Cinquantasei milioni di perdita nel 2024, altri 26,4 milioni nel 2025 nonostante i contributi straordinari degli enti pubblici, circa 190 turni di guida in meno (il 10% rispetto al 2025) con il nuovo orario invernale e una procedura di risanamento che nelle prossime settimane dovrà superare il passaggio decisivo dell’accordo con i creditori e dell’omologa del Tribunale.

È il quadro emerso dalla lunga commissione consiliare dedicata alla crisi di AMT, proseguita tra mattina e pomeriggio nella Sala Rossa di Palazzo Tursi e destinata a essere nuovamente aggiornata. Una seduta nella quale amministrazione, vertici aziendali, sindacati, associazioni dei consumatori e opposizioni hanno messo sul tavolo numeri, responsabilità e incognite di una crisi che si trascina ormai direttamente sul servizio offerto ai cittadini.

Da una parte la giunta rivendica di avere imboccato una strada che dovrebbe consentire di evitare il fallimento, mantenere AMT pubblica e riportare progressivamente i conti verso l’equilibrio. Dall’altra restano i nodi del servizio che partirà il 14 settembre, della riduzione delle corse, della carenza di autisti e mezzi, dei costi crescenti e soprattutto della sostenibilità finanziaria dell’azienda una volta conclusa la Composizione Negoziata della Crisi.

Terrile: “56 milioni di perdita nel 2024, 26,4 nel 2025”

A ricostruire per primo il quadro economico è stato il vicesindaco Alessandro Terrile. “Il bilancio di AMT 2024 ha numeri definitivi che registrano un risultato negativo con una perdita di 56 milioni di euro, mentre il bilancio 2025 riporta perdite per 26,4 milioni”, ha spiegato.

Il bilancio 2024 non è ancora arrivato all’approvazione dell’assemblea proprio perché la continuità aziendale resta legata al buon esito della ristrutturazione del debito. “In assenza dell’accordo con i creditori, che consente un notevole risparmio attraverso la falcidia del 50% dei chirografari, è in dubbio la continuità aziendale. Contiamo entro la fine di settembre di raggiungere le percentuali necessarie, il 60% in ogni classe e il 60% complessivo dei creditori, per chiedere al Tribunale di Genova l’omologa degli accordi”.

La riduzione della perdita nel 2025, ha ricordato Terrile, è arrivata anche grazie agli interventi straordinari degli enti: 7,5 milioni dal Comune di Genova e circa 12-13 milioni dalla Regione Liguria, dopo che il collegio sindacale aveva formalmente segnalato lo stato di crisi.

Il vicesindaco ha difeso il percorso avviato dall’amministrazione: “Non confondiamo i pompieri con chi ha appiccato l’incendio. Siamo stati chiamati a gestire una crisi economica subito dopo il nostro insediamento. Siamo convinti che nel mese di novembre chiuderemo la composizione negoziata, rimetteremo in piedi l’azienda, salveremo il lavoro di 3.000 dipendenti e consentiremo ad AMT di continuare a investire”.

Secondo Terrile, al 30 giugno l’azienda sarebbe ormai vicina al pareggio: “Passare da una perdita di 4,5 milioni al mese nel 2024 a essere vicini al pareggio significa che AMT è un’azienda capace di uscire dalla crisi”.

Chilometri oltre contratto e corrispettivi fermi

Uno dei punti centrali del piano di ristrutturazione è l’aumento strutturale dei corrispettivi dei contratti di servizio, per circa 20,7 milioni.

Terrile ha insistito sulla sottocompensazione che negli anni avrebbe progressivamente appesantito i conti dell’azienda.

Nel 2024, secondo i dati illustrati in commissione, AMT ha percorso nell’extraurbano 10 milioni 369mila chilometri contro gli 8 milioni 500mila previsti dal contratto, quasi il 22% in più. Nel bacino urbano i chilometri prodotti sono stati 26 milioni 156mila contro 23 milioni 260mila contrattualizzati, il 12,45% in più. “Chi glieli ha pagati questi chilometri? Nessuno”, ha detto Terrile, ricordando anche come i corrispettivi versati dai Comuni siano rimasti sostanzialmente fermi ai livelli del 2014.

