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Ecco gli investitori che scommettono sulle startup deep tech in Italia e in Europa


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Dall’intelligenza artificiale al quantum computing, dalla robotica alle nanotecnologie: investire nelle startup che sviluppano queste tecnologie richiede competenze specifich. Vediamo quali sono sono i principali fondi deep tech attivi in Italia e in Europa

Pubblicato il 3 nov 2026


Valentina Neri

Giornalista



Punti chiave

  • Il deep tech nasce da scoperte scientifiche e progressi ingegneristici, includendo Intelligenza artificiale, biotecnologie, nanotecnologie, robotica, energie rinnovabili e quantistica.
  • Investire nel deep tech richiede competenze per valutare tecnologie immature, accettare tempi lunghi e incertezza; investitori specializzati accompagnano dal laboratorio alla produzione industriale.
  • Numerosi fondi italiani ed europei finanziano seed, early stage e growth, offrendo capitale, network, laboratori, incubatori e supporto all’industrializzazione delle startup deep tech.
Riassunto generato con AI




Intelligenza artificiale, biotecnologie, nanotecnologie, robotica, energie rinnovabili e quantistica: sono alcuni degli ambiti del deep tech, l’innovazione che nasce da scoperte scientifiche e progressi ingegneristici.

Investire nelle startup che sviluppano queste tecnologie richiede competenze specifiche: bisogna saperne valutare il potenziale quando le applicazioni commerciali sono ancora da dimostrare, accettando tempi lunghi e risultati incerti.

A farlo sono investitori specializzati, che possono accompagnare le imprese dal laboratorio alla produzione industriale. Ecco i principali fondi deep tech in Italia e in Europa, con le società che li gestiscono e le aziende su cui hanno investito.

Amadeus Capital Partners

Amadeus Capital Partners viene fondata nel 1997 da Anne Glover e Hermann Hauser. È uno degli operatori storici del deep tech britannico ed europeo, con investimenti dalla fase seed alla crescita. Dalla nascita ha raccolto oltre 1,3 miliardi di dollari, finanziato più di 200 società e accompagnato 17 IPO.

Le tre aree della strategia sono Intelligence, che comprende IA, computing e tecnologie quantistiche, Human, dedicata a salute e medicina, e Planet, per energia, sostenibilità, nuovi materiali e applicazioni spaziali. Riverlane, Quibim, SandboxAQ, SLAMcore ed Epoch Biodesign sono alcune delle società finanziate. Tra le exit ci sono Solexa, acquisita da Illumina, e FiveAI, acquisita da Bosch. CSR è stata invece quotata e successivamente acquisita da Qualcomm.

Con APEX Venture, Amadeus Capital Partners ha inoltre avviato l’Amadeus APEX Technology Fund, dedicato al deep tech europeo soprattutto in Germania, Austria e Svizzera. Nel 2023 il veicolo aveva raggiunto 28 milioni di euro al primo closing, su un obiettivo di 80 milioni.

Deep Blue Ventures – Deep Ocean Capital SGR

Deep Blue Ventures viene lanciato nel giugno 2023 da Deep Ocean Capital SGR, con sede a Roma. Alla guida ci sono i cofondatori Emilia Garito, presidente, e Domenico Nesci, amministratore delegato. Paolo Cellini è chief investment officer.

Il fondo investe nelle fasi seed ed early stage e in selezionate operazioni di serie A, con un mandato deep tech che comprende aerospazio, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, salute e sostenibilità. Ha realizzato un primo closing di 40,8 milioni di euro su un obiettivo di 70 milioni, con il sostegno di FEI e CDP Venture Capital. Il fondo collabora con Leonardo, Agenzia spaziale europea (ESA), Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), Istituto italiano di tecnologia (IIT) e I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino.

