AGI – L’insolita catena di problemi tecnici alle macchine elettroniche per il voto negli Stati Uniti sta diffondendo il panico tra gli elettori democratici, che temono interferenze esterne. Dal Mississippi al Massachusetts, dal North Carolina a New York, nei seggi si stanno registrando problemi tecnici, con schede che non vengono accettate. Nei giorni scorsi era diventato un caso quello denunciato da Stella Parton, sorella di Dolly Parton, la cantante country scomparsa di recente, che aveva raccontato come in Tennessee la macchina avesse cambiato per tre volte il suo voto, spostandolo dal candidato democratico a quello repubblicano. Al quarto tentativo, aveva aggiunto, il voto era stato accettato. Questo problema era stato segnalato anche da molti altri elettori in altri Stati.
L’effetto Musk e l’ipotesi Starlink sulle Midterm
Adesso i problemi ai seggi che cominciano a essere numerosi stanno scatenando una psicosi sui social. Su Facebook e X molti utenti parlano di “effetto Elon Musk“, citando il suo sistema satellitare Starlink, attraverso il quale, come suggerisce un docufilm su di lui, il miliardario sudafricano potrebbe “interferire” in un sistema che lui stesso aveva definito, due anni fa, “assolutamente violabile”. Dopo il ritorno alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump aveva lodato Musk, dicendo che “conosceva le macchine elettroniche per votare meglio di chiunque altro”. I giornalisti americani non cercarono di capire a cosa Trump si riferisse.
Intanto Musk invita gli americani a votare per il Partito repubblicano nel giorno delle elezioni di metà mandato. “Votate rosso oggi!”, ha scritto il miliardario sul suo profilo X, facendo riferimento al colore tradizionalmente associato ai repubblicani. Secondo un’analisi del New York Times, in queste elezioni di midterm Musk ha donato più di quanto qualsiasi altro finanziatore abbia mai speso in un singolo ciclo elettorale, a eccezione dei candidati facoltosi che si sono autofinanziati. Il totale è di 474 milioni di dollari, quasi mezzo miliardo, contro i circa 290 milioni del ciclo 2023-2024.
My biggest concern is that if there is a clean sweep by Democrats of the House, Senate and Presidency in 2028, they will: 1. Make DC and Puerto Rico states to gain a strong majority in the Senate. 2. Open the borders and legalize everyone living in America illegally to cement a permanent majority. 3. Increase the size of the Supreme Court to gain an immediate majority. This would result in America becoming a permanent one-party state and the end of democracy in any meaningful sense of the word. All that is needed to ensure this doesn’t happen is 51 Republican senators in 2029. That is why you should vote for Republican senators this election. Other reasons are irrelevant compared to this one.
— Elon Musk (@elonmusk) October 30, 2026
Dove sono andati i fondi di Musk
La cifra comprende le donazioni dichiarate a gruppi politici federali e statali dal primo gennaio 2025. Circa 216 milioni sono andati ad America PAC, il super PAC dello stesso Musk, che finanzia un’ampia operazione sul territorio in tutto il Paese. L’anno scorso il gruppo aveva speso circa 47 milioni in Wisconsin per un’importante elezione giudiziaria statale, persa dal candidato sostenuto da Musk.
Altri 168 milioni sono andati al Senate Leadership Fund, il principale super PAC a sostegno dei repubblicani al Senato: quasi tutta la somma è servita di fatto a sostenere Ken Paxton, candidato repubblicano in Texas. Al Congressional Leadership Fund, che sostiene i repubblicani alla Camera, sono andati 30 milioni. Circa 44 milioni sono stati destinati ad altri gruppi o candidati repubblicani a livello federale e circa 16 milioni a iniziative politiche statali in Michigan, Texas e Wisconsin.
Una cifra probabilmente sottostimata
Il quotidiano ha ricostruito le donazioni analizzando i documenti più recenti depositati presso la Federal Election Commission e l’Internal Revenue Service, oltre ai sistemi di finanziamento elettorale degli Stati in cui Musk ha dichiarato contributi. Parte delle donazioni è arrivata dalla sua organizzazione politica non profit, United States of America Inc. Secondo il Nyt la cifra è quasi certamente inferiore a quella reale, perché nel ciclo 2026 Musk ha fatto anche donazioni non tracciabili, il cosiddetto dark money, e perché i registri federali si fermano al 14 ottobre, senza includere eventuali contributi delle ultime tre settimane di campagna.
Problemi in altri Stati, il North Carolina prolunga l’orario di voto
In sempre più Stati americani si stanno registrando problemi tecnici ai seggi, una situazione che comincia a generare preoccupazione nella base democratica, che teme interferenze elettroniche nel voto. All’elenco si aggiungono ora North Carolina, Massachusetts e Pennsylvania, dove sono stati riscontrati problemi ai sistemi elettronici. In alcuni seggi l’allarme è rientrato, in altri no. In North Carolina è stato deciso un prolungamento dell’orario di chiusura dei seggi, una decisione che porterà probabilmente a un ritardo di 45 minuti della pubblicazione dei risultati a livello statale.
Problemi tecnici stanno funestando anche alcuni distretti elettorali del Mississippi, dove le macchine per il conteggio delle schede hanno smesso di funzionare in numerosi seggi. Riportate segnalazioni di disservizi nelle contee di Jackson, Hinds e DeSoto. Nella contea di Jackson, in particolare, un problema di connessione a internet aveva reso inutilizzabili tutte le macchine per il voto. Tra le altre difficoltà segnalate figurano l’apertura in ritardo di alcuni seggi, il crash di alcuni siti internet delle autorità statali, guasti temporanei degli apparecchi che elaborano le schede e disguidi nella verifica dello stato di registrazione degli elettori.
A Minneapolis si vota anche in memoria di Alex Pretti
A Minneapolis, in Minnesota, decine di elettori stanno lasciando gli adesivi con la scritta “I voted” (“Ho votato”) sul memoriale dedicato ad Alex Pretti, il 37enne ucciso lo scorso 24 gennaio da agenti federali della polizia di frontiera durante un’operazione contro l’immigrazione irregolare disposta dall’amministrazione Trump. Il memoriale si trova all’incrocio tra Nicollet Avenue e la 26esima strada, nel quartiere di Whittier, proprio nel luogo in cui Pretti, infermiere di terapia intensiva, fu ucciso. Fotografie, fiori, candele e messaggi lasciati dai cittadini sono stati affiancati, nel giorno delle elezioni di metà mandato, dagli adesivi distribuiti ai seggi per attestare l’avvenuta partecipazione al voto.
Nine months ago, Alex Pretti was on Nicollet Ave when federal agents disarmed him before shooting him at least 10 times, killing him. Today, America is voting, and in Minneapolis, people are showing up on Nicollet Ave in the rain to place their “I Voted” stickers at his memorial. https://t.co/dHIR1dW5zV
— daviss (@daviss) November 3, 2026
Un’iniziativa analoga è stata segnalata anche presso il memoriale di Renee Nicole Good, la donna uccisa il 7 gennaio a Minneapolis da un agente dell’Ice. Le due morti, avvenute durante le operazioni federali contro l’immigrazione, avevano provocato proteste e manifestazioni in Minnesota. Per alcuni elettori, lasciare gli adesivi sui memoriali rappresenta un modo per ricordare le vittime e collegare il voto alle vicende che hanno segnato la città negli ultimi mesi.
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