Al 30 giugno 2026 sono 3.967 le amministrazioni qualificate per
progettazione e affidamento e 6.510 quelle qualificate per
l’esecuzione. Il nuovo Report ANAC fotografa il primo anno del
nuovo biennio e consente di leggere gli effetti delle modifiche
introdotte dal Correttivo, a partire dal peso assunto
dall’esperienza nelle gare rispetto a competenze e formazione del
personale.
Sono 3.967 le amministrazioni qualificate al 30
giugno 2026 per la fase di progettazione e affidamento, mentre
salgono a 6.510 quelle qualificate per
l’esecuzione.
Due numeri che restituiscono le dimensioni raggiunte dal sistema
di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di
committenza, ma che acquistano maggiore significato se letti
insieme agli altri dati contenuti nell’ultimo
Report ANAC, riferito al primo anno del nuovo
biennio avviato il 1° luglio 2025.
A distanza di tre anni dall’entrata in funzione del sistema,
l’analisi dell’Autorità permette infatti di osservare non soltanto
quante amministrazioni siano oggi qualificate, ma anche quali
livelli abbiano raggiunto, come siano cambiati gli esiti rispetto
al primo biennio e, soprattutto, quali siano le componenti sulle
quali si costruisce maggiormente il punteggio di
qualificazione.
Da questa fotografia emergono alcune questioni che aiutano a
leggere meglio l’evoluzione del sistema. In particolare, quanto
pesa l’esperienza maturata nelle gare rispetto
alla formazione e alle competenze del personale? Quali effetti ha
prodotto la modifica dei criteri introdotta dal Correttivo? E cosa
emerge dal confronto tra chi ha partecipato sia al primo sia al
nuovo biennio?
Qualificazione stazioni appaltanti: il quadro ANAC al 30 giugno
2026
Il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e
delle centrali di committenza è disciplinato dagli artt.
62
e
63 del D.Lgs. n. 36/2023 e
dall’Allegato
II.4 ed è operativo, per la progettazione e l’affidamento, dal
1° luglio 2023, mentre la qualificazione relativa all’esecuzione è
entrata in vigore dal 1° gennaio 2025 a seguito delle modifiche
introdotte dal D.Lgs. n. 209/2024.
Il Report aggiornato al 30 giugno 2026 riguarda quindi il primo
anno del nuovo periodo di qualificazione per progettazione e
affidamento, nel quale trovano applicazione i criteri
modificati dal Correttivo.
Le elaborazioni non comprendono i soggetti qualificati di diritto e
prendono in considerazione le istanze trasmesse entro il 30 giugno
2026 e ancora valide a quella data.
Rispetto alla prima applicazione del Codice cambia, peraltro,
anche il meccanismo temporale. Il periodo compreso tra il 1° luglio
2023 e il 30 giugno 2025 funzionava secondo un “biennio
fisso”, con una scadenza comune indipendentemente dalla
data di presentazione dell’istanza; dal nuovo ciclo, invece, la
qualificazione ha durata biennale a partire dalla singola domanda,
secondo un sistema di “biennio mobile”.
Viene meno, quindi, una scadenza nazionale unica e il
mantenimento dei requisiti entra stabilmente nella gestione
ordinaria delle singole amministrazioni, ciascuna con la propria
decorrenza e il proprio termine di validità.
Stazioni appaltanti qualificate: 3.967 per progettazione e
affidamento
Al 30 giugno 2026 sono 3.967 le amministrazioni
qualificate in almeno uno dei due settori. Di queste, 813
operano esclusivamente nei lavori, 863 esclusivamente nei servizi e
nelle forniture, mentre 2.291 sono qualificate in entrambi
gli ambiti.
La componente più consistente, pari al 57,7%, è
dunque costituita dalle amministrazioni qualificate sia per lavori
sia per servizi e forniture, mentre quelle presenti in un solo
settore rappresentano rispettivamente il 20,5% per i lavori e il
21,8% per servizi e forniture. Complessivamente, risultano
3.104 amministrazioni qualificate nel settore
lavori e 3.154 nei servizi e nelle
forniture.
