Ancona, 2 novembre 2026 – Conoscere le imprese significa conoscere il territorio, la sua capacità produttiva, la sua storia e le prospettive di sviluppo. È in questa direzione che si inserisce il lavoro portato avanti dalla Fondazione Aristide Merloni, che dal 1986 raccoglie, analizza e interpreta i bilanci delle principali aziende marchigiane. Un’attività di ricerca sistematica che, nel corso di quasi quarant’anni, ha permesso di costruire un archivio economico-finanziario di oltre cinquecento imprese operanti nelle Marche. Un patrimonio informativo prezioso, perché consente di osservare da vicino l’evoluzione del sistema industriale regionale, individuando le aziende che ne rappresentano i principali protagonisti. Ogni anno questo lavoro confluisce nella Classifica delle principali imprese marchigiane, realizzata con il contributo scientifico del Dipartimento di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche. La graduatoria, accompagnata dall’analisi degli andamenti economici e finanziari, offre una fotografia aggiornata della struttura produttiva regionale. In occasione del trentennale dell’iniziativa, l’intero archivio è stato digitalizzato e reso consultabile online, permettendo di esplorare le classifiche anche attraverso selezioni per anno, provincia e settore. La classifica 2025, aggiornata al 30 ottobre 2026, permette di andare oltre la graduatoria regionale e osservare da vicino le prime dieci aziende di ciascuna provincia, mettendo in evidenza le diverse vocazioni economiche che caratterizzano il territorio marchigiano.

Il lavoro della Fondazione Aristide Merloni dal 1986 raccoglie, analizza e interpreta i bilanci delle principali aziende marchigiane

Ancona: il motore industriale e commerciale delle Marche

La provincia di Ancona si conferma uno dei principali motori economici della regione, con 170 imprese presenti nella graduatoria e un sistema produttivo particolarmente diversificato. Accanto alla grande industria, trovano spazio il settore farmaceutico, l’alimentare, l’energia e la distribuzione commerciale. A guidare la classifica provinciale è Ariston Group, che fattura 2 miliardi e 700 milioni, crescendo del 2,8% rispetto al 2024 (quando si era fermata a 2,63 miliardi): l’utile è stato di 132,5 milioni di euro, pari a un guadagno netto di quasi il 5% sul totale delle vendite. Al secondo posto si colloca A.C.R.A.F., realtà farmaceutica che raggiunge 895,6 milioni, in salita dell’1,1% rispetto agli 886,2 milioni del 2024, con un utile di 146,8 milioni di euro. Mentre sul terzo gradino del podio troviamo Fileni Alimentare, con 680,6 milioni: registra un balzo dell’11,1% rispetto ai 612,5 milioni dell’anno prima. L’utile finale d’esercizio si attesta a 5,5 milioni di euro. 

Seguono Goldengas, con 569,3 milioni (in aumento del 4,3% rispetto ai 545,8 milioni dell’anno precedente; l’utile raggiunge i 18,2 milioni di euro); ASK Industries, con 484,8 milioni (in leggera salita dell’1,1% rispetto ai 479,6 milioni del 2024. Utile di 17,6 milioni di euro); e Carnj, che registra 476,8 milioni di euro (crescendo del 2,5% rispetto ai 465,1 milioni dell’anno prima, il risultato d’esercizio si chiude in sostanziale pareggio, con un utile di 134mila euro). Segue Elica, con 460 milioni, segnando un incremento dell’1,9% rispetto ai 451,5 milioni del 2024, il risultato d’esercizio registra invece una flessione, chiudendo in perdita per 8,3 milioni di euro; CE.DI. Marche archivia il 2025 con un fatturato di 331,6 milioni di euro, in crescita del 4,1% rispetto ai 318,4 milioni del 2024, l’utile si fissa a 10,8 milioni di euro; Coal, con 307,6 milioni in una crescita dell’1,0% rispetto ai 304,4 milioni del 2024, l’utile si attesta a 2,8 milioni di euro; Cooperlat soc coop Agricola che archivia il 2025 con vendite pari a 230,7 milioni di euro, in leggera contrazione dell’1,5% rispetto ai 234,2 milioni dell’esercizio precedente; l’annata si chiude con un risultato d’esercizio in perdita per 4,1 milioni di euro (-1,8% sul fatturato).

