Nei cantieri stradali e autostradali, la
sicurezza si misura anche nella capacità di
gestire condizioni operative che cambiano durante le
lavorazioni. La presenza del traffico veicolare, la
circolazione dei mezzi d’opera e le interferenze tra attività
diverse rendono particolarmente delicata l’organizzazione degli
interventi, soprattutto quando questi devono svolgersi mantenendo
in esercizio parte dell’infrastruttura.
Sono questi i presupposti alla base delle Linee di
indirizzo per la salute e sicurezza nelle attività di potenziamento
e gestione della rete stradale/autostradale, elaborate da
INAIL e Autostrade per l’Italia (ASPI) nell’ambito del protocollo
d’intesa con le organizzazioni sindacali, che raccolgono
l’esperienza maturata nella gestione dei cantieri
infrastrutturali e la traducono in procedure, misure
preventive e strumenti di controllo destinati a chi organizza,
coordina ed esegue le lavorazioni.
Cinque fascicoli tematici in tutto, i primi due dei quali
affrontano l’accesso, l’allestimento e il disallestimento delle
aree di lavoro e lo svolgimento delle attività in cantiere,
soffermandosi su aspetti relativi alla gestione dei rischi,
dall’organizzazione degli spazi alla circolazione dei mezzi, fino
alle verifiche che accompagnano l’esecuzione degli interventi.
Sicurezza nei cantieri stradali e autostradali: rischi e misure di
prevenzione nelle linee di indirizzo INAIL-ASPI
Le pubblicazioni nascono dall’esperienza maturata da INAIL e
ASPI nella gestione della sicurezza dei lavori stradali e
autostradali e valorizzano, insieme alle buone pratiche
internazionali, anche le indicazioni ricavate dall’analisi degli
incidenti e dei mancati infortuni (near miss) ad alto
potenziale, con l’intento di tradurre le conoscenze acquisite in
strumenti utilizzabili nell’organizzazione delle attività.
L’opera si sviluppa attraverso cinque sezioni:
- Sezione A: accesso, allestimento e disallestimento delle aree
di lavoro; - Sezione B: svolgimento dei lavori in cantiere;
- Sezione C: svolgimento dei lavori su strada;
- Sezione D: gestione dei rischi specifici;
- Sezione E: gestione delle emergenze.
La
sezione A, pubblicata nel 2025, e la
sezione B, pubblicata nel maggio 2026,
costituiscono i primi due fascicoli della collana e condividono
un’impostazione orientata al principio del Beyond
compliance, secondo il quale il miglioramento delle condizioni
di sicurezza può essere perseguito anche attraverso standard
organizzativi e misure integrative rispetto ai requisiti minimi
previsti dalla legislazione.
Le indicazioni proposte non sostituiscono gli obblighi stabiliti
dal D.Lgs. n. 81/2008, né le valutazioni dei
rischi e le procedure predisposte per i singoli cantieri, ma
offrono riferimenti tecnici e organizzativi che possono essere
utilizzati per migliorare la gestione delle attività.
Accesso alle aree di lavoro: requisiti per lavoratori, visitatori e
mezzi
La sezione A dedica particolare attenzione all’organizzazione
degli accessi, affrontando le condizioni da verificare prima di
consentire l’ingresso del personale e dei mezzi nelle aree di
cantiere, con riferimento alla formazione dei lavoratori, alla
conoscenza dei rischi specifici, alla disponibilità dei dispositivi
di protezione individuale e alle autorizzazioni previste dal
gestore dell’infrastruttura.
Tra gli strumenti descritti assume rilievo
l’orientamento in cantiere, una sessione
preliminare attraverso la quale il personale viene informato sulle
regole di sicurezza, sulle procedure operative e sui comportamenti
da osservare, comprese le modalità di segnalazione degli incidenti
e dei quasi incidenti, affinché l’accesso alle aree di lavoro
avvenga con un’adeguata conoscenza delle condizioni operative.
La stessa attenzione viene riservata ai visitatori, ai fornitori
e al personale ispettivo, per i quali sono previste procedure di
informazione, identificazione e registrazione, oltre a modalità di
accompagnamento che consentano di gestire la permanenza in cantiere
senza introdurre ulteriori interferenze con le attività in
corso.
Per quanto riguarda i mezzi, le indicazioni si concentrano sulle
condizioni richieste per l’ammissione nelle aree operative,
attraverso verifiche preventive dello stato di manutenzione,
dell’efficienza dei dispositivi di sicurezza e della compatibilità
dei veicoli con le caratteristiche del cantiere.
Allestimento dei cantieri stradali: piano di installazione e
gestione delle interferenze
L’organizzazione delle aree di lavoro rappresenta un altro
elemento centrale della sezione A, che prevede la predisposizione
di un piano di installazione del cantiere nel
quale rappresentare le caratteristiche dell’area, gli accessi, la
viabilità interna, le zone di deposito, i servizi logistici, le
attrezzature e le interferenze presenti, tenendo conto delle
condizioni effettivamente riscontrate al momento della consegna dei
lavori.
Il piano viene considerato un documento complementare e di
dettaglio del Piano operativo di sicurezza (POS),
attraverso il quale sviluppare le scelte organizzative necessarie
per l’allestimento delle aree e verificare che le soluzioni
previste siano compatibili con le caratteristiche dei luoghi e con
le lavorazioni da eseguire.
Particolare rilievo assume la presenza di servizi e
sottoservizi, linee elettriche e altre infrastrutture
potenzialmente interferenti, per i quali viene proposto un
censimento preventivo che individui i tracciati, le caratteristiche
degli impianti, i relativi gestori e le misure di prevenzione e
protezione necessarie.
Il censimento deve essere mantenuto aggiornato durante
l’esecuzione delle opere, soprattutto quando emergano elementi non
individuati nella fase progettuale, rendendo necessario il
coordinamento tra progettisti, direzione lavori, coordinatore per
la sicurezza in fase di esecuzione (CSE), imprese
e gestori dei servizi interessati, anche per valutare l’eventuale
sospensione delle lavorazioni fino alla definizione delle misure
necessarie.
Viabilità nei cantieri stradali: circolazione dei mezzi e rischio
di investimento
Con la sezione B, l’attenzione si sposta sulle attività svolte
all’interno delle aree operative, a partire dall’organizzazione
della viabilità e dalla circolazione dei mezzi, due aspetti che
richiedono una valutazione preventiva delle caratteristiche del
terreno, della portanza delle superfici, delle dimensioni dei
veicoli, dei carichi trasportati e degli spazi disponibili per
effettuare le manovre.
Le linee di indirizzo raccomandano, ove possibile,
l’organizzazione della viabilità interna a senso unico, così da
ridurre le manovre in retromarcia dei mezzi pesanti e limitare le
interferenze con il personale a terra, mentre particolare rilievo
viene attribuito alla separazione dei percorsi pedonali da
quelli carrabili e alla delimitazione delle aree nelle
quali possono verificarsi situazioni di investimento, urto o
schiacciamento.
Per la circolazione dei mezzi operativi vengono indicate misure
che riguardano la limitazione della velocità, l’organizzazione
delle aree di carico e scarico e l’impiego di personale a terra per
assistere le manovre quando le condizioni operative lo richiedano,
considerando anche la visibilità disponibile e la presenza di
lavoratori nelle zone interessate dagli spostamenti.
Il fascicolo…
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