Dal 18 agosto 2026 è in vigore il D.Lgs. n. 138/2026, che concentra il sistema degli incentivi MIMIT su cinque strumenti e riorganizza il Fondo per la crescita sostenibile in quattro sezioni. La riforma include autonomi e professionisti nella nozione generale di impresa, senza attribuire un accesso automatico alle agevolazioni. Condizioni, beneficiari e risorse saranno definiti dalle discipline quadro e dai successivi bandi.
Riforma incentivi alle imprese: dal 18 agosto 2026 il D.Lgs. n. 138/2026 concentra gli incentivi gestiti dal MIMIT in cinque strumenti principali e riorganizza il Fondo per la crescita sostenibile in quattro sezioni, ma l’accesso concreto alle agevolazioni dipenderà dalle discipline quadro e dai successivi bandi.
Riforma degli incentivi alle imprese: cosa cambia

Il provvedimento nasce dalla necessità di mettere ordine in un sistema che negli anni si era progressivamente stratificato, con una pluralità di contributi, crediti d’imposta e fondi dedicati spesso sovrapposti tra loro per finalità e non sempre coordinati sul piano operativo.
La logica di fondo del legislatore è chiara: ridurre la frammentazione delle misure e concentrare l’offerta su strumenti strutturali, attuati anche attraverso discipline quadro e bandi coerenti con gli obiettivi di politica industriale, con regole omogenee e un collegamento più stringente agli obiettivi di politica industriale.
Gli incentivi MIMIT interessati dalla riforma
Il riordino riguarda innanzitutto gli incentivi per i quali il MIMIT assume il ruolo di amministrazione responsabile. Il decreto contempla specifiche esclusioni e salvaguardie per i settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura, che restano assoggettati alle rispettive discipline, ferme le eventuali disposizioni particolari applicabili ai singoli strumenti.
I cinque strumenti su cui si concentra il riordino
All’interno di questo perimetro, il nuovo assetto individua cinque strumenti principali su cui si concentrerà l’azione di sostegno:
- Fondo per la crescita sostenibile;
- Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;
- Fondo di sostegno al venture capital, denominato anche Fondo nazionale per l’innovazione;
- Beni strumentali – Nuova Sabatini;
- Incentivi nel settore dell’aerospazio.
Accanto al Fondo per la crescita sostenibile, che viene ampliato e riorganizzato, il decreto conferma quali autonomi poli del sistema il Fondo di garanzia per le PMI, il Fondo nazionale per l’innovazione, la Nuova Sabatini e gli incentivi per l’aerospazio.
Cinque strumenti di incentivi alle imprese
| Strumento | Funzione principale nel nuovo sistema |
|---|---|
| Fondo per la crescita sostenibile | Ricerca, start-up, investimenti produttivi e accesso ai capitali |
| Fondo di garanzia per le PMI | Facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese |
| Fondo nazionale per l’innovazione | Sostegno mediante venture capital |
| Nuova Sabatini | Investimenti delle PMI in beni strumentali e tecnologie |
| Incentivi per l’aerospazio | Sostegno ai programmi del settore aerospaziale |
Fondo per la crescita sostenibile: le quattro sezioni
Il decreto amplia e riorganizza il Fondo per la crescita sostenibile, destinandolo al finanziamento di programmi e interventi di significativo impatto nazionale sulla competitività del sistema produttivo e articolandolo in quattro sezioni.
Ricerca, sviluppo e innovazione
Finanzia progetti di trasformazione tecnologica e digitale, trasferimento tecnologico e valorizzazione della proprietà industriale e intellettuale, anche tramite partenariati con università e centri di ricerca e bandi tematici orientati a progetti di comune interesse europeo. In questa sezione confluiranno in futuro anche le iniziative su brevetti, marchi e disegni, oggi disciplinate in modo autonomo.
Start-up d’impresa
Guarda alla nascita e alla crescita di nuove imprese su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione all’imprenditorialità giovanile e femminile e al collegamento con il mercato del venture capital. Le misure saranno attuate attraverso disciplinari quadro e bandi tematici, con l’obiettivo di superare la logica degli interventi una tantum e rendere più prevedibile l’offerta di strumenti per chi avvia una nuova attività.
Investimenti produttivi per la transizione verde e digitale
Si muove su un doppio binario: da un lato la conferma dei contratti di sviluppo per i programmi di grandi dimensioni, dall’altro bandi mirati per la riconversione degli impianti, il rilancio dei territori in crisi, la digitalizzazione dei processi e la sostenibilità ambientale. Un ruolo centrale è riservato alle PMI, comprese le cooperative, con interventi che potranno essere focalizzati su aree e filiere considerate strategiche.
Accesso al credito e al mercato dei capitali.
Ha una duplice funzione: espansiva, ma anche di accompagnamento nelle situazioni di tensione finanziaria. Gli interventi dovranno sostenere la continuità aziendale, attenuare gli effetti occupazionali delle crisi temporanee e mobilitare capitali pubblici e privati a supporto dei piani di ristrutturazione, anche attraverso strumenti orientati alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
| Sezione | Principali finalità |
|---|---|
| Ricerca, sviluppo e innovazione | Innovazione tecnologica, trasferimento tecnologico e proprietà industriale |
| Start-up d’impresa | Nuove iniziative, imprenditoria giovanile e femminile |
| Transizione verde e digitale | Investimenti produttivi, riconversione e digitalizzazione |
| Accesso al credito e al mercato dei capitali | Continuità, ristrutturazione e rafforzamento finanziario |
Professionisti e lavoratori autonomi tra i potenziali beneficiari
L’articolo 2 del D.Lgs. n. 138/2026 adotta una nozione ampia di impresa, comprendendovi qualsiasi soggetto che eserciti un’attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica e dalla fonte di finanziamento, incluso il lavoratore autonomo.
La definizione di lavoratore autonomo comprende sia i liberi professionisti iscritti agli ordini sia gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi. L’inclusione nella definizione generale non comporta tuttavia l’accesso automatico a ogni incentivo: le discipline quadro e i singoli bandi dovranno individuare, per ciascuna misura, i destinatari effettivamente ammessi e gli specifici requisiti.
Gli incentivi alle imprese soppressi dal 18 agosto 2026
L’articolo 11 dispone, dal 18 agosto 2026, la soppressione di quattro gruppi di incentivi affidati ad altre amministrazioni centrali. Il riordino comporta anche l’eliminazione di alcune agevolazioni gestite da amministrazioni diverse dal MIMIT. Tra queste:
- il voucher per l’internazionalizzazione – TEM con competenze digitali;
- il credito d’imposta per i materiali di recupero;
- il credito d’imposta sui prodotti da riciclo e riuso;
- le misure collegate al Fondo rotativo nazionale self-employment.
Regime transitorio degli incentivi alle imprese per i procedimenti già avviati
Per i procedimenti già avviati alla data del 18 agosto 2026 relativi agli incentivi soppressi…
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Francesco Costa
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