AGI – Le Olimpiadi di scacchi, le più grandi organizzate finora, tornano dal 15 al 27 settembre in Uzbekistan, a Samarcanda. Saranno 400 le squadre al via tra torneo Open e femminile, con quasi duemila giocatori iscritti. L’India proverà a difendere i due ori conquistati a Budapest 2024, gli Stati Uniti partono come prima testa di serie nell’Open, mentre l’Uzbekistan padrone di casa è tra le nazionali che possono puntare alla vittoria. Sullo sfondo anche il possibile incrocio tra le squadre di Gukesh e Sindarov, avversari nel prossimo Mondiale, previsto a Ginevra a fine anno.
Il formato rende l’Olimpiade diversa da un normale torneo individuale. Ogni incontro si disputa su quattro scacchiere e la classifica viene determinata dai punti ottenuti dalle squadre: una vittoria vale due punti, un pareggio uno. Per questo un successo per 3-1 e uno per 2,5-1,5 hanno lo stesso peso nella graduatoria generale. Il risultato dipende dall’insieme delle quattro partite e anche una sconfitta nelle scacchiere più basse può incidere quanto una vittoria ottenuta in prima.
La cerimonia inaugurale è in programma il 15 settembre, mentre il primo turno si giocherà il giorno successivo. I turni saranno undici, con una giornata di riposo il 22 settembre e l’ultima giornata di gara prevista per il 27. Open e torneo femminile si disputano in contemporanea con sistema svizzero. Ogni squadra schiera quattro giocatori per incontro e può contare su una riserva. I numeri confermano la dimensione dell’evento: 208 squadre nell’Open e 192 nel torneo femminile, per un totale di 400 formazioni, venti in più rispetto a Budapest 2024. I giocatori iscritti sono 1.971, tra cui 233 grandi maestri e 214 maestri internazionali.
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Olimpiadi di scacchi, regole e tempi di gioco
Le partite si giocano a cadenza classica: ogni giocatore ha a disposizione 90 minuti per le prime 40 mosse e altri 30 minuti per concludere la partita, con un incremento di 30 secondi a mossa fin dall’inizio. Non è consentito concordare la patta prima della trentesima mossa del Nero. Prima di quel momento il regolamento ammette il pareggio soltanto in caso di triplice ripetizione della posizione o stallo.
Ogni squadra è composta da quattro giocatori più una riserva. A ogni turno ne vengono quindi schierati quattro. L’ordine delle scacchiere pubblicato attualmente da Chess-Results è ancora provvisorio: i giocatori sono elencati in ordine decrescente di Elo in attesa che i capitani presentino l’ordine definitivo, che resterà poi fisso durante il torneo.
È anche per questo che un’Olimpiade può essere meno prevedibile di un torneo individuale. Avere un fuoriclasse in prima scacchiera non basta: un match può essere deciso sulle scacchiere più basse. Allo stesso modo, una nazionale senza giocatori ai vertici della classifica mondiale può compensare con maggiore profondità e continuità di rendimento.
Un torneo di scacchi che ha quasi cento anni
La prima Olimpiade ufficiale organizzata dalla FIDE si disputò a Londra nel 1927, con 16 nazioni partecipanti e la vittoria dell’Ungheria. Dopo la Seconda guerra mondiale il torneo riprese nel 1950 e da allora si disputa normalmente con cadenza biennale. La prima Olimpiade femminile arrivò invece nel 1957, a Emmen, nei Paesi Bassi, e fu vinta dall’Unione Sovietica.
Accanto alle medaglie, vengono assegnati tre principali trofei a squadre. La nazionale vincitrice dell’Open riceve la Hamilton-Russell Cup, messa in palio dal mecenate inglese Frederick Hamilton-Russell per la prima edizione del 1927. Il trofeo è proprietà della FIDE e resta alla federazione vincitrice fino all’Olimpiade successiva, senza poter essere acquisito definitivamente. Alla squadra che vince il torneo femminile viene invece assegnata la Vera Menchik Cup, intitolata alla prima campionessa del mondo di scacchi.
C’è poi il Nona Gaprindashvili Trophy, destinato alla federazione che ottiene il miglior risultato combinato tra torneo Open e femminile. Istituito nel 1997, porta il nome della quinta campionessa del mondo e della prima donna a ricevere dalla FIDE il titolo di grande maestro, nel 1978. L’India ha conquistato il trofeo nelle ultime due edizioni, a Chennai nel 2022 e a Budapest nel 2024.
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Gli Stati Uniti partono davanti a tutti
Guardando al rating, la prima favorita è ancora una volta la squadra a stelle e strisce. Gli Stati Uniti sono la testa di serie numero uno dell’Open, con una media Elo di 2753, davanti a India e Uzbekistan. La formazione comprende Fabiano Caruana, Wesley So, Levon Aronian, Hans Niemann e Awonder Liang.
Manca invece Hikaru Nakamura, numero tre del mondo e assente anche all’Olimpiade di Budapest del 2024. Il 38enne americano ha parlato della sua scelta durante uno dei suoi stream, soffermandosi anche sulle condizioni economiche offerte per partecipare. Nakamura ha spiegato che il compenso proposto era di circa 10.500 dollari, sostanzialmente invariato rispetto a dieci anni fa. Tra le ragioni indicate ha però citato anche la volontà di lasciare spazio a giocatori più giovani. Anche senza Nakamura, gli Stati Uniti presentano una delle rose più forti del torneo. Caruana, So e Aronian hanno già una lunga esperienza olimpica, mentre Niemann e Liang faranno il loro debutto con la nazionale statunitense.
Il rating, tuttavia, negli ultimi anni non è bastato agli Stati Uniti per dominare la competizione. A Budapest 2024 erano già la prima testa di serie e conclusero al secondo posto. L’ultimo oro americano risale al 2016, a Baku.
L’India deve difendere due titoli
Due anni fa a Budapest l’India dominò l’Olimpiade. Nell’Open vinse dieci match su undici, pareggiandone soltanto uno, e chiuse con 21 punti. Gukesh realizzò 9 punti in 10 partite e conquistò l’oro individuale in prima scacchiera. Nella stessa giornata arrivò anche il successo della squadra femminile. A Samarcanda quattro quinti della formazione Open campione sono ancora presenti: Arjun Erigaisi, Praggnanandhaa, Gukesh e Vidit Gujrathi. L’unica novità è Nihal Sarin, che prende il posto di Pentala Harikrishna. Nonostante l’esperienza di Vidit, 31 anni, l’età media della squadra resta inferiore ai 24.
Rispetto a Budapest è però cambiata soprattutto la situazione di Gukesh. Nel 2024 arrivò all’Olimpiade dopo avere vinto il Torneo dei Candidati ed era già lo sfidante designato di Ding Liren per il titolo mondiale, che avrebbe poi conquistato a dicembre. Due anni dopo il suo Elo è sceso a 2703 e il campione del mondo non è più il giocatore con il rating più alto della squadra indiana. Davanti a lui ci sono Praggnanandhaa, a 2761, Arjun Erigaisi, a 2759, e Nihal Sarin, a 2718. Una distribuzione della forza che rende comunque l’India una delle squadre più profonde del torneo: in una competizione giocata su quattro scacchiere, la…
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