Nelle cooperative sociali il numero dei soci volontari non può superare il 50% del numero complessivo dei soci. Il limite, stabilito dall’art. 2, comma 2, della legge 8 novembre 1991, n. 381, riguarda la composizione della compagine sociale: non si calcola sul numero dei soli soci lavoratori, sul personale dipendente o sulle ore di attività prestate. Poiché i volontari sono compresi nel totale dei soci, la regola equivale a richiedere che il loro numero non ecceda quello degli altri soci. Alla soglia quantitativa si affiancano ulteriori vincoli: la gratuità delle prestazioni, la loro complementarità nei servizi contrattualizzati con le amministrazioni pubbliche e, secondo l’indirizzo ministeriale del 2023, il divieto che i soci volontari costituiscano la maggioranza del consiglio di amministrazione. Si tratta di condizioni distinte, che devono essere verificate separatamente.
Consiglio: il volume “Operazioni straordinarie”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon, propone un vademecum operativo e sistematico dedicato alle operazioni straordinarie di trasformazione, fusione e scissione, con particolare attenzione agli aspetti di maggiore impatto per l’attività notarile e per l’operatore del diritto societario.

Operazioni straordinarie
Il volume propone un vademecum operativo e sistematico dedicato alle operazioni straordinarie di trasformazione, fusione e scissione, con particolare attenzione agli aspetti di maggiore impatto per l’attività notarile e per l’operatore del diritto societario.
L’opera integra in modo organico disciplina codicistica, prassi applicativa e orientamenti notarili, offrendo soluzioni concrete alle numerose questioni che, nella pratica professionale, risultano prive di una risposta normativa espressa. La trattazione è costruita secondo il principio di continuità, comune denominatore delle operazioni straordinarie, e accompagna il lettore lungo tutte le fasi procedimentali, dalla documentazione alle tutele dei creditori, fino alla determinazione del capitale sociale post-operazione.
La teoria è costantemente tradotta in esempi pratici, schemi operativi e formule redazionali, rendendo il volume uno strumento di consultazione immediata e di lavoro quotidiano.
Contenuti principali
- Trasformazione omogenea progressiva e regressiva, ed eterogenea
- Fusione: procedimento, capitale post fusione, tutela dei creditori e fusioni semplificate
- Fusione con indebitamento (LBO) e profili di compatibilità normativa
- Scissione proporzionale, non proporzionale e asimmetrica
- Operazioni “negative” e trattamento del disavanzo
- Scissione mediante scorporo, disciplinata dal nuovo art. 2506.1 c.c.
- Ampio richiamo a massime notarili, prassi e orientamenti interpretativi
Perché acquistarlo
- Approccio pratico-operativo, pensato per la redazione degli atti e la consulenza
- Analisi approfondita delle fattispecie più complesse e ricorrenti
- Integrazione tra teoria, prassi notarile e profili contabili essenziali
- Struttura chiara e sistematica, ideale anche come strumento di aggiornamento
- Supporto concreto all’attività professionale in ambito societario
Autori
Antonio D’Amico – Notaio in Milano, docente e cofondatore della Scuola Notarile D’Amico Bellucci
Sara Orlando – Dottore di ricerca in Studi giuridici comparati ed europei, con esperienza accademica e notarile
Contenuti online
Con l’acquisto del volume è incluso l’accesso a contenuti digitali di approfondimento, disponibili sulla piattaforma Maggioli Cloud.
Uno strumento indispensabile per affrontare con sicurezza e metodo le operazioni straordinarie nella pratica professionale.
Leggi descrizione
Sara Orlando, Antonio D’Amico,, 2026, Maggioli Editore
26.00 €
24.70 €
Operazioni straordinarie
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Antonio D’Amico – Notaio in Milano, docente e cofondatore della Scuola Notarile D’Amico Bellucci
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La figura del socio volontario nella cooperazione sociale
La presenza dei soci volontari esprime una peculiarità della cooperazione sociale: la possibilità di integrare l’organizzazione imprenditoriale con la partecipazione di persone che contribuiscono gratuitamente al perseguimento dell’interesse generale della comunità. L’art. 2, comma 1, della legge n. 381 del 1991 consente agli statuti delle cooperative sociali di prevedere questa categoria accanto ai soci contemplati dalla normativa cooperativa. La figura è ammessa tanto nelle cooperative che gestiscono i servizi individuati dall’art. 1, comma 1, lettera a), quanto in quelle finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate ai sensi della lettera b).
La presenza dei volontari è eventuale. La legge non impone una quota minima né richiede che ogni cooperativa sociale ne abbia almeno uno. Quando questa forma di partecipazione è prevista e concretamente utilizzata, devono però essere rispettate le condizioni della disciplina speciale, a partire dall’iscrizione in un’apposita sezione del libro dei soci.
Il volontario non è semplicemente un lavoratore che rinuncia al compenso. La sua partecipazione ha una specifica funzione solidaristica. La nota del Ministero delle imprese e del made in Italy del 3 aprile 2023, prot. n. 104669, distingue il socio volontario, che concorre al perseguimento dello scopo sociale, dal socio cooperatore, nella cui sfera giuridico-economica si produce il vantaggio mutualistico derivante dallo scambio con la cooperativa. Tale distinzione assume particolare rilievo nella composizione dell’organo amministrativo.
La soglia legale e il corretto denominatore
L’art. 2, comma 2, della legge n. 381 del 1991 dispone:
«I soci volontari sono iscritti in un’apposita sezione del libro dei soci. Il loro numero non può superare la metà del numero complessivo dei soci».
La disposizione individua con precisione il denominatore: il numero complessivo dei soci della cooperativa. Non è quindi corretto affermare che i soci volontari possano essere, al massimo, la metà dei soci lavoratori. Questa formulazione introduce un parametro diverso e, in una cooperativa composta soltanto da lavoratori e volontari, conduce a un limite più restrittivo di quello legislativo.
Il significato della norma può essere espresso senza ricorrere a formule: i soci volontari possono essere numericamente pari agli altri soci, ma non possono superarli. La parità è ammessa perché il divieto riguarda una presenza superiore alla metà della compagine, non una presenza pari alla metà.
Una cooperativa composta da otto soci può quindi avere quattro soci volontari e quattro appartenenti alle altre categorie. Se il totale è di nove soci, i volontari possono essere al massimo quattro: la presenza di cinque volontari supererebbe la metà della compagine. Quando il totale è dispari, il massimo ammissibile corrisponde pertanto alla metà arrotondata per difetto.
Occorre distinguere il calcolo su una compagine già definita dalla progettazione di un suo ampliamento. Se rimane fermo il numero degli altri soci, il massimo…
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Alex Veronese
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