L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 21 ottobre 2026, fornisce chiarimenti sulla disciplina del sovraindebitamento e dell’esdebitazione prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Il documento approfondisce le condizioni di accesso alle procedure, il trattamento dei crediti tributari e le modalità con cui il debitore può ottenere la liberazione dalle obbligazioni rimaste insoddisfatte. Per approfondimenti in materia, segnaliamo il volume “Le tutele del nuovo sovraindebitamento. Come uscire dal debito”, a cura dell’Avv. Monica Mandico, e acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.


Le tutele del nuovo sovraindebitamento. Come uscire dal debito


Le tutele del nuovo sovraindebitamento. Come uscire dal debito

Aggiornato al terzo decreto correttivo del CCII (D.Lgs. 13 settembre 2024, n. 136), il volume, giunto alla sua II edizione, propone un’ampia ricognizione delle rilevanti novità normative e del panorama giurisprudenziale sul tema della crisi da sovraindebitamento. Sono raccolti diversi casi giudiziari riguardanti piani, omologati e non, ove emergono gli orientamenti dei vari fori e le problematiche applicative della normativa di riferimento. Il taglio pratico rende l’opera uno strumento utile per il professionista – gli organismi di composizione e i gestori della crisi, gli advisor e i liquidatori – al fine di offrire un supporto nelle criticità e i dubbi che possano sorgere nella predisposizione del Piano.

Monica Mandico
Avvocato cassazionista, Founder di Mandico&Partners. Gestore della crisi, curatore, liquidatore e amministratore giudiziario. È presidente di Assoadvisor e coordinatrice della Commissione COA Napoli “Sovrain- debitamento ed esdebitazione”. Già componente della Commissione per la nomina degli esperti indipendenti della composizione negoziata presso la CCIAA di Napoli. Esperta in crisi d’impresa e procedure di sovraindebitamento e presidente di enti di promozione sociale. Autrice di numerose pubblicazioni, dirige la Collana “Soluzioni per la gestione del debito” di Maggioli Editore, ed è docente di corsi di alta formazione e master accreditati presso Università e ordini professionali.

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Sovraindebitamento: quali procedure possono coinvolgere i debiti fiscali?

La circolare costituisce la seconda parte dell’intervento interpretativo dell’Agenzia sul Codice della crisi e si concentra sugli strumenti destinati ai soggetti non assoggettabili alla liquidazione giudiziale.

Consiglio: vuoi abilitarti come gestore della crisi da sovraindebitamento o completare l’aggiornamento biennale? È disponibile il “Corso abilitante e di aggiornamento per Gestore della crisi da sovraindebitamento”, progettato per offrire una preparazione completa e operativa sulle procedure previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CLICCA QUI PER ISCRIVERTI).

In particolare, vengono esaminati la ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore, la liquidazione controllata e l’esdebitazione.

Le procedure riguardano consumatori, professionisti, imprenditori minori, imprenditori agricoli e altri soggetti individuati dall’art. 2, comma 1, lett. c), del Codice.

Il documento assume particolare rilevanza per il trattamento dei debiti verso l’Erario. L’Agenzia fornisce infatti istruzioni ai propri uffici sulle verifiche da effettuare, sulla valutazione delle proposte e sulla tutela dei crediti tributari nelle diverse procedure.

Ristrutturazione del consumatore: quando è possibile ridurre i debiti?

La ristrutturazione dei debiti del consumatore, disciplinata dagli artt. 67 e seguenti del Codice, consente alla persona fisica sovraindebitata di proporre, con l’ausilio dell’Organismo di composizione della crisi (OCC), un piano per superare la situazione debitoria.

La proposta può prevedere il soddisfacimento parziale e differenziato dei creditori e non richiede il loro voto favorevole ai fini dell’omologazione.

L’Agenzia chiarisce che la procedura è riservata alle obbligazioni contratte per finalità estranee all’attività imprenditoriale o professionale. In presenza di un indebitamento misto, composto anche da debiti professionali o imprenditoriali, il debitore dovrà valutare l’accesso agli altri strumenti previsti dal Codice, ove ne ricorrano i presupposti.

Particolare attenzione è dedicata al trattamento dei crediti privilegiati. Il piano può prevederne il pagamento non integrale, purché sia assicurato un soddisfacimento almeno pari a quello realizzabile nell’alternativa liquidatoria, secondo l’attestazione dell’OCC.

È inoltre possibile prevedere una moratoria fino a due anni dall’omologazione. Richiamando Cass. n. 11676/2026, la circolare precisa che tale periodo costituisce una sospensione dell’esigibilità e non un termine entro il quale debba necessariamente concludersi il pagamento. Gli interessi legali continuano a maturare durante la moratoria.

Il debitore può accedere alla procedura anche se ha contratto troppi debiti?

Uno dei chiarimenti più significativi riguarda la valutazione della condotta del consumatore.

L’art. 69 del Codice esclude l’accesso alla ristrutturazione quando il debitore abbia determinato il sovraindebitamento con colpa grave, mala fede o frode.

La circolare evidenzia come la disciplina abbia superato una concezione particolarmente rigorosa della meritevolezza: la semplice sproporzione tra obbligazioni assunte e capacità economiche non è sufficiente, da sola, a impedire l’accesso alla procedura.

Occorre verificare se l’indebitamento sia riconducibile a una condotta gravemente negligente, consapevole o fraudolenta.

L’Agenzia richiama inoltre la responsabilità del finanziatore nella valutazione del merito creditizio. Il creditore che abbia colpevolmente contribuito al sovraindebitamento o violato gli obblighi previsti dall’art. 124-bis TUB non può contestare la convenienza della proposta, pur conservando la possibilità di sollevare questioni relative alla sua legittimità.

La negligenza del finanziatore, tuttavia, non esclude automaticamente l’eventuale colpa grave del debitore.

Concordato minore: quando il giudice può superare il dissenso del Fisco?

La circolare dedica particolare attenzione al concordato minore, strumento utilizzabile, alle condizioni previste dalla legge, da professionisti, imprenditori minori e altri debitori non consumatori.

Un profilo di rilievo riguarda l’omologazione in assenza dell’adesione dell’Amministrazione finanziaria.

Ai sensi dell’art. 80, comma 3, del Codice, il tribunale può omologare il concordato anche senza il consenso del Fisco quando tale adesione sia determinante per il raggiungimento delle maggioranze e la proposta risulti maggiormente conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria.

La valutazione deve…


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 Redazione Giuricivile

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