L’utilizzo improprio del tirocinio e dell’apprendistato, in assenza di un’effettiva finalità formativa, continua a sollevare questioni rilevanti sulla tutela dei lavoratori e sulla corretta qualificazione del rapporto di lavoro. Sul tema interviene il Tribunale di Milano con la sentenza del 13 ottobre 2026 (puoi leggerla cliccando qui), relativa a una lavoratrice che, dopo un tirocinio e un apprendistato privi di adeguata formazione, aveva subito condotte vessatorie e un licenziamento ritorsivo. Il giudice ha riconosciuto il rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fin dall’inizio, disponendo la reintegrazione e il risarcimento del danno biologico. Per approfondimenti in materia, consigliamo il nuovo volume “Controversie di lavoro e previdenziali”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.

Controversie di lavoro e previdenziali
Una guida pratica e aggiornata per orientarsi nel rito del lavoro e nel sistema previdenziale, con un taglio operativo che affianca all’analisi della disciplina la giurisprudenza e un formulario pronto per l’attività professionale.
Il volume analizza in modo organico le principali questioni processuali relative alle controversie di lavoro e previdenziali, seguendo l’evoluzione della disciplina fino agli interventi più recenti. Particolare attenzione è dedicata al rito del lavoro, alle modifiche collegate alla riforma Cartabia, alle controversie in materia di licenziamento, alla negoziazione assistita, alle udienze a distanza e alla trattazione cartolare.
La seconda parte approfondisce il sistema previdenziale italiano, i ricorsi amministrativi e giudiziari, gli obblighi contributivi, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il processo previdenziale, la giurisdizione pensionistica, la consulenza tecnica, la prescrizione e la decadenza.
L’impostazione pratica è rafforzata da una selezione di giurisprudenza e da un formulario che raccoglie atti utili nelle principali fasi del contenzioso lavoristico e previdenziale.
Vantaggi chiave
- Quadro completo del rito del lavoro, dalla competenza all’introduzione del giudizio, fino ad appello e Cassazione.
- Aggiornamento sulle più recenti evoluzioni normative e giurisprudenziali, comprese le novità successive alla riforma Cartabia.
- Approfondimento delle controversie in materia di licenziamento e delle procedure conciliative e alternative al giudizio.
- Trattazione operativa del contenzioso previdenziale, con focus su INPS, INAIL, infortuni, malattie professionali e obblighi contributivi.
- Giurisprudenza selezionata a supporto delle questioni più ricorrenti.
- Formulario con modelli per il processo del lavoro e previdenziale.
- Formule disponibili anche online in formato compilabile, per agevolarne l’utilizzo e la personalizzazione nella pratica professionale.
- 176 pagine di contenuti operativi, pensati per una consultazione rapida.
Tra i contenuti
- Rito del lavoro, competenza per materia e territorio e attuale assetto processuale.
- Costituzione del convenuto, consulenza tecnica, cambio di rito, sentenza ed esecutorietà.
- Controversie in materia di licenziamento, negoziazione assistita, udienze a distanza e trattazione cartolare.
- Appello e giudizio in Cassazione.
- Decreto ingiuntivo in materia di lavoro.
- Sistema previdenziale, ricorsi amministrativi e giudiziari, INPS e INAIL.
- Infortuni sul lavoro, malattie professionali, danno biologico e processo previdenziale.
- Prescrizione e decadenza.
- Formulario e rassegna di giurisprudenza.
Un supporto operativo per affrontare il contenzioso
Dalla corretta individuazione del rito e del giudice competente alla predisposizione degli atti, il volume consente di avere in un unico strumento disciplina, orientamenti giurisprudenziali e modelli operativi. Le formule disponibili anche online in formato compilabile rendono la consultazione ancora più immediata e funzionale.
Acquista il volume e tieni a disposizione una guida pratica e aggiornata per gestire con maggiore sicurezza le controversie di lavoro e previdenziali.
Vito Salvatore Manfredi
Avvocato con patrocinio presso le magistrature superiori, relatore in seminari e autore di diverse pubblicazioni in materia lavoristica. È stato membro del CdA AGAM e giudice d’appello nella commissione arbitrale dell’ENCI.
Leggi descrizione
Vito Salvatore Manfredi, 2026, Maggioli Editore
26.00 €
24.70 €
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Analisi del caso
La controversia trae origine dal ricorso di una lavoratrice che, nel marzo 2021, aveva iniziato a prestare attività presso una società attraverso un tirocinio formativo, successivamente seguito da un contratto di apprendistato stipulato nel settembre dello stesso anno.
La dipendente aveva inizialmente svolto mansioni di segreteria, amministrazione e contabilità, occupandosi anche dell’organizzazione delle trasferte del personale. Successivamente era stata assegnata all’ufficio sicurezza, con compiti di gestione e verifica documentale.
Secondo la ricorrente, il tirocinio aveva mascherato un rapporto di lavoro subordinato e il successivo apprendistato non era stato accompagnato da un’effettiva attività formativa.
La lavoratrice denunciava inoltre comportamenti vessatori da parte di alcune colleghe e dei responsabili aziendali, numerose contestazioni disciplinari e ripetuti cambiamenti di mansioni e ufficio. La vicenda si era conclusa con la comunicazione di cessazione dell’apprendistato, inviata il 12 febbraio 2024.
La dipendente chiedeva quindi il riconoscimento del rapporto subordinato a tempo indeterminato fin dal marzo 2021, il pagamento delle differenze retributive, il risarcimento dei danni e la reintegrazione nel posto di lavoro.
Quando il tirocinio nasconde un rapporto di lavoro subordinato
Il primo profilo esaminato dal Tribunale riguarda la qualificazione del tirocinio.
Il giudice ricorda che, per distinguere il lavoro subordinato da altre forme di collaborazione, assume rilievo decisivo l’assoggettamento del prestatore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro.
La qualificazione attribuita dalle parti al rapporto non è determinante quando contrasta con le concrete modalità di esecuzione della prestazione.
Nel caso esaminato, la documentazione prodotta dimostrava che la ricorrente svolgeva attività ordinarie dell’azienda, osservava un orario di lavoro tendenzialmente fisso, percepiva un compenso mensile di 600 euro ed era tenuta a giustificare assenze e ritardi e a richiedere autorizzazioni per ferie e permessi.
La lavoratrice riceveva inoltre direttive dai responsabili e utilizzava gli strumenti aziendali, risultando pienamente inserita nell’organizzazione dell’impresa.
Questi elementi, valutati complessivamente, hanno portato il Tribunale a riconoscere l’esistenza di un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fin dal 15 marzo 2021, data di inizio del…
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Redazione Giuricivile
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