Dopo la relazione dell’assessore alla Sanità, Latronico, è seguito il dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri Cifarelli, Napoli, Bochicchio, Vizziello, Araneo, Verri, Tataranno, Marrese, Pittella, Lacorazza, Casino, Chiorazzo, Morea, Fanelli e Picerno. Respinta la risoluzione del centrosinistra.
L’introduzione della quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata al centro del dibattito della seduta straordinaria consiliare di oggi, richiesta dai Consiglieri di opposizione. In apertura la relazione dell’assessore Cosimo Latronico per spiegare i criteri tenuti presenti nella predisposizione della delibera di Giunta regionale, la numero 544: il massimo criterio di equità sociale e l’attenzione a non intaccare le fasce più vulnerabili della popolazione. A seguire si è sviluppato un dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri Cifarelli, Napoli, Bochicchio, Vizziello, Araneo, Verri, Tataranno, Marrese, Pittella, Lacorazza, Casino, Chiorazzo, Morea, Fanelli e Picerno.
Al termine del dibattito l’opposizione ha presentato una risoluzione che è stata respinta con 11 voti contrari, quelli di Aliandro, Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Morea, Napoli, Picerno, Polese e Tataranno, 8 i voti favorevoli, quelli di Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello, e un’astensione, quella di Pittella.
Cifarelli (GM) è stato il primo consigliere ad intervenire anche a nome degli altri colleghi di minoranza, annunciando di aver depositato una risoluzione con la quale si chiede la revoca della delibera sul ticket farmaceutico. “La nostra contrarietà alla misura, nasce da una valutazione più generale sulla situazione della sanità lucana, sui suoi conti e sul modo in cui quei conti devono essere governati. Il Centrosinistra prende atto del fatto che la normativa nazionale impone misure di contenimento della spesa, ma il ticket è una scelta. A nome di tutti i Consiglieri di minoranza – ha sottolineato – chiedo trasparenza sui motivi che hanno portato a privilegiare questa soluzione rispetto ad altre possibili. Propongo un monitoraggio continuo sulle 4 Aziende Sanitarie – ha continuato il Consigliere. Prima di chiedere ai lucani di pagare di più per curarsi, dobbiamo poter dimostrare di aver fatto tutto ciò che era possibile programmare per spendere meglio”.
“Proteggere chi è fragile, non aumentare le tasse a tutti, colpire gli sprechi, pretendere efficienza”. Questa in sintesi la nostra idea del centrodestra”. Così Napoli (FdI) che ha evidenziato “nel 2025 la Basilicata ha speso per i farmaci circa 7 milioni di euro oltre il limite stabilito. E’ un dato ufficiale dell’AIFA. La legge non ci ha imposto un ticket da 2 euro e 50, ma ci obbliga a intervenire, ad affrontare lo sforamento”. Napoli, poi, ha proposto un parallelismo con altre regioni italiane: “In Emilia-Romagna, da maggio 2025 si pagano 2,20 € per confezione e si arriva anche a quattro euro per ricetta. In Campania, in alcuni casi, fino a 5 euro. In Puglia si applica una quota per ricetta e una quota sulle confezioni”. Napoli in chiusura ha ribadito che “Governare significa scegliere e scegliere significa indicare le risorse e le coperture. Le opposizioni chiedono di togliere il ticket, ma non spiegano dove trovare i soldi”.
Bochicchio (AVS-PSI-BP) ha dichiarato di “condividere le legittime preoccupazioni dei cittadini di fronte a un simile provvedimento che incide sulla vita di uomini, donne, anziani, persone con disabilità, ammalati” ma ha sottolineato come “lo sbilanciamento demografico della Basilicata con la maggiore incidenza di popolazione anziana rispetto alla media nazionale, richiederebbe una maggiore attenzione del Governo centrale in termini di maggiori risorse finanziarie”, auspicando “adeguatezza dei criteri di riparto rispetto ai bisogni della Basilicata. Seppure la sanità sia in crisi a livello nazionale, la scelta di questo provvedimento è una responsabilità della Giunta regionale. La maggioranza ha sbagliato a non aver coinvolto le parti sociali e il Consiglio regionale. Non ci saremmo sottratti al dialogo né all’assunzione di responsabilità. Si sospenda l’efficacia del provvedimento e si apra con il Governo nazionale una vertenza Basilicata e Mezzogiorno sul diritto alla salute”.
“Il 24 agosto la Giunta regionale ha introdotto il ticket di 2,50 € sulla farmaceutica convenzionata. E’ una misura iniqua che scarica sui cittadini colpe che appartengono ad altri: il buco nei conti sanitari relativi all’acquisto dei farmaci lo hanno fatto gli ospedali e non le farmacie”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale Vizziello, nel suo intervento tenuto in seduta consiliare. Poi, ha continuato “Latronico ogni volta che relaziona sul sistema sanitario regionale ci porta al centro di un tour virtuale fra il Veneto, la Toscana, l’Emilia-Romagna che, però, sono regioni virtuose in termini di sanità. La nostra realtà non è quella descritta, anche se immagino che, nei suoi desiderata, come anche nei nostri, vi sia l’intento di volerla migliorare”. Vizziello ha poi precisato “Basilicata Casa Comune vuole responsabilizzare sugli acquisti dei farmaci ospedalieri che, dopo la migrazione sanitaria, sono la seconda spada di Damocle che incombe sul bilancio regionale”.
Araneo (M5S) commentando quanto riferito dall’Assessore Latronico, ha sottolineato come le argomentazioni addotte dal Centrodestra per giustificare la situazione sanitaria “non reggano più”. Ha evidenziato un problema di metodo e uno di merito. Nel metodo ha evidenziato come “il provvedimento introduttivo del ticket sia un provvedimento monocratico-autocratico che piove direttamente dalla Giunta senza passare da una discussione in Commissione o in Consiglio regionale e, soprattutto, senza aver coinvolto le parti sociali. Se devo contribuire al sistema sanitario regionale e devo andare a curarmi in Puglia, in Campania, in Piemonte o in Lombardia, io, francamente, mi sento presa in giro. Con questo provvedimento si colpisce l’anello più basso della catena, mentre invece andava valutata ogni altra alternativa possibile. Chi non ha abbastanza non può essere vessato, a fronte di un servizio sanitario che è insufficiente in questo momento storico”.
La consigliera regionale Verri durante l’intervento ha manifestato la sua contrarietà all’introduzione del ticket farmaceutico, sostenendo che “La maggioranza minimizza sul ticket, ma non ci convince. Come non ci convince il paragone che fa tra la Basilicata e le altre regioni che già pagano la tassa. Ci sono regioni di centrodestra, come le Marche oppure il Piemonte, che non hanno introdotto il ticket”. La consigliera ha continuato, dicendo: “l’impatto del ticket ricadrebbe sul ceto medio, che è quello che già subisce gli aumenti dei costi: dalla benzina a quelli energetici”. La Consigliera ha continuato: “La realtà è che noi chiediamo ai lucani di intervenire direttamente e lo chiediamo a quegli stessi cittadini che già subiscono tempi di attesa che non sono misurabili e che, spesso, per non rinunciare alle cure, sono costretti a spostarsi altrove. Quindi noi vogliamo il ritiro della delibera che introduce il ticket sanitario e siamo disponibili a un confronto per trovare altre soluzioni”.
Tataranno (Lega) ha rimarcato l’esigenza di un “maggiore equilibrio quando si parla…
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