L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nella vita quotidiana di bambini e ragazzi, e anche il modo di fare i compiti a casa sta cambiando. Chatbot e strumenti generativi possono spiegare un argomento, aiutare a trovare nuove idee o proporre esercizi, offrendo un supporto che, se utilizzato correttamente, può affiancare il percorso scolastico. Ma proprio perché queste tecnologie sono semplici da utilizzare e capaci di fornire risposte in pochi secondi, è importante che i più giovani imparino fin da subito a conoscerne anche i limiti.

Per genitori ed educatori la sfida non consiste quindi soltanto nello stabilire se l’IA debba essere utilizzata, ma nel guidare bambini e ragazzi verso un uso responsabile, critico e adatto alla loro età. L’obiettivo è evitare che la tecnologia diventi una scorciatoia per svolgere i compiti e fare meno fatica, aiutandoli invece a sfruttarla come uno strumento per comprendere, esercitarsi e sviluppare nuove competenze.

Il parere della docente di una Scuola Secondaria Inferiore di Milano

Abbiamo chiesto il punto di vista della professoressa Pinella Petronio, docente di lettere, scuola secondaria di primo grado.

Quali sono le regole che dai ai tuoi studenti riguardo all’utilizzo dell’intelligenze artificiale? Possono usarla per eseguire meglio o controllare i compiti a casa oppure ne viene consentito l’uso solo in casi specifici?

È una questione annosa. In generale, credo possa essere una risorsa piuttosto valida per gli studenti degli istituti superiori, che hanno già, o dovrebbero avere già, un ricco bagaglio di competenze. Alla scuola secondaria di primo grado, dove insegno lettere, tendo genericamente a sconsigliare l’uso dell’IA, in particolare per i compiti a casa, perché i ragazzi non hanno ancora strumenti cognitivi che consentano loro un corretto utilizzo, sfruttandone le reali potenzialità. Vedono questa risorsa come una sorta di loro sostituto, qualcuno che possa fare i compiti al posto loro. Questo non li mette nella condizione di sviluppare e consolidare le necessarie competenze, di stimolare il pensiero laterale e di creare un pensiero critico. Cose che ritengo essenziali perché i ragazzi possano non soltanto diventare competenti in italiano, storia o scienze, ma anche, un domani, degli adulti consapevoli delle loro potenzialità e dei loro limiti. Il rischio di un decadimento cognitivo ed emotivo è troppo alto. In questa età, estremamente delicata, i ragazzi non sono ancora in grado di analizzare criticamente le risposte che ottengono, rischiano di essere schiacciati, forse addirittura sostituiti, dalla tecnologia, appunto perché non dispongono ancora degli strumenti necessari per utilizzarla in modo proficuo.

Non pongo divieti. Anche perché so che se lo facessi, li istigherei ad infrangerli. Questo non significa che ne accetti l’uso. Significa che quando si presenta un alunno con un testo scritto integralmente da IA, posso avere la possibilità di spiegare loro che cosa significa utilizzarla, quali sono i limiti di un pensiero basato sulle probabilità statistiche, quali sono i rischi per loro. È necessaria l’esperienza perché possiamo parlarne insieme, riflettere e capire. Credo, inoltre, che anche l’uso dell’IA per controllare la correttezza di un compito a casa vada disincentivato. Secondo la pedagogia dell’errore di Popper, sbagliare è un’opportunità, serve a capire e ad apprendere, porta a riflettere sui propri procedimenti mentali.

In questo, l’insegnante è fondamentale, perché deve correggere, facendo comprendere agli alunni che lo sbaglio non è un fallimento da punire, ma una tappa fondamentale del processo di apprendimento. Se a farlo fosse una macchina, quale sarebbe il ruolo dell’insegnante? Verrebbe meno quella zona di sviluppo prossimale, in cui avviene l’apprendimento effettivo, grazie al supporto esterno dell’adulto esperto.

Parlarne in classe, inoltre, permette una riflessione condivisa e al docente l’occasione per spiegare meglio alcuni concetti a tutti, non solo a chi ha sbagliato. Sono, invece, più aperta all’uso dell’IA come strumento compensativo per gli alunni con bisogni educativi speciali, per creare, ad esempio, mappe concettuali. Sempre dopo che l’insegnante ha portato in classe esempi concreti e dato indicazioni e input.