Il dato più significativo è la presenza di aziende appartenenti a comparti molto differenti. Dalla produzione di sistemi per il comfort domestico alla farmaceutica, passando per l’agroalimentare e la distribuzione, Ancona esprime una struttura economica articolata, capace di combinare grandi gruppi industriali e imprese radicate nel territorio.

Il dato più significativo è la presenza di aziende appartenenti a comparti molto differenti

Il dato più significativo è la presenza di aziende appartenenti a comparti molto differenti

Ascoli: distribuzione e industria trainano il Piceno

Sono 79 le imprese ascolane presenti nella classifica della Fondazione Merloni, per un valore complessivo delle vendite di circa 7 miliardi di euro. In cima alla graduatoria si trovano due protagonisti della distribuzione: Conad Adriatico, con 1.394,5 milioni di euro (in aumento del 3,7% rispetto ai 1.345,3 milioni dell’anno precedente; l’utile raggiunge i 48,1 milioni di euro) e Magazzini Gabrielli, con 1.309,4 milioni, segnando una crescita del 5,9% rispetto ai 1.236,5 milioni del 2024, l’utile si fissa a 35,1 milioni di euro. 

 Due realtà che confermano il peso del commercio organizzato nell’economia del Piceno. La terza posizione è occupata da Octopus Energy Italia, che registra 565,9 milioni di euro e una crescita delle vendite del 303,3% rispetto al 2024, ma l’esercizio registra una perdita di 84 milioni di euro (-14,9% sul fatturato). Un risultato particolarmente significativo nella graduatoria di quest’anno. Al quarto posto troviamo Sabelli, che registra una crescita del +20,5%: il fatturato 2025 balza a 378,1 milioni di euro, rispetto ai 313,9 milioni del 2024, l’utile raggiunge gli 8,5 milioni di euro. Segue Carlini Gomme con un fatturato 2025 pari a 315,8 milioni di euro, in crescita dell’8,0% rispetto ai 292,3 milioni registrati nel 2024, l’azienda chiude l’esercizio con un utile di 14,6 milioni di euro. Poi c’è la Fainplast, con vendite nel 2025 per 197,4 milioni di euro, in leggera flessione dell’1,2% rispetto ai 199,8 milioni del 2024, l’utile si attesta a 11 milioni di euro. 

Le prime dieci posizioni sono completate da Imac che archivia il 2025 con vendite pari a 188,4 milioni di euro, in calo dell’1,2% rispetto ai 190,7 milioni dell’anno precedente, registrando una lieve perdita di 270mila euro; C.I.A.M., con 159,5 milioni, in lieve calo del 2,4% rispetto ai 163,5 milioni del 2024, l’utile raggiunge i 9,2 milioni di euro. Addis, con 95,9 milioni, in sostanziale stabilità con una lievissima variazione del -0,4% rispetto ai 96,3 milioni del 2024; l’utile si attesta a 421mila euro. Chiude la classifica Emil Autos, con 89,2 milioni,  sostanzialmente stabili rispetto agli 89,9 milioni del 2024 (-0,8%), l’azienda chiude l’esercizio con un utile di 433mila euro.

 Il Piceno dimostra dunque una forte capacità di esprimere imprese di dimensioni rilevanti, con una presenza significativa nella distribuzione e un comparto manifatturiero che spazia dalla plastica alle calzature, fino all’industria alimentare.

Fermo: il distretto della moda protagonista

La provincia di Fermo racconta una delle identità produttive più riconoscibili delle Marche. Qui il sistema imprenditoriale è fortemente legato alla moda, alla produzione calzaturiera e alle lavorazioni manifatturiere che hanno reso il territorio conosciuto anche sui mercati internazionali. A dominare la graduatoria è Tod’s, con 966,4 milioni di euro di…


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