Due rapine nelle tabaccherie di Corigliano e Rossano, una pistola confrontata con quella sequestrata nell’indagine sull’omicidio Aquino, messaggi e dichiarazioni degli indagati. Poi il percorso di Francesco Cufone, che decide di parlare con i magistrati, fornisce indicazioni sul gruppo di Francesco Le Pera e infine ritratta. Il giorno successivo, il 15 giugno 2023, muore suicida nel carcere di Taranto.

Le carte dell’inchiesta ricostruiscono insieme le azioni del gennaio 2022 e quanto sarebbe avvenuto durante la detenzione di Cufone: le aspettative di sostegno economico, il progetto di cambiare vita, i timori manifestati dalla compagna e le pressioni che, secondo gli investigatori, avrebbero accompagnato il suo ripensamento.

La ritrattazione è parte della vicenda e della valutazione delle sue dichiarazioni. Gli inquirenti ritengono che i precedenti racconti conservino attendibilità per i riscontri raccolti e leggono la scelta di negarli alla luce delle conversazioni carcerarie e dei contatti esterni.

Le indagini sull’omicidio Aquino e il riesame delle rapine

Le prime indagini sulle rapine non avevano consentito di identificarne gli autori. Una nuova ricostruzione prende forma nel procedimento sull’omicidio di Pasquale Aquino, ucciso il 3 maggio 2022 a Schiavonea.

Gli investigatori tornano sui filmati, confrontano corporature, vestiti e armi e li affiancano alle comunicazioni recuperate dai telefoni. Il gruppo sul quale si concentra l’attenzione è quello di Le Pera, condannato di recente in Corte d’Assise a Cosenza.

Nel dicembre 2022 vengono eseguite le misure cautelari di quel procedimento. Manuel Intrieri rende dichiarazioni spontanee, nelle quali affronta anche le rapine; durante l’interrogatorio di garanzia si avvale invece della facoltà di non rispondere. Nei mesi successivi Cufone chiede di essere interrogato e avvia il proprio percorso dichiarativo.

Il 4 gennaio: il rapinatore con il giubbotto rosso

La prima rapina viene commessa il 4 gennaio 2022, intorno alle 20.15, in una tabaccheria di Corigliano. Un uomo con il volto coperto entra, punta una pistola verso il bancone e pretende l’incasso. Il bottino viene quantificato nella contestazione in 750 euro, mentre nella denuncia iniziale le vittime ne avevano fornito una stima inferiore.

I testimoni descrivono un giovane di corporatura snella, alto circa un metro e sessantacinque o settanta. Le telecamere mostrano un giubbotto rosso leggero, il cappuccio e un passamontagna. Uno dei presenti lo ricorda impacciato, tanto da non accorgersi delle banconote rimaste sul banco. Durante la fuga una dipendente gli scaglia contro un fumetto.

Gli investigatori confrontano il giubbotto con quello indossato da Le Pera in fotografie recuperate dal telefono e con un capo ripreso nell’indagine Aquino. Esaminano anche la pistola visibile nel filmato, rilevando caratteristiche comuni con una Bernardelli modello 60 calibro 7,65, sequestrata nell’agosto 2022 e indicata tra le armi utilizzate per l’omicidio.

Per la rapina, il collegamento con quell’arma viene prospettato attraverso il confronto delle immagini e delle caratteristiche esteriori: dimensioni, forma e colore, compresa una riverniciatura. Gli accertamenti sui luoghi non restituiscono impronte o tracce utili.

I messaggi sui soldi e sullo scooter

Nei giorni precedenti, Le Pera e un ragazzo allora minorenne si scambiano messaggi su denaro da consegnare e impegni da rispettare. Nella notte del 4 gennaio compare anche il riferimento alla ricerca di uno scooter.

Gli inquirenti accostano queste comunicazioni alla ricostruzione della rapina. Rilevano però che per Le Pera non risulta traffico telefonico in orari prossimi o compatibili con il colpo. Per l’altro indagato vengono invece individuati collegamenti a celle prima e dopo l’azione.

