L’acido folico è un micronutriente che regola molte funzioni dell’organismo. La sua carenza provoca danni in qualsiasi fase della vita ma è particolarmente pericolosa in gravidanza dal momento che l’acido folico gioca un ruolo chiave nell’evitare malformazioni al feto.

Oltre ad assumerlo con un’alimentazione corretta, dove frutta e verdura hanno ampio spazio, occorre quindi aumentarne l’apporto con un apposito integratore prescrivibile dal medico di base.

E’ bene programmare una supplementazione di acido folico anche prima della gravidanza se si prevede di avere un bimbo o comunque non si esclude la possibilità. L’acido folico va poi assunto per tutti i nove mesi dell’attesa e per tutto il periodo dell’allattamento. Ce ne parla la dottoressa Sara Piazza, dietista al Ravenna Medical Center.

A cosa serve 

La vitamina B9, che tutti meglio identificano con il termine di acido folico, è una vitamina idrosolubile, che si scioglie cioè in acqua e che necessita di essere introdotta giornalmente con l’alimentazione.

«In genere si associa l’acido folico alla gravidanza ma occorre tenere presente che questo micronutriente è un alleato prezioso della salute in qualunque fase della vita e che la sua carenza provoca danni all’organismo» precisa la dottoressa Sara Piazza, dietista al Ravenna Medical Center. L’esperta ne elenca le principali attività:

  • interviene nella sintesi del DNA e delle proteine che servono per la crescita e la riproduzione cellulare
  • riduce il rischio di patologie cardiovascolari come l’infarto perché abbassa i livelli di omocisteina nel sangue, un aminoacido che controlla la funzione cardiocircolatoria. L’acido folico inoltre previene la formazione di coaguli nel sangue che possono provocare ictus
  • migliora il benessere in generale. Livelli alti di omocisteina sembrano favorire la comparsa della depressione. In questa direzione l’acido folico viene in aiuto abbassandoli. Tiene inoltre sotto controllo gli sbalzi di umore, regola il ritmo sonno-veglia, potenzia la concentrazione e la memoria
  • previene l’anemia
  • previene le malformazioni congenite nel feto. L’assunzione di acido folico, prima della gravidanza, riduce fino al 70% il rischio di malformazioni fetali come la spina bifida e l’anencefalia.
    Da ultimo va ricordato che alcune ricerche hanno messo in luce il ruolo dell’acido folico nel prevenire alcuni tumori: grazie all’importanza che svolge nei processi di sintesi degli acidi nucleici, sarebbe in grado di ridurre il rischio di insorgenza di neoplasie al colon, stomaco e pancreas.

Dose giornaliera

Secondo le linee guida del Ministero della Salute il fabbisogno giornaliero di acido folico è di circa 0,4 mg. Nelle donne in età fertile, che programmano o non escludono una gravidanza e per quelle in attesa, la quantità giornaliera raccomandata è di 0,6 mg dal momento che l’embrione per crescere utilizza le riserve della mamma.

Nel periodo di allattamento, invece, il fabbisogno è di 0,5 mg per recuperare il quantitativo perso con il latte materno.

Ci sono poi alcune condizioni che determinano una maggior necessità di acido folico:

  • elevato consumo di alcol
  • assunzione di alcuni farmaci, come barbiturici ed estroprogestinici
  • celiachia
  • diabete mellito insulino-dipendente
  • patologie intestinali da malassorbimento come colite ulcerosa, morbo di Crohn

Carenza di acido folico (acido folico basso)

Avere l’acido folico basso provoca una serie di sintomi più o meno gravi. E’ sempre l’esperta ad elencarli:
anemia

  • apatia
  • difficoltà di memoria
  • stanchezza
  • scarso appetito
  • disturbi del sonno
  • mancanza di concentrazione
  • comparsa di dermatiti a livello cutaneo.

Ma se risulta una carenza di acido folico quando c’è da preoccuparsi? Ovviamente quando i sintomi si fanno significativi e persistenti. Il ricorso allo specialista, in questi casi, diventa assolutamente necessario.

Le carenze di acido folico, in ogni caso, sono dovute principalmente a un’alimentazione povera degli alimenti che lo contengono. «Si tratta della frutta e delle verdure a foglia verde, da consumare preferibilmente crude e fresche, come spinaci, broccoli, lattuga, asparagi, arance, kiwi, fragole, limoni» precisa la dietologa «ma anche delle uova, del fegato, del latte, dei legumi, delle nocciole e per finire del lievito di birra. Occorre però fare attenzione anche a come si conservano e si cucinano i cibi, in particolare le verdure perché essendo l’acido folico sensibile a luce, aria, calore e acidità, facilmente viene distrutto. La cottura, ad esempio, può distruggere fino al 95% del patrimonio originario di questa vitamina».

Particolare attenzione va prestata in gravidanza perché una carenza di acido folico può provocare spina bifida, anencefalia, ritardo della crescita del feto, nascita prematura, ipertensione gravidica nella mamma.

Mentre l’acido folico basso dà sintomi, difficile che si presenti un eccesso dal momento che questa sostanza viene eliminata attraverso le urine. «Mai esagerare in ogni caso con l’assunzione di integratori di acido folico onde evitare la possibilità, per quanto rarissima, di reazioni allergiche, nervosismo immotivato, accelerazioni del battito e tremori» precisa l’esperta. 

Acido folico e folina sono la stessa cosa?

Moltissime persone usano i due termini come sinonimi, ma in realtà non sono esattamente la stessa cosa, anche se si riferiscono alla stessa sostanza fondamentale: la vitamina B9.

La differenza principale sta nel modo in cui vengono definiti e commercializzati:

  1. acido folico: è la forma sintetica della vitamina B9, utilizzata per arricchire gli alimenti o all’interno di integratori alimentari usati a scopo preventivo (ad esempio quando si pianifica una gravidanza)
  2. folina: è il nome commerciale di un noto farmaco a base di acido folico. Spesso viene prescritta dai medici in dosaggi più elevati rispetto ai normali integratori per trattare vere e proprie carenze o specifiche condizioni mediche.

I folati, invece, sono la forma naturale della vitamina B9 così come si trova già presente negli alimenti (come le verdure a foglia verde, i legumi e gli agrumi).

Quando iniziare a prenderlo

Se l’acido folico è prezioso sempre, lo è a maggior ragione in gravidanza. «Una sua carenza, durante le prime fasi di gestazione, infatti, aumenta il rischio di malformazioni del feto» spiega la dottoressa Piazza.

«Una di esse colpisce il tubo neurale, la parte di feto che formerà cervello, scatola cranica e spina dorsale. Il tubo neurale si chiude entro 30 giorni dal concepimento; se questo non avviene correttamente il nascituro può andare incontro a malformazioni come la spina bifida e l’anencefalia. E’ stato verificato che l’assunzione di acido folico, già prima della gravidanza cioè quando si decide di avere un figlio o comunque non lo si esclude, riduce fino al 70% il rischio di queste malformazioni. Sembra inoltre che l’acido folico sia in grado di intervenire anche nella prevenzione della labio-palatoschisi, malformazione congenita del labbro superiore e palato, e di alcuni difetti cardiaci congeniti. Il meccanismo, ancora oggetto di studio, sembrerebbe legato all’importante ruolo svolto dalla vitamina B9 nella sintesi del DNA, delle proteine, nella formazione dell’emoglobina e nello sviluppo dei tessuti, come ad esempio quelli embrionali, che proliferano e si differenziano».

Perché l’acido folico non sia carente in gravidanza, è necessario e fortemente raccomandato…


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 Alberta Mascherpa

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