Piccoli azionisti, associazioni civiche e cittadini a difesa del Monte: gli interventi integrali presentati a Siena
MPS, il futuro della banca più antica del mondo tra identità e grandi manovre finanziarie: le voci dell’assemblea. Il futuro del Monte dei Paschi di Siena non è solo una questione di bilanci, fusioni o offerte di mercato, ma il banco di prova in cui si decide il destino di un’identità secolare. Nel cuore di un passaggio storico cruciale per l’istituto di credito, l’ultima assemblea dei soci ha visto contrapporsi visioni profondamente diverse sul futuro della banca: da un lato la difesa di un percorso di rilancio autonomo e di crescita — guidato dall’attuale management — e dall’altro la minaccia di uno smembramento o di un’acquisizione predatoria da parte dei grandi colossi del credito. Dal palco si sono susseguiti gli interventi appassionati dei rappresentanti del territorio e dei piccoli azionisti: Sena Civitas, Pietraserena e Buongoverno, insieme alle voci toccanti della cittadinanza, come quella dell’ex commerciante Anita Bruni Francesconi. Ne emerge un coro unanime che rifiuta la logica del freddo algoritmo e dello “spezzatino” finanziario, rivendicando il valore sociale, etico ed economico che il Monte ha rappresentato e continua a rappresentare per Siena, per la Toscana e per l’intero Paese. Pubblichiamo di seguito, in forma integrale, alcuni degli interventi dei protagonisti che hanno preso la parola durante i lavori assembleari. Pubblicati sulla pagina facebook si Sena Civitas. Seguono gli interventi in ordine alfabetico: Bruni Francesconi Anita, Cambi Maria Alberta (Buongoverno), Marignani Claudio (Sena Civitas), Semplici Romolo (Pietraserena), Staderini Pietro (Sena Civitas)
Anita Bruni Francesconi
Signor Presidente, signor Amministratore delegato, azionisti, sono una ex commerciante senese. Ho ottantacinque anni, ho cominciato a lavorare quando ero giovane e continuo a dare una mano al settore. Non sono un’esperta di grandi operazioni finanziarie. Conosco però il sacrificio necessario per costruire un’attività, la paura dei momenti difficili e il coraggio che serve, ogni mattina, per rialzare la saracinesca e ricominciare. Nella mia vita ho incontrato banche che, nei passaggi più delicati, mi hanno chiuso la porta. Il Monte dei Paschi, invece, mi è stato vicino. Non mi ha considerata soltanto un numero o una pratica: ha cercato di capire la persona, il lavoro che avevo costruito e ciò che avrei potuto ancora realizzare. Per questo oggi sono qui. Non soltanto come azionista o cliente, ma per riconoscenza. Dietro ogni piccola attività ci sono una famiglia, dei sacrifici, delle speranze e spesso un’intera vita. Una banca che sa vedere tutto questo non presta soltanto denaro: presta fiducia. E qualche volta quella fiducia salva un negozio, un’impresa, dei posti di lavoro o il futuro di una famiglia. Per me il Monte è stato questo. E credo che lo sia stato per generazioni di senesi e per tante persone in tutta Italia. MPS è Siena, ma non appartiene soltanto a Siena. Appartiene alla storia del nostro Paese e rappresenta un modo di fare banca nel quale anche chi è piccolo può essere ascoltato, rispettato e aiutato. A voi, che dovete assumere una decisione tanto importante, non chiedo di dimenticare i numeri. Vi chiedo soltanto di ricordare che dentro quei numeri ci sono persone come me e migliaia di storie che non compariranno mai in un bilancio. Un nome può rimanere per qualche anno sopra un’insegna. Ma se una banca viene divisa, perde la propria volontà, il proprio cuore e la propria anima. E ciò che si perde non potrà più essere ricostruito. A ottantacinque anni se sono qui è perché vorrei che un giovane che oggi apre per la prima volta la propria attività possa trovare domani la stessa fiducia che il Monte ha dato a me. Oggi è così. Per questo sostengo Luigi Lovaglio, i dipendenti del Monte e il progetto dell’attuale gruppo dirigente. E voterò perché MPS continui a vivere, a decidere e a costruire il proprio futuro. Anita Bruni Francesconi
Maria Alberta Cambi
Sig.Presidente, Sig. A.D., Sig Presidente Collegio sindacale, Consiglieri e Sindaci, Tutti i presenti. Buon pomeriggio a tutti. Rappresento il Buongoverno MPS, associazione di piccoli azionisti, formata da cittadini, dipendenti, pensionati, che per anni hanno pagato il prezzo più alto delle crisi, delle ristrutturazioni e delle continue svalutazioni, che hanno colpito il Monte dei Paschi di Siena. Con rammarico prendiamo atto del risultato delle delibere precedenti di questa assemblea, con la bocciatura del progetto di crescita e valore, già avviato con successo e che ha già dato frutti positivi con la fusione di Mediobanca. Ci hanno d’altro canto rincuorato le parole dell’A.D. Lovaglio che non ha interpretato tali votazioni come un verdetto definitivo, ma come finestra su una partita ancora aperta, con margini di accordi e trattative possibili a salvaguardia del territorio e dell’occupazione. Per quasi due decenni, l’azionariato diffuso della banca più antica del mondo aveva assistito a una progressiva erosione del proprio patrimonio, sopportando i sacrifici di aumenti di capitale miliardari e la dolorosa cancellazione dei dividendi. Quella che una volta era la cassaforte del risparmio toscano e italiano si era trasformata, per molti piccoli risparmiatori, in una ferita finanziaria aperta, a causa della mala gestio di management precedenti. Proprio per tutelare il buon nome del Monte, da quando ci siamo costituiti come associazione nel 2012, attraverso istanze alle procure e agli organi di vigilanza, abbiamo cercato di far luce sulle gravi responsabilità individuali della crisi e preteso chiarezza in tutte le sedi, comprese le Assemblee dei Soci, ambito in cui oggi invece sosteniamo con convinzione coloro che sono alla guida della Banca e che l’hanno risanata. Ci appare particolarmente significativo che gli stessi sindacati si muovano a favore del progetto di Lovaglio contro il disegno predatorio di Intesa. Il piano strategico ed industriale delineato dall’AD rappresenta una svolta storica e, per la prima volta, dopo tanto tempo, mette al centro dell’agenda proprio la tutela e la valorizzazione del piccolo azionariato. Come il Dott. Lovaglio ha esposto in maniera chiara ed esaustiva, attraverso dati e numeri, l’operazione traccia una strada indirizzata verso la creazione di un colosso finanziario con cifre da circa 80 miliardi di euro di capitalizzazione, un autentico terzo polo bancario, con autonomia decisionale, secondo per rete di sportelli e crediti alla clientela, capace di competere ad armi pari con i leader del mercato, quale in primis il gruppo Intesa Sanpaolo. Per i piccoli soci, questo significa innanzitutto stabilità. Uscire definitivamente dalla condizione di potenziale preda isolata o di Istituto da ristrutturare per entrare da protagonisti in una realtà paneuropea è la migliore assicurazione per il valore del titolo in borsa. Non si tratta di un’aggregazione difensiva fatta di tagli, ma di un moltiplicatore di valore che include l’obiettivo industriale di raggiungere 3,7 miliardi di euro di utili netti entro il 2030 ed piano iniziale di distribuzione di 4 miliardi di euro complessivi agli azionisti e 16 miliardi di euro di dividendi nell’arco di cinque anni. Significa trasformare finalmente le azioni MPS da un titolo ad…
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Ivano Zeppi
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