Il passaggio dall’ora legale a quella solare è un appuntamento che torna ogni autunno e che per molte famiglie porta con sé qualche piccolo cambiamento nella routine quotidiana. Anche se si guadagna un’ora di sonno sulla carta, per i bambini non è sempre così semplice: addormentarsi, svegliarsi al mattino e rispettare gli orari dei pasti può richiedere qualche giorno di adattamento.

Il cambio dell’ora, infatti, modifica i riferimenti temporali a cui il nostro organismo è abituato, compresi quelli legati al sonno e alla veglia. Nei più piccoli, che hanno ritmi spesso molto regolari, questo può tradursi in risvegli anticipati, sonnolenza durante il giorno o qualche difficoltà in più al momento di andare a letto.

La buona notizia è che, con un po’ di preparazione e alcune attenzioni, è possibile accompagnare i bambini verso il nuovo orario senza stravolgere le abitudini familiari.

Ora solare 2026: quando avviene il cambio di orario e perché i bambini la accusano

Nel 2026 il passaggio all’ora solare è previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Alle 3:00 del mattino le lancette degli orologi dovranno essere spostate indietro alle 2:00.

Si dormirà quindi un’ora in più, almeno in termini di orario ufficiale. Il cambiamento segue il calendario comune stabilito nell’Unione europea, che prevede il ritorno all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.

Per i bambini, però, un’ora in più non significa necessariamente dormire più a lungo. Il loro organismo segue un orologio biologico interno, chiamato ritmo circadiano, che regola l’alternanza tra sonno e veglia nell’arco delle 24 ore.

La luce naturale è uno dei principali segnali che aiutano a sincronizzare questo ritmo: influenza la produzione di melatonina, l’ormone coinvolto nella regolazione del sonno, e contribuisce a indicare al corpo quando è il momento di essere sveglio o di riposare.

Quando l’orario ufficiale cambia improvvisamente di 60 minuti, gli orari indicati dall’orologio possono non coincidere subito con quelli a cui il bambino è abituato.

Per esempio, se un piccolo è solito svegliarsi alle 7:00, dopo il cambio potrebbe iniziare a svegliarsi alle 6:00, almeno nei primi giorni. Allo stesso modo, potrebbe mostrare sonnolenza prima del consueto orario serale oppure faticare ad addormentarsi quando la famiglia si aspetta che sia pronto per la notte.

L’effetto non è uguale per tutti. Età, abitudini, regolarità del riposo e sensibilità individuale possono influire sull’adattamento.

I bambini più piccoli, in particolare, possono manifestare il cambiamento attraverso segnali quotidiani come irritabilità, maggiore stanchezza, difficoltà ad addormentarsi o risvegli anticipati. Questi comportamenti non indicano necessariamente un disturbo del sonno: possono essere una risposta temporanea al cambiamento della routine.

Come organizzarsi: consigli per ogni fascia d’età

Per aiutare i bambini ad abituarsi al passaggio all’ora solare, la strategia più utile è intervenire gradualmente sulle abitudini quotidiane, senza stravolgere la routine. Anticipare o posticipare leggermente gli orari, mantenere regolari i rituali della buonanotte e sfruttare la luce naturale sono accorgimenti che possono facilitare la transizione. Le esigenze, però, cambiano con la crescita: ecco come regolarsi in base all’età.

Neonati da 0 a 6 mesi: seguire i segnali del bambino

Nei primi mesi di vita il ritmo sonno-veglia è ancora in fase di maturazione e il sonno è distribuito nell’arco delle 24 ore, con frequenti risvegli per mangiare. Per questo motivo non è necessario cercare di imporre al neonato orari rigidi in occasione del cambio dell’ora.

È preferibile continuare a rispondere ai suoi segnali di fame e sonno, mantenendo un ambiente tranquillo e distinguendo gradualmente il giorno dalla notte. Durante il giorno la luce naturale e le normali attività familiari aiutano a fornire riferimenti temporali; la sera, invece, è utile ridurre l’illuminazione e gli stimoli, favorendo un’atmosfera rilassante.

Dai 6 ai 12 mesi: mantenere una routine prevedibile

Intorno ai sei mesi molti bambini iniziano ad avere ritmi di sonno più riconoscibili, anche se le differenze individuali restano ampie e i risvegli notturni sono ancora comuni. Il cambio dell’ora può rendere temporaneamente meno regolari il momento della nanna e quello del risveglio.

Per facilitare l’adattamento, si può modificare gradualmente l’orario della nanna nei giorni precedenti al cambio, spostandolo di circa 10-15 minuti al giorno. Lo stesso principio può essere applicato, per quanto possibile, ai riposini e ai pasti, senza trascurare i segnali di stanchezza del bambino.

Dopo il passaggio all’ora solare è utile mantenere orari relativamente costanti per il risveglio, i sonnellini e il riposo serale. Se il bambino mostra sonnolenza prima del solito, non è necessario forzarlo a restare sveglio: meglio accompagnarlo verso il riposo e lasciare che il suo ritmo si riallinei gradualmente.

Da 1 a 3 anni: piccoli cambiamenti senza forzature

In questa fascia d’età la routine quotidiana assume un ruolo sempre più importante. I bambini possono essere abituati a orari precisi per il risveglio, il sonnellino pomeridiano, i pasti e la nanna serale. Uno spostamento improvviso di un’ora può quindi tradursi in risvegli anticipati, irritabilità o difficoltà ad addormentarsi.

Per ridurre il disagio, nei tre o quattro giorni precedenti al cambio si possono spostare gli orari di circa 10-15 minuti al giorno, adattando progressivamente il momento della nanna e, se possibile, quello del risveglio e dei pasti. Non si tratta di una regola clinica rigida, ma di una strategia pratica per rendere meno brusco il cambiamento.

Anche i rituali serali possono fare la differenza: un bagno, il pigiama, la lettura di una storia o una breve coccola aiutano il bambino a riconoscere che si avvicina il momento di dormire. È preferibile evitare schermi e giochi particolarmente stimolanti prima della nanna, favorendo invece attività tranquille e un ambiente poco illuminato.

Dai 3 ai 6 anni: coinvolgere il bambino nella nuova routine

I bambini in età prescolare possono comprendere più facilmente che gli orari stanno cambiando, ma hanno ancora bisogno di riferimenti concreti e abitudini regolari. Se frequentano la scuola dell’infanzia, inoltre, il risveglio mattutino e gli orari delle attività possono lasciare meno spazio a un adattamento spontaneo.

Nei giorni precedenti al cambio è possibile spostare gradualmente la nanna e il risveglio, mantenendo il più possibile costanti anche i pasti e gli eventuali momenti di riposo. Al mattino, aprire le tende e trascorrere del tempo alla luce naturale aiuta a dare al corpo un segnale chiaro di inizio giornata.

Può essere utile spiegare il cambiamento con parole semplici, senza insistere troppo sull’orologio: per esempio, raccontando che al mattino farà luce prima e che sarà necessario abituarsi a nuovi orari. Un calendario illustrato o una piccola routine visiva possono aiutare i bambini che traggono sicurezza dalla prevedibilità.

Dai 6 anni in su: attenzione agli orari scolastici e agli schermi

Con l’ingresso alla scuola primaria, il sonno deve conciliarsi con gli impegni scolastici, le attività extrascolastiche e, spesso, un maggiore utilizzo di dispositivi elettronici. Il cambio dell’ora può rendere più difficile svegliarsi al mattino o favorire la sonnolenza durante le…


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 Francesca Scarabelli

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