Il portafoglio comprende InSilicoTrials, INTA Systems, PhotonPath, Genoa Instruments, AIKO, Fluid Wire Robotics, AI4IV, Random Power, K3RX, OhmSpace e UpSurgeOn. Il modello Deep Tech Factory affianca all’investimento una rete di venture builder, acceleratori e incubatori, per accompagnare la trasformazione della ricerca in prodotti e imprese.

Elaia e Deep Tech Seed 3

Elaia nasce a Parigi nel 2002, fondata da Xavier Lazarus e Philippe Gire. Lazarus è managing partner insieme ad Anne-Sophie Carrese e Pauline Roux. Il gestore investe in tecnologie digitali e deep tech, dalle prime fasi di sviluppo alla crescita. Elaia ha superato un miliardo di euro in gestione e nel 2026 Lazard è salita al 51% del capitale.

La strategia deep tech si sviluppa attraverso collaborazioni con PSL, INRIA, CNRS, Barcelona Supercomputing Center e Max Planck Foundation, che favoriscono l’accesso ai progetti nati dalla ricerca. Elaia ha investito in Alice & Bob, Aqemia, Proxima Fusion, Dexory e SandboxAQ, presenti nel suo portafoglio. Tra le exit ci sono Mablink Bioscience, acquisita da Eli Lilly, e Gleamer, acquisita da RadNet.

Nel marzo 2026 Deep Tech Seed 3 ha chiuso la raccolta a 134 milioni di euro, con investimenti previsti da uno a 13 milioni per società nelle fasi pre-seed e seed. Al closing aveva già finanziato 11 aziende.

Eureka! Fund I e Fund II – Eureka! Venture SGR

Fondata nel 2019 da Anna Amati e Stefano Peroncini, Eureka! Venture SGR investe in startup e spin-off provenienti dalle università e dai centri di ricerca, con una specializzazione nelle tecnologie deep tech. La SGR conta complessivamente 130 milioni di euro gestiti e 35 società partecipate, distribuiti tra le diverse strategie. Del team di investimento fanno parte anche Massimo Gentili e Anna Tampieri.

Il primo fondo, Eureka! Fund I – Technology Transfer, è diventato operativo nel 2020 con un primo closing di 38 milioni di euro, sostenuto da FEI, CDP e Compagnia di San Paolo. Investe nelle fasi proof-of-concept, seed e serie A, soprattutto nei materiali avanzati e nelle applicazioni della scienza e dell’ingegneria dei materiali. Il suo portafoglio comprende BeDimensional, Caracol, Planckian, Phononic Vibes, WISE, INTA Systems, Novac e Astradyne.

Nel settembre 2026 è stato lanciato Eureka! Fund II – Deep Tech Lazio, con un primo closing di circa 20 milioni di euro, di cui 16 impegnati da Lazio Innova. Il secondo fondo amplia il raggio d’azione verso industrializzazione, transizione energetica, economia circolare, mobilità e tecnologie per sicurezza e difesa.

Faber e Faber Tech III

Faber nasce nel 2013, con sede a Lisbona. Alexandre Barbosa è managing partner e Sofia Santos è partner. La strategia deep tech comprende due aree principali: scienza applicata e trasformazione digitale, clima e tecnologie oceaniche. Il gestore investe soprattutto nell’Europa meridionale, con primi ticket fino a 2,5 milioni di euro.

Il portafoglio storico comprende 66 società, tra cui Sword Health, Unbabel, Smartex, Mitiga, Luminate Medical e MicroHarvest. In generale, gli investimenti spaziano dalle infrastrutture spaziali alla progettazione di enzimi, dai materiali sostenibili all’IA applicata alla ricerca biologica. Tra le operazioni recenti, ATMOS Space Cargo, ISPTech, Biographica e Zymvol.

A novembre 2024 Faber Tech III ha annunciato un primo closing di 31 milioni di euro, su un obiettivo di 60 milioni, con il sostegno di FEI, NATO Innovation Fund e Caixa Capital. L’attenzione al Sud Europa…


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