Un consumo di suolo netto che scende al livello più basso degli ultimi cinque anni, oltre 20.700 ettari di previsioni insediative non attuate cancellati. A questo si aggiungono i 248,1 milioni di euro di investimenti attivati per 191 interventi di rigenerazione urbana in 175 Comuni e 38 milioni di euro che hanno permesso di liberare circa 80 ettari di terreno in 22 siti inquinati. È il bilancio da cui parte la Regione Emilia-Romagna per aprire una nuova fase delle politiche di governo del territorio e, a quasi nove anni dall’approvazione della legge urbanistica regionale, avviare il percorso per il suo aggiornamento.
I risultati sono stati presentati all’Opificio Golinelli di Bologna, nel corso dell’iniziativa “Qui c’è qualcosa che torna. Rigenerare i territori, ripensare la legge urbanistica”, insieme alle esperienze realizzate grazie alle politiche regionali di rigenerazione urbana e bonifica ambientale. Una giornata per fare il punto su quanto realizzato nei territori e, allo stesso tempo, avviare il confronto sulle modifiche alla legge regionale 24 del 2017, a partire dall’esperienza maturata in questi anni e dalle nuove sfide ambientali, sociali ed economiche.
I dati restituiscono la dimensione del lavoro realizzato. Il consumo netto di suolo rilevato dalla campagna di monitoraggio 2026 scende a 344,69 ettari, il valore più basso del quinquennio 2022-2026, con una riduzione del 70% rispetto al 2025. Sul fronte della rigenerazione urbana, i tre bandi regionali del 2018, 2021 e 2024 hanno messo a disposizione 124,3 milioni di euro e attivato, insieme al cofinanziamento locale, 248,1 milioni di investimenti complessivi per 191 interventi in 175 Comuni. A questi si aggiungono le risorse per le bonifiche: 38 milioni di euro destinati a 22 siti inquinati. In corso, inoltre, un lavoro per definire indicatori in grado di misurare l’impatto complessivo di questi investimenti sul territorio. L’obiettivo è superare una valutazione basata esclusivamente sul valore economico dell’intervento realizzato, per considerare anche il ritorno più ampio e duraturo che l’investimento è in grado di generare.
A fare il punto su quanto fatto e sul percorso che si apre ora per l’aggiornamento della legge, il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo. Presenti il presidente di Anci Emilia-Romagna, Marco Panieri, il presidente di Upi Emilia-Romagna, Giorgio Zanni. Sono seguiti gli interventi del sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, del vicesindaco di Ferrara, Alessandro Balboni, di Omar Fulvio Bertoni, Amministratore di BlackBox – Ex Macello Milano e dell’architetto Mario Cucinella con una riflessione su “Città foresta umana. L’empatia ci aiuta a progettare”.
“La legge urbanistica regionale ha segnato un cambio di passo importante nel governo del territorio, mettendo al centro due principi che per noi restano irrinunciabili: ridurre il consumo di suolo e rigenerare ciò che già esiste- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Priolo-. A quasi nove anni dalla sua approvazione possiamo misurare i risultati raggiunti da una legge che si conferma all’avanguardia. Per questo vogliamo aprire una nuova fase, per rimuovere ciò che ne ha ostacolato la sua piena attuazione o ciò che, per il mutato contesto, non appare più coerente con gli stessi obiettivi che l’impianto normativo si era posto. Lo faremo insieme ai territori, ascoltando Comuni e Province, professionisti, associazioni e parti sociali, perché le regole con cui governiamo il territorio devono essere capaci di accompagnarne concretamente lo sviluppo e tutelarne qualità e futuro”.
“Un incontro molto positivo, che ha confermato la sensibilità e la vicinanza del presidente de Pascale e dell’assessora Priolo nei confronti dei comuni e degli enti locali- sottolinea il presidente di Anci Emilia-Romagna, Panieri-. Da amministratori possiedono quella concretezza e quella capacità di entrare nel vivo dei problemi, immaginando e costruendo soluzioni possibili su ogni tematica. Nel suo rinnovato impegno, sono felice che la relazione fra Regione Emilia-Romagna e Anci Emilia-Romagna sia solida e concreta su tutti i temi citati. Come Anci Emilia-Romagna siamo pronti a fare squadra e a portare il contributo dei Comuni all’interno di questo percorso di aggiornamento e confronto strategico, a partire dalle politiche di governo del territorio e dalla rigenerazione urbana. I Comuni rappresentano il primo presidio di prossimità per i cittadini e sono chiamati a dare risposte concrete a bisogni complessi – dalla tutela del territorio e del suolo alla transizione ecologica, fino alle politiche abitative e al welfare. La nostra associazione continuerà a operare con spirito costruttivo per sostenere i territori, valorizzare le best practice locali e promuovere un modello di sviluppo basato sulla concertazione, sulla coesione e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Ringrazio il presidente della Regione e l’assessora Priolo per la disponibilità dimostrata”.
“Anche per tutte le province emiliano-romagnole- aggiunge il presidente di Upi Emilia-Romagna Zanni-, l’appuntamento di oggi rappresenta un momento importante per avviare insieme un’utile riflessione sull’attuale legge urbanistica e sulla necessaria evoluzione degli strumenti normativi utili ai nostri territori per affrontare al meglio le mutate sfide che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare. Rigenerazione urbana e riduzione del consumo di suolo, attenzione e prevenzione verso le criticità idrauliche, idrogeologiche e antisismiche, tutela dei centri storici, dei paesaggi e delle zone agricole ma al contempo anche la necessità di strumenti normativi che ci aiutino a leggere le esigenze, insieme a tutti gli stakeholder del territorio, e generare i giusti equilibri che ci consentano di accompagnare con meno burocrazia e tempi celeri gli investimenti produttivi, infrastrutturali e abitativi che rappresenteranno il futuro delle nostre comunità”.
I risultati della legge
I dati della Campagna 2026 di Arpae, relativi al periodo di osservazione 2024-2025 e presentati in anteprima, registrano 344,69 ettari di consumo netto di suolo, il valore più basso del quinquennio 2022-2026, con una riduzione del 70% rispetto al 2025.
Scende anche la velocità del consumo netto di suolo, che passa da 3,09 a 0,94 ettari al giorno, mentre il nuovo consumo permanente, legato principalmente a edifici e infrastrutture, si attesta a 59,35 ettari complessivi, pari a 0,16 ettari al giorno. A questi dati si aggiunge la cancellazione di oltre 20.700 ettari di previsioni insediative non attuate, mentre gli Accordi operativi finora approvati hanno interessato esclusivamente aree già urbanizzate.
Le superfici ripristinate raggiungono 122,85 ettari e l’Indice di circolarità del suolo (Ics) si attesta al 26,28%: per ogni 10 ettari di nuovo consumo reversibile, oltre 2,6 ettari vengono ripristinati. La Campagna 2026 introduce inoltre una nuova classificazione delle trasformazioni temporanee che consente di distinguere le occupazioni temporanee destinate a essere ripristinate, come quelle legate ai cantieri delle grandi opere, dalle altre forme di consumo di suolo. La nuova metodologia incide sul confronto con le annualità precedenti.
Rigenerazione e bonifiche
Tre bandi, nel 2018, 2021 e 2024, con 124,3 milioni di euro di contributi regionali e statali, che insieme ai 123,8 milioni…
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