Le istanze esaminate sono 4.471 per i lavori e 4.725 per servizi
e forniture, con una quota di domande concluse con l’esito di “non
qualificata” pari rispettivamente al 9,7% e al
13,7%. Percentuali che ANAC considera sostanzialmente in
linea con quelle rilevate al 30 giugno 2024, quando era trascorso
un anno dall’avvio del primo biennio.
Il passaggio ai nuovi criteri non sembra quindi avere
determinato, nel suo complesso, un aumento generalizzato delle
mancate qualificazioni, anche se rimane una differenza apprezzabile
tra i due settori, con servizi e forniture che
registrano una percentuale più elevata di esiti negativi.
Livelli di qualificazione: oltre la metà delle stazioni appaltanti
è nella fascia massima
Anche la distribuzione per livelli restituisce
un dato significativo, con una prevalenza delle amministrazioni
collocate nella fascia più elevata di qualificazione.
Nel settore lavori, 1.810 amministrazioni su 3.104, pari
al 58,3%, raggiungono il livello L1, mentre 854 si
collocano in L2 e 440 in L3. Un andamento analogo si registra nei
servizi e nelle forniture, dove 1.728 amministrazioni su
3.154, pari al 54,8%, raggiungono SF1, a fronte di 799
amministrazioni SF2 e 627 SF3.
Il livello massimo, che richiede almeno 50
punti, consente alla stazione appaltante o alla centrale di
committenza di operare senza limiti di importo nel settore per il
quale ha ottenuto la qualificazione.
La presenza delle fasce più alte diventa ancora più marcata tra
le centrali di committenza, per le quali il
livello L1 riguarda 343 soggetti su 428, pari all’80,1%, mentre nel
settore servizi e forniture sono SF1 276 centrali su 388, pari al
71,1%.
Qualificazione per l’esecuzione: 6.510 stazioni appaltanti e il
ruolo dell’automatismo
Per la fase di esecuzione, introdotta nel sistema di
qualificazione dal 1° gennaio 2025, il numero complessivo sale a
6.510 stazioni appaltanti qualificate in almeno un
settore: 928 esclusivamente per i lavori, 1.119 soltanto
per servizi e forniture e 4.463, pari al 68,5%, per
entrambi.
Le 6.510 qualificazioni per l’esecuzione non possono però essere
messe direttamente a confronto con le 3.967 relative a
progettazione e affidamento, perché l’art. 8, comma 1,
dell’Allegato II.4 prevede che chi è qualificato per progettazione
e affidamento acquisisca automaticamente lo stesso livello anche
per l’esecuzione.
Nel settore lavori, il 53,9% delle
amministrazioni qualificate per l’esecuzione deriva da questo
meccanismo e il restante 46,1% da una specifica domanda; nei
servizi e nelle forniture le percentuali sono rispettivamente del
51,56% e del 48,44%.
Sono comunque poche le amministrazioni già qualificate per
progettazione e affidamento che chiedono di salire di livello nella
fase esecutiva: ANAC registra 196 domande nei lavori e 275
nei servizi e nelle forniture.
Nuovo biennio di qualificazione: cosa cambia rispetto al
2023-2025
Il confronto tra amministrazioni presenti sia nel primo sia nel
nuovo periodo permette di osservare più da vicino gli effetti
prodotti dal cambiamento dei criteri di
qualificazione.
Nel settore lavori, su 3.271 stazioni appaltanti e
centrali di committenza considerate, 2.619 risultano
qualificate in entrambi i bienni. Sono 92, invece, quelle che
avevano ottenuto la qualificazione nel primo periodo e che nel
nuovo risultano non qualificate, mentre 204 compiono il
percorso inverso, riuscendo oggi a qualificarsi dopo un
precedente esito negativo.
Nei servizi e nelle forniture la…
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