 miliardi $ |
| 2025-2026 | AOL | Mail, portal e search | 1,45 miliardi $ |
| 2025-2026 | Eventbrite | Marketplace degli eventi | circa 500 milioni $ |
| 2026 | Tractive | Pet tracking e connected devices | non comunicato |
| 2026 | Airtable | Workflow, database e AI | 1,285 miliardi $ di enterprise value |
| 2026 | Miro | Collaboration e AI workspace | 1,355 miliardi $ di enterprise value |
La sequenza è più interessante dei singoli nomi.
Evernote, acquisita con un accordo annunciato nel novembre 2022 e completato nel 2023, rappresenta uno dei passaggi decisivi: Bending Spoons comincia a essere associata non soltanto alle app sviluppate o acquistate in precedenza, ma al recupero di marchi digitali conosciuti a livello globale che hanno già raggiunto grande scala.
Il 2024 imprime un’ulteriore accelerazione. Arrivano Meetup, gli asset di Mosaic Group, StreamYard, Issuu e WeTransfer. Reuters contava già WeTransfer come quinta acquisizione dell’anno.
Brightcove segna quindi l’ingresso più deciso nel software as a service per imprese. Bending Spoons firma l’accordo nel novembre 2024 e completa nel febbraio 2025 l’acquisizione per 233 milioni di dollari.
Poi cambia nuovamente l’ordine di grandezza.
Nel settembre 2025 arriva l’accordo per Vimeo: 1,38 miliardi di dollari. Seguono AOL, Eventbrite e, nel 2026, Tractive. AOL, il cui accordo annunciato il 29 ottobre 2025 per un valore tra 1,4 e 1,5 miliardi di dollari secondo le stime circolate all’epoca si è chiuso nei primi giorni del 2026; Eventbrite, chiusa il 10 marzo, circa 500 milioni. Infine Airtable e Miro.
Una vera e propria escalation: da qualche applicazione a diverse operazioni da oltre un miliardo di dollari.
Guardando la cronologia si possono distinguere almeno tre fasi.
La prima serve a costruire la competenza. Bending Spoons nasce come azienda capace di sviluppare, acquisire e monetizzare applicazioni digitali. Splice e Remini appartengono ancora soprattutto a questo mondo: prodotti consumer o prosumer, mobile, con milioni di utenti e una forte componente tecnologica.
Con Evernote comincia una seconda fase. Il bersaglio diventa sempre più spesso un brand digitale globale già noto, con una grande base di utenti, ma con margini significativi di trasformazione. Meetup, WeTransfer, Issuu e successivamente Brightcove rientrano, con modelli diversi, in questo schema.
La terza fase è quella aperta dalle operazioni miliardarie. Vimeo, AOL, Airtable e Miro sono aziende con dimensioni, complessità e presenza internazionale molto superiori rispetto ai primi target.
È soprattutto questa progressione a rendere Bending Spoons diversa da una normale software company che utilizza occasionalmente l’M&A per allargare il proprio portafoglio. L’acquisizione è diventata la modalità attraverso cui il gruppo cresce.
I numeri del secondo trimestre 2026 lo confermano con particolare chiarezza. I ricavi sono saliti del 126% rispetto allo stesso periodo del 2025, soprattutto grazie alle acquisizioni. Nello stesso periodo la crescita organica indicata dalla società è stata del 3%. Tra le aziende entrate nel perimetro dall’inizio del secondo trimestre 2025 alla fine del secondo trimestre 2026 Bending Spoons elenca AOL, Eventbrite, Harvest, MileIQ, Tractive e Vimeo.
Questa distinzione è essenziale per capire il modello: la crescita per acquisizioni non integra il motore Bending Spoons. È una parte rilevante del motore stesso.
Il prospetto presentato alla Sec per la quotazione consente di andare oltre…
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Giovanni Iozzia
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