Nelle dichiarazioni rese all’arresto, Intrieri attribuisce a Le Pera l’ingresso nella tabaccheria e al ragazzo il compito di guidare il motociclo. Le conclusioni cautelari ricostruiscono per quest’ultimo una funzione di appoggio.

L’11 gennaio: tre uomini nella tabaccheria di Rossano

Il secondo episodio risale all’11 gennaio 2022, in contrada Ciminata. Tre uomini con il volto coperto attraversano la strada dall’uliveto antistante e irrompono in una tabaccheria. L’azione, ripresa dal sistema di videosorveglianza, dura circa un minuto.

Due impugnano pistole; il terzo non appare armato. Vengono sottratti seicento-settecento euro e alcune stecche di sigarette, poi i rapinatori fuggono verso la campagna.

Il titolare fornisce indicazioni sugli indumenti, sulle corporature e sul colore degli occhi di uno degli aggressori. Gli investigatori confrontano quei particolari con le persone individuate nel procedimento. Anche in questo caso una delle pistole viene accostata, per le caratteristiche visibili, alla Bernardelli sequestrata.

Un ulteriore riscontro viene ricercato nei pantaloni recuperati durante una perquisizione. Nel maggio 2023 gli indumenti vengono fotografati e confrontati con le immagini della rapina, rilevando somiglianze e macchie in posizioni corrispondenti. Gli atti danno conto anche del lungo intervallo tra il colpo e il sequestro.

«Ma dove siete?»: le comunicazioni dopo il colpo

La sera dell’11 gennaio Le Pera cerca aggiornamenti. Nella trascrizione della pg compare la domanda: «Ma dove siete? Non sappiamo niente cosa avete fatto?».

L’interlocutore risponde più tardi che è tutto a posto, ma che non sono contenti, e invita a rimandare la conversazione a un incontro di persona. Le Pera insiste sull’esito e sul denaro. Nell’ultimo scambio il ragazzo dice di non sapere dove si trovi.

Gli investigatori collegano il dialogo al bottino e alla fuga nella campagna. Le comunicazioni del giorno precedente vengono inoltre lette come elementi di una possibile preparazione del raid, inizialmente previsto per il 10 gennaio e poi rinviato.

I tabulati vengono esaminati insieme alle chat. Per Antonio Martino, detto “Bullone”, viene rilevata un’assenza di traffico tra il tardo pomeriggio e le 22.29; per Intrieri vengono ricostruiti contatti e collegamenti a celle dell’area. Sul suo telefono risultano inoltre consultati articoli dedicati alle due rapine.

Le dichiarazioni spontanee di Intrieri

Il racconto di Intrieri attribuisce al colpo di Rossano una composizione diversa da quello di Corigliano. Sostiene di aver partecipato insieme a Martino e al ragazzo minorenne, mentre Le Pera avrebbe organizzato l’azione senza entrare nella tabaccheria.

Secondo la sua versione, Le Pera avrebbe procurato l’auto per accompagnarli e consegnato due pistole. Intrieri riferisce che lui e il ragazzo erano armati, mentre Martino non lo era; indica i colori dei giubbotti e racconta che, dopo la rapina, erano rientrati a piedi e avevano bruciato gli indumenti.

Il motivo sarebbe stato il bisogno di denaro per pagare debiti legati agli stupefacenti. Il successivo esercizio della facoltà di non rispondere viene riportato nella ricostruzione come passaggio distinto dalle dichiarazioni spontanee.

Cufone: i riconoscimenti e i limiti inizialmente dichiarati

Cufone viene interrogato il 6 marzo 2023. In un primo momento dice di non poter fornire informazioni utili sulle rapine del gennaio 2022 e manifesta un sospetto sul coinvolgimento dei ragazzi di Le Pera. Davanti alle fotografie, però, indica le persone che ritiene di riconoscere.

Nel successivo interrogatorio del 4…


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 Antonio Alizzi

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