I ragazzi rispettano queste regole?
Mi piacerebbe rispondere che tutti rispettano queste regole. In realtà non è così. In molti tendono ad usarla, proprio per questo è importante parlarne in classe, spiegando loro quali sono i limiti e a quale età avrebbe senso utilizzarla per non compromettere il loro sviluppo cognitivo.

Come docente, come utilizza l’intelligenza artificiale?
Con parsimonia. Mi piace preparare le mie lezioni, pensando specificatamente alle esigenze di ciascun alunno, assecondando e incentivando le loro curiosità, mettendoci del mio. Spronandoli al brainstorming in classe. Mettendoli davanti a questioni e domande alle quali devono trovare risposte. Può essere utile per la realizzazione di PPT da proiettare in classe, velocizza il lavoro. Ma delegare tutto all’IA, nonostante abbia ormai raggiunto competenze che mi consentano di fornire correttamente prompt e valutare con giudizio e criticamente le risposte, sarebbe privare di umanità il mio lavoro, che ritengo essere uno dei più belli, stimolanti e profondamente umani che esistano.

Come spiegare l’intelligenza artificiale ai più piccoli

Spiegare l’IA ai bambini non significa entrare nei dettagli tecnici del codice, ma aiutarli a comprenderne potenzialità e confini. Si può partire dagli esempi che incontrano nella vita di tutti i giorni: le piattaforme che suggeriscono un video, gli assistenti vocali o gli strumenti che generano testi e immagini.

L’obiettivo è far capire che l’IA è una tecnologia progettata dalle persone, capace di elaborare grandi quantità di informazioni e produrre risposte, ma non infallibile e soprattutto non dotata di un’intelligenza umana. L‘educazione digitale deve quindi includere la consapevolezza dei suoi difetti, la capacità di valutare criticamente i risultati e l’attenzione ai temi legati a privacy e sicurezza.

Per i più piccoli è utile adottare un linguaggio concreto e incoraggiare le domande: Come fa a rispondere? Da dove arrivano le informazioni? Può sbagliare? Possiamo fidarci sempre? Anche provare insieme uno strumento, quando appropriato per l’età, diventa un’ottima occasione per osservare le risposte, verificarle e discuterne.

In questo modo l’IA non viene presentata né come una scorciatoia per fare meno fatica né come qualcosa da temere, ma come uno strumento da conoscere e utilizzare con consapevolezza. È una distinzione particolarmente importante quando si parla di compiti a casa: l’intelligenza artificiale può aiutare a chiarire un concetto o a esercitarsi, ma non dovrebbe sostituire il ragionamento, la rielaborazione personale e il percorso di apprendimento del bambino.

Come usarla per i compiti (se consentito)

Se le regole dell’istituto scolastico lo consentono, l’IA può, per esempio, aiutare a comprendere un argomento difficile con una spiegazione più semplice, proporre esercizi aggiuntivi, suggerire un metodo per affrontare un problema o aiutare a individuare gli errori in un testo già scritto. L’obiettivo, però, non dovrebbe essere ottenere rapidamente una risposta da copiare, ma usare lo strumento per capire meglio e arrivare autonomamente…


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Francesca Scarabelli

Source link

#Adessonews

Chi Siamo

#Adessonews composta da consulenti specializzati in consulenza di finanza agevolata, con l’obiettivo di supportare imprese e privati nell’accesso a strumenti finanziari e opportunità di agevolazione.

Le nostre consulenze e attività professionali sono erogate esclusivamente da consulenti abilitati, garantendo competenza, trasparenza e professionalità in ogni fase del percorso.

Servizi Offerti

Finanziamenti e Mutui Le pratiche di finanziamento e mutuo vengono gestite unicamente da mediatori creditizi abilitati. 👉 Per queste attività non è previsto alcun costo anticipato.

Finanza Agevolata La consulenza iniziale è gratuita. Successivamente, in base alla complessità e alla tipologia dell’operazione, verrà elaborato e condiviso un preventivo personalizzato, chiaro e trasparente.

La Nostra Filosofia

#Adessonews si distingue per un approccio fondato su:

Professionalità: solo consulenti e mediatori qualificati.

Trasparenza: nessun costo nascosto o spese anticipate.

Personalizzazione: soluzioni su misura per le esigenze specifiche di ogni cliente.