La responsabilità medica non può essere affermata per il solo fatto che un paziente abbia subito complicanze dopo un intervento chirurgico. Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 10097/2026, ha rigettato la richiesta di risarcimento avanzata nei confronti di una struttura sanitaria, ritenendo non dimostrata una condotta colposa dei sanitari causalmente collegata ai danni lamentati. La pronuncia offre l’occasione per approfondire l’onere della prova e la distinzione tra complicanza ed errore medico. Per approfondimenti in materia, consigliamo il “Manuale pratico operativo della responsabilità medica”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.


Manuale pratico operativo della responsabilità medica


Manuale pratico operativo della responsabilità medica

La quinta edizione del Manuale pratico operativo della responsabilità medica offre una guida aggiornata e sistematica per orientarsi nelle questioni più attuali della malpractice sanitaria, alla luce dell’entrata in vigore della Tabella Unica Nazionale per il risarcimento del danno non patrimoniale da macrolesioni e del decreto attuativo dell’art. 10 della Legge Gelli-Bianco sui requisiti minimi delle coperture assicurative.
Il volume affronta con taglio pratico-operativo i principali profili civilistici, processuali, assicurativi, penali e contabili della responsabilità medica, fornendo al professionista un quadro completo per gestire correttamente casi complessi, controversie risarcitorie e questioni applicative legate alla prova, al nesso di causalità, alla perdita di chance e alla liquidazione dei danni.
Particolare attenzione è dedicata alle novità normative e giurisprudenziali più recenti, con approfondimenti su consenso informato, autodeterminazione del paziente, mediazione, tentativo obbligatorio di conciliazione, azione diretta, responsabilità dello specializzando e danno erariale nel comparto sanitario.

Punti di forza

  • Analisi aggiornata alla Tabella Unica Nazionale introdotta dal d.P.R. n. 12/2025 per il risarcimento dei danni da macrolesioni.
  • Approfondimento sul decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco in materia di requisiti minimi delle polizze assicurative per strutture sanitarie e professionisti.
  • Trattazione completa delle principali questioni della malpractice medica: consenso informato, nesso causale, perdita di chance, danni risarcibili e onere della prova.
  • Focus operativo sugli aspetti processuali, sulla mediazione e sul tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 696-bis c.p.c.
  • Esame dei profili penali della responsabilità sanitaria, delle linee guida, della colpa medica e delle più recenti questioni giurisprudenziali.
  • Approfondimento su responsabilità dello specializzando e danno erariale nel comparto sanitario.
  • Struttura chiara e sistematica, pensata per supportare il professionista nella valutazione dei casi e nella gestione del contenzioso.

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In un contesto in rapida evoluzione, segnato dall’applicazione della Tabella Unica Nazionale e dall’adeguamento delle coperture assicurative sanitarie, disporre di un quadro aggiornato è essenziale per evitare errori interpretativi e affrontare con sicurezza le controversie in materia di responsabilità medica.
Questo volume consente di accedere in un’unica opera a normativa, orientamenti giurisprudenziali e soluzioni operative, offrendo un supporto immediatamente utilizzabile nello studio, nella consulenza e nel contenzioso.

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Francesco Angelini, Francesco Barucco, Bruno Tassone, 2026, Maggioli Editore

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Responsabilità medica: la vicenda del paziente sottoposto a più interventi

Un paziente si rivolgeva ad una struttura sanitaria napoletana per sottoporsi ad una tac del torace e dell’addome a causa dei forti dolori addominali che lo affliggevano. All’esito dei suddetti esami veniva riscontrata la presenza di una perforazione intestinale a carico del paziente. Pertanto, quest’ultimo veniva immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico di resezione del colon e del retto per risolvere le problematiche perforative.

Successivamente all’esecuzione dell’intervento chirurgico, il paziente avvertiva numerose problematiche. In particolare, una decina di giorni dopo, si verificava la fuoriuscita di liquido dal drenaggio operatorio ed inoltre fuoriusciva del materiale enterico dalla parete posteriore colon-rettale. In considerazione di ciò, il paziente veniva sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico, nel corso del quale venivano applicati ulteriori drenaggi.

Tuttavia anche tale intervento chirurgico non risultava risolutivo, in quanto il paziente, a seguito della formazione di un ascesso alla parete colica di sinistra, era costretto nuovamente a sottoporsi ad un terzo intervento chirurgico, con applicazione di un ulteriore drenaggio.

Infine, qualche mese dopo, il paziente veniva sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico per la decortizzazione pleurica, a causa delle complicanze ulteriori che si verificavano. 

In considerazione di quanto sopra, il paziente si rivolgeva al tribunale di Napoli, chiedendo di accertare la responsabilità della struttura sanitaria per le problematiche che egli aveva subito dopo il primo intervento volto all’eliminazione della perforazione intestinale, nonché la condanna della struttura medesima al risarcimento dei danni subiti a causa del percorso angoscioso correlato ai numerosi interventi chirurgici e controlli medici che aveva subito.

La struttura sanitaria si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto della domanda risarcitoria formulata dal paziente in quanto ritenuta non fondata. 

Responsabilità medica e complicanze postoperatorie: chi deve fornire la prova?

Il Tribunale di Napoli ha evidenziato come la disciplina della responsabilità della struttura sanitaria precedente all’introduzione della legge Gelli Bianco (che non si applica al caso di specie) riconduce la responsabilità degli ospedali alla natura contrattuale. In particolare, l’ente sanitario risponde per i danni provocati dai propri dipendenti e da coloro che operano all’interno della struttura. Detta responsabilità è autonoma e diretta a carico della struttura medesima, in virtù del principio di immedesimazione organica tra quest’ultima e i soggetti che operano al suo interno. Essa, inoltre, deriva dalla violazione di un contratto di opera professionale che viene stipulato con il paziente al momento in cui quest’ultimo viene preso in carico dalla struttura sanitaria.

La predetta responsabilità consegue non soltanto all’inadempimento delle prestazioni da parte degli operatori sanitari che operano all’interno della struttura, quali ausiliari di quest’ultima, ma anche per…


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 Avv. Pier Paolo Muià

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