Oggi, ha aggiunto, il Comune di Genova arriva a impiegare complessivamente circa 37 milioni di euro sul servizio, mentre dagli altri Comuni della provincia arrivano poco più di 3 milioni.

Il problema diventa particolarmente evidente sull’extraurbano: “Parliamo di quasi 30 milioni di sottocompensazione sull’extraurbano e di circa 5 milioni sulla Genova-Casella. Se dovessimo semplicemente spalmarli sui Comuni, dovremmo chiedere loro cifre impossibili”.

Da qui la scelta di un aumento dei contributi nell’ordine del 20%, escludendo però, secondo il vicesindaco, qualsiasi ipotesi di scaricare integralmente sui Comuni il peso accumulato negli anni. “Se gli enti pubblici si fossero comportati negli anni scorsi come Comune e Regione si stanno comportando dal giugno 2025 a oggi, AMT non avrebbe queste difficoltà”, ha sostenuto Terrile.

Bianchi (Orsa): “Debiti da 93 a 316 milioni mentre i bilanci erano in utile”

Sul fronte sindacale, uno degli interventi più dettagliati è arrivato da Alessandro Bianchi di Orsa Tpl, che ha ricostruito i numeri dei bilanci precedenti alla crisi. “Nel 2019 AMT chiude con un utile di circa 97mila euro, nel 2020 di 5mila, nel 2021 di 201mila, nel 2022 di 189mila e nel 2023 di 267mila. Per cinque esercizi consecutivi il bilancio civilistico presenta un risultato positivo. Ma contemporaneamente l’esposizione debitoria cresce in modo esponenziale”.

Secondo i dati illustrati da Bianchi, il debito complessivo sarebbe passato da circa 93 milioni nel 2019 a 114 nel 2020, 236 nel 2021, 297 nel 2022 e 316 milioni nel 2023. “Com’è possibile avere bilanci civilistici positivi e contemporaneamente una struttura debitoria che cresce così rapidamente? Un conto economico positivo non significa che la situazione finanziaria sia sana”.

Il punto di rottura arriva quindi nel 2024 con i 56 milioni di perdita e un deficit patrimoniale indicato in 37,55 milioni.

Bianchi ha invitato anche a non individuare una causa unica nella gratuità introdotta negli anni scorsi: “La gratuità è una scelta politica e sociale legittima, ma se la politica decide che determinate categorie viaggiano gratis, il minor ricavo deve essere coperto con risorse pubbliche certe, adeguate e strutturali. Non può diventare un costo incapsulato nel bilancio dell’azienda”.

Il rappresentante di Orsa ha quindi richiamato la scadenza delle misure protettive concesse nell’ambito della Composizione Negoziata della Crisi, prorogate fino al 21 ottobre. “Il 21 ottobre non è una data qualsiasi. La domanda vera è: cosa succede il 22 ottobre? Stipendi, occupazione e potere d’acquisto dei lavoratori non possono diventare la variabile di aggiustamento del dissesto”.

Berruti: “O l’accordo omologato o la procedura concorsuale”

La delicatezza del passaggio è stata confermata dal presidente di AMT Federico Berruti, che ha indicato con chiarezza i due possibili scenari. “O si esce dalla procedura arrivando a un accordo di ristrutturazione omologato dal Tribunale, tornando in bonis, salva anche se non ancora sana, oppure lo sbocco sarà la procedura concorsuale con la liquidazione giudiziale, dove il servizio verrebbe inevitabilmente falcidiato”.

Berruti è tornato anche sulle modalità con cui durante l’estate erano stati prospettati i tagli a linee e corse, dopo le proteste arrivate dai territori. “Mi sono reso conto che i modi, i tempi e lo stile con cui abbiamo prospettato questa manovra hanno aggiunto un problema relazionale. La responsabilità…


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 Isabella Rizzitano – Federico Antonopulo

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