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La poesia diventa materia teatrale, attraversa le lingue, incontra il canto e la musica e prende forma attraverso il corpo, la voce e il movimento. Da domani (lunedì 2) al 16 novembre torna a Portoscuso CREATURE – Un viaggio tra le poesie di Antonella Anedda e Anna Cristina Serra, il progetto di residenza artistica de La Fabbrica Illuminata ETS, ideato da Elena Pau, direttrice artistica dell’associazione, che giunge alla sua seconda annualità nell’ambito di un percorso triennale avviato nel 2025 e destinato a concludersi nel 2027.
Per quindici giorni la Tonnara Su Pranu, uno dei luoghi più rappresentativi della storia e dell’identità di Portoscuso, ospiterà un’esperienza di formazione, ricerca e creazione scenica che coinvolgerà tre giovanissime artiste in residenza, professionisti del teatro e della musica, figure specializzate nella lingua sarda e nella costumistica, associazioni culturali e realtà del territorio. Il lavoro prenderà avvio dalla produzione poetica di due autrici profondamente legate alla Sardegna, Anna Cristina Serra e Antonella Anedda, per esplorare le possibilità espressive della parola quando entra in relazione con altri linguaggi artistici.
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Protagoniste dell’annualità 2026 saranno Vittoria Nicita, Rita Scanu e Licia Sulas, impegnate in un percorso articolato in due segmenti, ciascuno dedicato a una delle due poetesse. La prima fase, dal 2 all’8 novembre, si concentrerà sui testi di Anna Cristina Serra e si concluderà domenica 8 novembre con la restituzione scenica Bentu de Mari, per la regia di Salima Balzerani. La seconda, dal 9 al 15 novembre, sarà dedicata alla poesia di Antonella Anedda e culminerà domenica 15 novembre in Bentu Fridu, con la regia di Miana Merisi. Entrambe le restituzioni sceniche si avvarranno del contributo musicale di Annalisa Mameli e Corrado Aragoni. Gli orari saranno comunicati successivamente
I due appuntamenti si svolgeranno nella Sala Corpus della Tonnara Su Pranu, con ingresso gratuito e senza obbligo di prenotazione. Gli orari saranno comunicati successivamente.
L’intero progetto è concepito come un’esperienza aperta anche alla comunità. Tutte le attività sono gratuite e non richiedono prenotazione: sarà possibile partecipare ai laboratori come uditori, entrando in contatto con le metodologie di lavoro dei professionisti coinvolti e seguendo da vicino le differenti fasi della creazione teatrale.
🟡 Due voci poetiche tra lingua sarda e italiana 🟡
Il punto di partenza di CREATURE è il confronto tra due esperienze poetiche differenti, accomunate da una relazione profonda con la Sardegna, con la memoria e con le possibilità espressive del linguaggio. La scelta di accostare Anna Cristina Serra e Antonella Anedda permette di sviluppare una ricerca sul rapporto tra lingua sarda e italiana, non soltanto dal punto di vista letterario, ma anche attraverso la dimensione sonora, ritmica e interpretativa della parola.
Anna Cristina Serra, originaria di San Basilio, scrive in lingua sarda e traduce personalmente i propri componimenti in italiano. La sua produzione poetica attribuisce particolare rilievo alla musicalità dei versi e alla relazione tra parola, memoria, natura e tradizione orale. Il lavoro della prima settimana prenderà in esame testi della raccolta Luna cantadora, pubblicata nel 2010, indagando il modo in cui il ritmo della lingua e la forza evocativa delle immagini possano diventare elementi di una costruzione scenica.
Antonella Anedda, nata a Roma e legata alla Sardegna attraverso le proprie origini familiari, sviluppa una ricerca poetica prevalentemente in lingua italiana, nella quale trovano spazio anche componimenti in sardo. La sua scrittura attraversa temi come la memoria, l’assenza, il silenzio, il rapporto con i luoghi e la dimensione dell’identità. Nella seconda parte della residenza saranno affrontati testi tratti da Salva con nome, pubblicato da Mondadori nel 2012, attraverso un percorso di interpretazione e rielaborazione teatrale.
L’obiettivo non è adattare alla scena un testo drammaturgico già esistente, ma partire dalla poesia per costruire una forma espressiva nuova. Il verso scritto diventa così materiale da esplorare attraverso la voce, il gesto, il canto e la composizione musicale, in un processo nel quale ciascuna disciplina contribuisce alla definizione della drammaturgia.
La presenza di due autrici che si rapportano in maniera differente alla lingua sarda e all’italiano offre inoltre l’occasione per approfondire il valore culturale e artistico del bilinguismo. Le differenze di sonorità, ritmo, struttura e significato non saranno considerate semplici caratteristiche linguistiche, ma elementi capaci di orientare il lavoro delle interpreti e la costruzione delle due restituzioni.
🟡 Tre artiste e un percorso di formazione interdisciplinare 🟡
Le tre artiste selezionate per la seconda annualità, Vittoria Nicita, Rita Scanu e Licia Sulas, saranno al centro dell’intero processo creativo. La residenza offrirà loro la possibilità di confrontarsi quotidianamente con differenti metodologie di lavoro, sviluppando competenze che attraversano recitazione, interpretazione poetica, canto, movimento scenico e relazione con la musica.
La partecipazione delle tre artiste si realizza attraverso la collaborazione con Qibu, Associazione Viamentana Teatro e Compagnia B, i tre organismi che partecipano al progetto e ne curano i rispettivi rapporti professionali con le interpreti.
La struttura della residenza privilegia un’esperienza intensiva nella quale l’attività formativa e quella performativa procedono parallelamente. Le artiste saranno chiamate a lavorare sui materiali poetici, sperimentare differenti soluzioni interpretative e contribuire alla costruzione delle due restituzioni pubbliche, attraverso un confronto costante con i tutor.
Il progetto intende così offrire un’occasione di crescita personale e professionale, fondata non soltanto sull’acquisizione di tecniche specifiche, ma anche sulla possibilità di sperimentare concretamente il processo di creazione di un’opera scenica, dalla lettura iniziale dei testi fino all’incontro con il pubblico. La scelta di rivolgersi a giovani artiste risponde inoltre alla volontà di incentivare il ricambio generazionale nel teatro, favorendo la formazione e l’inserimento di nuove leve attraverso un’esperienza diretta di ricerca e pratica performativa.
🟡 Recitazione, canto, musica e costume: i professionisti coinvolti 🟡
Il percorso formativo sarà affidato a un gruppo di professionisti provenienti da differenti ambiti delle arti performative, chiamati a lavorare in stretta relazione tra loro.
Il laboratorio di recitazione sarà condotto da Salima Balzerani nella prima settimana e da Miana Merisi nella seconda. Le due attrici guideranno il lavoro delle artiste attraverso differenti approcci all’interpretazione, alla presenza scenica e alla relazione tra parola e movimento. Balzerani curerà inoltre la regia di Bentu de Mari, mentre Merisi firmerà quella di Bentu Fridu.
Il lavoro sul canto e sulla musica sarà affidato alla cantante Annalisa Mameli e al pianista e compositore Corrado Aragoni, professionisti dell’associazione OfficinAcustica ETS, coinvolti in entrambe le fasi della residenza e nella realizzazione dei due esiti scenici. La componente musicale non sarà concepita come…
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